E' arrivato un treno carico di... ambientalisti
LA SPEZIA — Il Treno Verde di Legambiente è un'occasione importante per spiegare in modo semplice ed efficace le cause e i rimedi dell'inquinamento. Per questo motivo Silva Lucchi, responsabile del LABTER (Laboratorio territoriale di educazione ambientale), che a giorni aprirà il nuovo sportello ambientale del comune in via Leopardi, ha raccolto le adesioni delle scuole spezzine che ogni mattina visitano la mostra allestita nel convoglio. Per capire, ad esempio, cosa sono di preciso i «gas serra» che bucano l'ozono. O per conoscere le fonti d'energia rinnovabili, con plastici a batteria anche per i più piccoli e scoprire, dai video installati sul treno, che l'ultimo ritrovato in materia di smaltimento dei rifiuti non è il riciclo, ma il forno inceneritore a bassa emissione.
Comandamenti per salvare i nostri polmoni
LA SPEZIA — A questo "immobilismo da traffico" Legambiente contrappone le sue dieci proposte, da realizzare nell'immediato e preludio di una serie d'interventi più ampi e strutturali, per contrastare l'emergenza inquinamento che ha colpito il nostro Paese. 
1) Corsie preferenziali e percorsi in sede protetta per i mezzi pubblici almeno sulla principale direttrice e, dove possibile, sulle strade di collegamento periferia centro storico. 
2) Istituire Zone a traffico limitato che abbraccino integralmente i centri storici cittadini e dove, all'interno, la circolazione sia affettivamente consentita solo ai residenti, con percorsi obbligati per entrare e uscire dalla Ztl. 
3) Creare un sistema di isole pedonali, una per ogni quartiere, chiudendo al traffico o limitando la circolazione nelle strade commerciali, quella dove maggiore è la presenza di negozi e dunque di persone a piedi. 
4) Realizzare assi blu — strade dove vietare la sosta e la fermata — lungo le arterie di maggior traffico al fine di fluidificare la circolazione. 
5) Aumentare il numero dei convogli ferroviari (migliorando insieme la loro efficienza, la loro puntualità e il loro comfort) che collegano i paesi limitrofi alle città capoluogo. 
6) Diversificare le tariffe dei parcheggi a pagamento, aumentando progressivamente il ticket per le aree più assediate dalle auto. 
7) Promuovere meccanismi di incentivazione per il car-sharing (l'auto in multiproprietà) e il car-pooling (l'utilizzo dell'auto in almeno tre persone). 
8) Modificare gli orari delle città, rendendo rigide ad esempio le fasce per il carico e lo scarico delle merci. 
9) Istituire un fondo urbano per il trasporto sostenibile, vincolando parte delle somme che l'amministrazione comunale incamera dalle contravvenzioni e dai parcheggi a pagamento. 
10) Intensificare l'attività di controllo dei vigili urbani, per eliminare auto in doppia fila, sui marciapiede, sulle strisce pedonali. 
Hanno fatto le cavie dalla mattina alla sera
LA SPEZIA — Hanno fatto le cavie dalla mattina alla sera, per aiutarci a capire quanto benzene assorbiamo alla Spezia ogni giorno: i dati "one-day" del Trenoverde di Legambiente confermano il calo di benzene in città, in linea con quanto appena annunciato dal Comune e dall'Arpal. Un pony express, un'impiegata e una studentessa hanno passato un'intera giornata con appuntato al petto un "radiello", ovvero un cilindretto di plastica in grado di assorbire il benzene, e lo hanno tenuto addosso per 8 ore consecutive. La volontaria, Annalisa Missadin, si è spostata dal suo ufficio in zona Ospedale per poi andare in corso Cavour nel negozio di famiglia. La studentessa della «Anna Frank» è andata a scuola e di pomeriggio nel centro storico. Il pony express infine, ha passato la sua giornata in sella allo scooter. Va detto che in Italia la concentrazione di benzene nell'aria è regolata dal decreto ministeriale del 25 novembre '94 che pone un "obiettivo di qualità" annuale pari a 10 microgrammi/metrocubo (µg/m3), traguardo raggiunto dal Comune, nel 2001 registrando 8,2. Dei tre volontari solo la studentessa, una bambina di Mazzetta, è rimasta sotto il valore con «solo» 6,7 microgrammi di benzene. L'impiegata ne ha invece assorbito 10.4 µg/m3, mentre il pony ha respirato 14.5µg/m3 di benzene. Non nasconde la sua preoccupazione Gianluca Della Campa, responsabile del Treno verde: "Sebbene vi sia un calo della quantità di questo inquinante rispetto al '99, quando registrammo limiti assai più alti — 16,8µg/m3 il volontario, 18,1µg/m3 un edicolante e 23,3µg/m3 il pony — non bisogna abbassare la guardia. Per le conseguenze sanitarie che minacciano la vita dei cittadini e perché, in ogni caso, si continua a registrare il superamento dei limiti di legge".
