Politici graziati, è scandalo
LA SPEZIA — Come era prevedibile: la scelta di Comune e Provincia di non costituirsi parte civile nei confronti degli amministratori e dei funzionari coinvolti nello scandalo di Pitelli (fra cui alcuni ex assessori regionali un ex assessore comunale) ha innescato la dura presa di posizione di Legambiente (che invece ha chiesto, attraverso gli avvocati Roberto Lamma e Nicola Giusteschi Conti) costituirsi contro tutti e 34 gli imputati per i quali il pm ha chiesto il rinvio a giudizio). "La scelta di Comune e Provincia - sostiene Legambiente - non ha alcuna giustificazione tecnica e non può che suscitare inquietanti interrogativi sui rapporti tra le forze politiche che in questi anni hanno governato la città e i responsabili dello scandalo di Pitelli e, di fatto, costituisce un avallo per le condotte di detti funzionari e amministratori". Un affondo che pare implicitamente sostenere che nulla è cambiato. 
La prova? "Ancora in un recente passato, si erano verificati episodi che già avevano autorizzato dubbi e interrogativi in tal senso (vedi bonifica di Monte Montada)". 
Riflessione finale: "Scelte di questo tipo contribuiscono a aumentare il senso di sfiducia nelle istituzioni che sono del tutto in controtendenza di fronte alla pressante richiesta di giustizia e di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge che emerge con forza dalle manifestazioni che si stanno svolgendo in questi giorni nel paese". 
Nulla dice Legambiente, sull'atteggiamento della Regione Liguria. Presente all'udienza preliminare con l'avvocato Manzitti, in veste di parte offesa, non ha depositato alcune istanza di costituzione di parte civile. C'è, comunque ancora tempo per farlo.