Dragaggio dei fondali. Legambiente chiama in causa la Regione Liguria
Oggi il ministero per l'Ambiente, salvo colpi di scena, dovrebbe autorizzare il dragaggio del canale navigabile, per il ripristino dei fondali. Puntuali, tornano i rilievi di Legambiente secondo la quale, in sede di conferenza dei servizi, al Ministero, venne stabilito che prima di procedere all'escavo del fondale, si sarebbe atteso lo studio della caretterizzazione dei fondali coordinato da Icram. 

"Questo studio - dice Paolo Varrella, responsabile spezzino di Legambiente - non risulta ancora essere iniziato, tantomeno concluso. Non si capirebbe quindi questa eventuale autorizzazione sub conditione". Ma Varrella fa un ulteriore considerazione: "Visto l'articolo 21 del Collegato Ambientale alla Finanziaria, approvato in via definitiva e di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, per quanto concerne gli interventi di immersione di materiali di escavo di fondali marini all'interno di casse di colmata, di vasche di raccolta o comunque di strutture di contenimento poste in ambito costiero, l'autorità competente per l'istruttoria e il rilascio dell'autorizzazione di cui all'articolo 35, comma 2, del decreto 152 del 1999, è la Regione. Ci domandiamo dunque se non sia il caso di aprire un confronto con la Regione. Per quanto concerne lo smaltimento a terra dei fanghi che non potranno andare in vasca, chiediamo che la Provincia al fine di garantire la regolarità delle operazioni". 

In ultima istanza, Legambiente sostiene: 
"Viste le altissime concentrazioni di Stagno Tributile, PCB e metalli pesanti nei sedimenti interessati al dragaggio nel canale navigabile, diffidiamo dal considerare l'operazione di escavo quale messa in sicurezza, poiché tale operazione avrebbe troppi rischi connessi alla risospensione di detti inquinanti".