Polveri oltre i limiti di legge
LA SPEZIA — Il Comune non ha potuto misurarle perché gli analizzatori, dicono, sono rotti, e lo ha fatto Legambiente, scoprendo che in febbraio 2002 le polveri fini (Pm 10) sospese nell'aria (e nei polmoni) degli spezzini a Fossamastra hanno registrato, in due giorni su tre valori, ben oltre i limiti di legge. I valori, fra l'altro, non riflettono l'inquinamento di questo inizio d'anno, perché «nei primi due giorni di rilevazione pioveva in maniera abbondante — ha sottolineato Stefano Silvano dell'istituto sperimentale Rfi — circostanza che rende il dato ancora più preoccupante. Il furgoncino ambientalista, piazzato per tre giorni in via San Bartolomeo, di fronte alla Nissan, e ripartito insieme al Treno Verde ieri mattina, ha nella sostanza confermato i dati diffusi dal Comune pochi giorni fa riferiti al 2001: il Pm10 nelle 72 ore di monitoraggio è salito costantemente, passando dai 39 microgrammi/metrocubo delle prime 24 ore ai 67 del 7 febbraio (è piovuto in entrambi i giorni) fino a raggiungere il dato di 69.5 delle ultime 24 ore di venerdì 8. 
Per quanto riguarda gli altri inquinanti Legambiente conferma che sono «sotto controllo» i limiti di biossido di zolfo, biossido di azoto, monossido di carbonio e ozono già rilevati dal Comune. Fuori legge invece nelle 72 ore di monitoraggio — oltre appunto alle polveri e al benzene ch'era stato rilevato da tre volontari e che va da un minimo di 6,7 a un massimo di 14,5 microgrammi al metro cubo (a fronte di un limite di 10) — sono poi i livelli acustici nella zona del porto. «Per il rumore bisogna fare un discorso a parte — dichiara Paolo Varrella, presidente del circolo spezzino Nuova Ecologia — A fronte di una legislazione nazionale che classifica i porti senza distinzione come aree ad intensa attività umana e con un limite di 65 dB durante il giorno e 55 dB di notte, i criteri di zonizzazione acustica adottati dalla Regione Liguria li inseriscono i porti invece fra le aree prettamente industriali senza nuclei abitativi, con limiti che si alzano fino a 70 dB sia di giorno che di notte. Questo fatto crea forti disagi e ha un forte impatto sulla popolazione che alla Spezia in quella stessa area, a pochi metri di distanza, ci vive». «Il porto mercantile della Spezia — aggiunge Stefano Sarti, presidente di Legambiente Liguria — ha un livello di rumore davvero troppo alto, la strada intrapresa dalla Regione, non contrastata dal Comune, fa pensare ad una manovra politica per far rientrare il porto in una categoria con limiti di legge più alti e non ad un provvedimento tecnico per tutelare i cittadini». «A dire il vero — ha osservato l'assessore Renzo Cozzani— il Comune ha già fatto diverse campagne di misurazione anche nelle ore notturne per analizzare la natura dell'inquinamento acustico in quella zona, ed è ora in attesa dei dati dall'Arpal per fare le dovute valutazioni di compatibilità con il nuovo piano regolatore». 
Mare inquinato...ma duro a morire
LA SPEZIA — Il Golfo dei poeti è vivo o morto? 
«Non sta bene, ma è duro a morire». A sostenerlo è Paolo Varrella, sub e ambientalista: «Mi sono immerso poco tempo fa a pochi metri dalla passeggiata Morin e con sorpresa in quello specchio acqueo ho trovato una notevole biodiversità: attinie, spirografi, seppie, molluschi bivalvi. Una dimostrazione che il nostro golfo mantiene un alto potenziale biologico, avvalorato dagli elevati standard dei mitilicoltori».
Nel levante cittadino si vive di meno
LA SPEZIA — Lo studio epidemiologico del '99 
sul levante cittadino ha evidenziato significative differenze tra le zone della città: a Ruffino, Pagliari e Pitelli l'indice di mortalità è risultato doppio rispetto al Canaletto, 4 volte superiore rispetto all'intero Comune. Il tumore al fegato nella quinta circoscrizione era risultato maggiore del 60% rispetto alla popolazione ligure e del 30% rispetto alla popolazione dell'intero Comune.