Porto, chiamata alla piazza
LA SPEZIA — Il variegato arcipelago delle forze contro il dragaggio del Golfo e la crescita dei traffici portuali sulle mega portacontainer ha presentato ieri la fiaccolata organizzata per lunedì (ore 17, davanti alla Capitaneria) alla vigilia della conferenza dei servizi convocata al Ministero dell'ambiente per l'esame del «progetto per la messa in sicurezza d'emergenza del canale di accesso al porto» elaborato dall'Autorità portuale. Una chiamata alla piazza per rilanciare i temi classici dell'ambientalismo, questa volta, però, saldati a considerazioni economiche più puntuali, ancorate anche ad una notizia dell'ultima ora, che si impone: cinque cantieri nautici di spessore internazionale aspirano ad insediarsi nella darsena interna. A porgerla è l'imprenditore Enrico Schiffini, fondatore, insieme all'onorevole Enrico Ferri, del Comitato per la salvaguardia e lo sviluppo del Golfo dei poeti, che risulta sostenere il maggiore onere propagandistico per la mobilitazione (a cominciare dalle inserzioni a tutta pagina sui quotidiani). «Sì, cinque cantieri nautici non vedono l'ora di impiantare una base alla Spezia. Una grande opportunità - ha detto Schiffini - per la città e la sua economia, basti pensare a quello che accadrà con Ferretti a regime: 50 addetti in 1000 metri quadrati e al rapporto, fra addetti e la stessa superficie in porto: 1,5. Ma l'opportunità rischia di essere sacrificata sull'altare dell'interesse di pochi armatori e spedizionieri». «Sulla pelle e sui polmoni degli abitanti del Levante», evidenzia Mauro Maggiani, del Comitato del Canaletto, che introduce l'altro argomento caldo: «La contraddizione fra la 'fretta' di Bucchioni a dragare i fondali (paventando un'emergenza inesistente) e l'impasse della procedura di valutazione di impatto ambientale sul nuovo piano regolatore portuale: che fine ha fatto l'impegno per l'inchiesta pubblica prevista dall'intesa inter-enti, quale passaggio obbligato dell'iter?». Insomma, in questa logica il dragaggio sarebbe solo un «grimandello», per mettere la città di fronte al fatto compiuto e cioè far arrivare le maxi-portacontainer. «E' bene che si sappia - precisa Paolo Emilio Iani della Città del Sole - che il Prp è compromesso dalla mancata intesa del Comune di Lerici. Non a caso pende il ricorso al Tar dell'Autorità portuale, che non ha ottenuto la sospensiva che richiedeva». Giochi, ancora aperti, insomma. «Certo — evidenzia Ferri — il passaggio alla conferenza dei servizi dovrà dimostrarlo. Confidiamo dell'obiettività già manifestata dal ministero per l'ambiente e, al tempo stesso, nel coraggio delle amministrazioni locali ad uscire allo scoperto e liberarsi delle contraddizioni di cui sono finite: lo sviluppo del porto nei termini indicati dall'intesa avrebbe effetti devastanti sull'ambiente, sul turismo e quindi sulla stessa economia». «Sì - rilancia Stefano Sarti di Legambiente - la battaglia non è solo per tutela ecologica del nostro mare, ma per le attività che attraverso vivono e possono crescere».«Intanto, il dragaggio, assesterebbe - dice Iani- un colpo letale alla miticoltura. Il gioco delle correnti porterebbe poi i veleni nell'oasi marina, minando l'economia delle 5 Terre». «Lo show della balena a Porto Venere a ottobre, ha portato un'enorme ricchezza al paese. Col dragaggio, nemmeno gli sparli - questa la tesi di Varrella - circolerebbero nel Golfo...». 
di Corrado Ricci