Motorino "speedy gonzales" 
LA SPEZIA — Motorino "speedy gonzales" alla Spezia, inquinamento e tempi lunghi per attraversare la città anche in autobus. Si è svolto questa mattina il Trofeo Tartaruga di Legambiente, la tradizionale gara a cronometro organizzata dal Treno Verde — fermo e visitabile fino a sabato in stazione al primo binario tronco — che ieri mattina ha inaugurato l'unica tappa ligure del convoglio ambientalista. Quattro volontari su altrettanti mezzi alternativi (in bici, sul motorino, in bus e in automobile) si sono confrontati su un identico tracciato urbano, traffico e condizioni meteo permettendo. Il percorso prescelto, con partenza e arrivo dalla stazione centrale della Spezia al Treno Verde fermo al binario tronco — dov'era issata la bandiera a scacchi dell'arrivo — si è snodato per via Chiodo, via Gramsci, viale Italia e via Veneto. Gli sfidanti erano il presidente di Legambiente La Spezia, Paolo Varella, che ha vinto la sfida con il motorino (al traguardo alle 11,55), due volontari dell'Associazione ambientalista — rispettivamente Mauro Melis alla guida della bici-lepre, con solo tre minuti di distacco dalle due ruote motorizzate (arrivo alle 11,58) e con notevole anticipo sulla prestazione di Manuela Finocchiaro, al volante della sua macchina (giunta alla fine dell'itinerario alle ore 12,08) — ultimo il presidente di Legambiente Liguria, Stefano Sarti, portato al traguardo dall'autobus alle 12,25. Quattro diversi modi dunque per muoversi in città che dimostrano come, quasi mai, nel solito ingorgo quotidiano il mezzo più veloce consenta spostamenti più rapidi. Una sonora bocciatura per il bus, mai in precedenza superato anche dall'auto, anche perché favorito dalle corsie preferenziali. Ma il filobus in città resta il mezzo più ecologico in assoluto, e pazienza se tarda qualche minuto. Perché a parte la bici , gli altri mezzi inquinano. Il benzene — come spiegano i volontari di Legambiente a bordo del convoglio — presente in concentrazioni analoghe sia nella benzina super che in quella senza piombo, è una delle sostanze a maggiore rischio-cancro. Uno studio realizzato dalla Commissione Tossicologica Nazionale prevede che questo idrocarburo, alle concentrazioni attuali rilevate nelle città, nei prossimi 75 anni potrebbe essere responsabile di 18mila casi aggiuntivi di leucemia nel nostro paese. Per questo informare è importante, ed è necessario sensibilizzare anche le scuole su questo delicato argomento, ed è apprezzabile in questo senso lo sforzo del treno Verde. Arrivato iin una città che si interroga sul proprio "sviluppo sostenibile", con i problemi legati alla bonifica delle discariche di Pitelli, ai troppi scarichi a mare ancora a cielo aperto, e con il prossimo dragaggio che desta opinioni contrapposte.