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| "E' tutta colpa del porto" |
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LA SPEZIA — Polveri e rumori
sono da anni la spina nel fianco di chi vive nei dintorni del porto.
E il Comune, insieme a Arpal e Autorità portuale, le tiene costantemente
sott'occhio. E ieri sono stati resi noti i risultati dell'ultima campagna
di rilevamento ambientale su qualità dell'aria e quantità di rumore
nella zona di viale San Bartolomeo, effettuata nel- l'ultimo quadrimestre
2001. La rilevazione dà un quadro dettagliato dell'impatto ambientale
delle attività e dei traffici portuali sui quartieri del levante. L'inquinamento atmosferico In estrema sintesi, dal punto di vista dell'inquinamento atmosferico, emerge una prima criticità per la presenza di polveri fini all'altezza di via Valdilocchi, nei pressi del varco portuale ancora aperto al traffico pesante su viale San Bartolomeo. Nelle altre due postazioni, viale San Bartolomeo agli incroci con corso Nazionale e viale Italia, i valori medi sono risultati inferiori ai limiti di legge. Inoltre, dai dati prodotti dall'Autorità portuale, si evidenzia che all'interno del porto, mentre le concentrazioni di piombo sono ampiamente inferiori al livello di riferimento di legge, i dati degli idrocarburi mostrano un andamento nettamente superiore al limite previsto dalla normativa. I rumori del porto Per quanto riguarda il rumore, dal complesso delle misurazioni viene evidenziato, con maggior nettezza rispetto alla precedente indagine del '99, il determinante contributo dei rumori portuali al superamento dei limiti in alcuni tratti di viale San Bartolomeo, rumore che viene avvertito in modo particolare nei piani alti delle abitazioni, ma che coincide con una riduzione della rumorosità del traffico. Le principali cause dei rumori disturbanti sono individuate nei dispositivi acustici di segnalazione, nei carrelloni portacontainer, nei sobbalzi degli autoarticolati in relazione alle condizioni del fondo stradale interno al porto, nel funzionamento di carroponte diesel su ruote. Le misure da attuare "Complessivamente — afferma l'assessore all'Ambiente Renzo Cozzani — se da un lato si può osservare che gli interventi comunali di divieto al traffico pesante nelle vie del Canaletto e l'apertura della nuova strada subalvea per il porto hanno mitigato polverosità e rumorosità, dall'altro persistono impatti rilevanti che dovranno essere affrontati strutturalmente all'interno dello studio di sostenibilità del nuovo Piano regolatore portuale, progettando e attuando misure adeguate di risanamento ambientale tipo il pieno utilizzo della strada subalvea per i camion come unica via di accesso ed uscita dal porto, il completamento dei lavori di allontanamento della ferrovia dalle case, la creazione di una fascia di rispetto che distanzi lavorazioni e movimentazione dall'abitato". Chi farà i controlli "Già nell'immediato — prosegue Cozzani — è necessario rafforzare e intensificare le attività di controllo e sanzione sul rispetto delle ordinanze emanate dall'Autorità portuale in materia di contenimento della rumorosità e polverosità indotta dalle modalità di svolgimento delle attività, dallo stato manutentivo delle aree, alle velocità di transito dei mezzi all'interno del porto. Ed è per questo motivo che abbiamo subito trasmesso alla Capitaneria di porto, ente competente per controlli di questo tipo, il complesso dell'indagine ed una formale richiesta". |