![]() |
| Tumori ai polmoni, a Fossamastra il rischio morte aumenta del 65 per cento |
|
Chi frequenta Fossamastra sa di non respirare l'aria salubre dell'alta montagna. E sa pure di non poter godere degli effetti positivi dati solitamente dalla vicinanza del mare, come magari accadeva qualche decennio fa. Chi abita o lavora a Fossamastra sa già che nell'aria che entra nei suoi polmoni c'è qualche «additivo» di troppo. Lo avrà sicuramente letto più volte sui giornali e ritrovato nei dati che periodicamente vengono diffusi dal Comune. L'inquinamento atmosferico è storia nota e le conseguenze più o meno gravi che da questo possono derivare sono sempre state ipotizzate. Ora arriva una dimostrazione, allarmante. Uno studio americano condotto dall'Università di New York, rivela l'ultimo numero del mensile «La nuova ecologia», ha infatti dimostrato che «il rischio di cancro al polmone aumenta dell'8 per cento per ogni 10 microgrammi di particelle fini per metro cubo». Se dunque si considera che a Fossamastra la media annuale (campionamento effettuato su due mesi, come prevede la normativa attualmente in vigore) è di 77 microgrammi su metrocubo i conti sono presto fatti: il rischio di morire per un cancro ai polmoni per i residenti di Fossamastra aumenta di circa il 65 per cento. Non solo: «Una lunga esposizione alle polveri fini, tipico prodotto dell'inquinamento atmosferico — rivela il periodico — aumenta in modo significativo il rischio di morire per altre malattie cardiache». La ricerca effettuata dall'autorevole università americana ha esaminato gli effetti dell'inquinamento da polveri fini nell'arco di sedici anni. Ma il discorso, naturalmente, non riguarda solo Fossamastra: tutti i quartieri e gli abitanti assediati dalle terribili polveri fini corrono pericoli analoghi, anche se a rischiare sono percentualmente in meno. Lo sottolinea Legambiente che ricorda che a Fossamastra le medie giornaliere hanno raggiunto anche i 136 microgrammi su metrocubo. Vale a dire che i tumori sono in pratica sull'uscio di tutte le case. Statisticamente parlando, naturalmente. |