1. Mancante degli indispensabili studi
propedeutici da cui derivare analisi e
linee strategiche
L’unico studio propedeutico menzionato
dal PRP è lo studio della NEI nel quale
si legge espressamente “Il traffico dei
contenitori rappresenta l’argomento
principale del presente studio, mentre le
previsioni riguardanti gli altri settori
sono puramente di carattere generale”.
Mancano completamente quindi le analisi
relative agli aspetti economici e sociali
di tutte le altre attività portuali
(passeggeri, trasporto marittimo, nautica,
diporto, pesca, mitili- e acquacoltura)
tantomeno i necessari riferimenti alle
altre attività economiche dell’ambito
provinciale, ed espressamente del golfo.
In mancanza delle indispensabili analisi e
riferimenti è impossibile valutare le
seppur scarne argomentazioni espresse per
tutto ciò che non è traffico container.
2. Mancante dell’indispensabile quadro
strutturale che dimostri la rispondenza
del PRP al più vasto contesto di
programmazione territoriale
Mancano completamente i necessari
riferimenti indispensabili alla
valutazione di un piano, cioé il quadro
relativo a:
Politiche e programmazione economica
(comunitarie, nazionali, regionali: ad
esempio Piano Regionale di Sviluppo che
definisce gli obiettivi socio-economici
per un uso razionale ed ordinato del
territorio),
Normativa generale
Pianificazione sovraordinata (cioé i
necessari riferimenti che dimostrino la
conformità del piano a quanto contenuto
nei vari Piani che comandano sul PRP:
Piani di indirizzo generale (Piano
Territoriale Regionale)
Piani regionali di area vasta (paesistico,
dei trasporti, del commercio)
Piani ambientali (energetico, risorse
idriche, dei parchi ...)
Pianificazione provinciale (PTC vigente)
Piano Urbanistico Comunale
3. Non rispondente ai più basilari e
condivisi criteri di pianificazione
territoriale
Anche in base a quanto sopra dimostrato il
PRP risulta inadempiente riguardo i
criteri di pianificazione urbanistica
richiesti per legge. In particolare si
leggano i Principi informatori della
pianificazione territoriale di cui alla
LEGGE REGIONALE 4 settembre 1997 n. 36
(Legge urbanistica regionale):
“1. La pianificazione territoriale si
fonda sul principio della chiara e
motivata esplicitazione delle proprie
determinazioni. A tal fine le scelte
operate sono elaborate sulla base della
conoscenza, sistematicamente acquisita,
dei caratteri fisici, morfologici e
ambientali del territorio, delle risorse,
dei valori e dei vincoli territoriali
anche di natura archeologica, delle
utilizzazioni in corso, dello stato della
pianificazione in atto, delle previsioni
dell'andamento demografico e migratorio,
nonchè delle dinamiche della
trasformazione economico-sociale, e sono
definite sia attraverso la comparazione
dei valori e degli interessi coinvolti,
sia sulla base del principio generale
della sostenibilità ambientale dello
sviluppo.”
Ad esempio manca del tutto l’esplicitazione
degli obiettiivi del Piano, delle relative
linee strategiche per raggiungerli, delle
conseguenti azioni individuate che
facciano da riferimento alla relativa
progettazione degli spazi ed utilizzo
della linea di costa.
4. Non risponde a criteri istituzionali,
cioé miranti a garantire un adeguato
sviluppo del territorio tenendo
debitamente conto della qualità della
vita delle popolazioni e degli interessi
collettivi, sia a breve che a lungo
termine.
Il PRP appare tutto teso a dimostrare la
bontà di una scelta effettuata a priori,
esprimendo appieno una mentalità
aziendale, volta quindi all’efficacia
nella competitività su uno specifico
settore di Business.
Infatti:
Le premesse al Piano Regolatore Portuale
attuale sono di carattere esclusivamente
quantitativo, prevedono cioé
l’adeguamento dell’infrastruttura
portuale in funzione dell’aumento dei
traffici.
Manca del tutto una analisi qualitativa
finalizzata a valutare i costi e benefici
attuali e futuri conseguenti alle
decisioni che saranno prese; manca la
valutazione e l’illustrazione di quali
sono e saranno i prezzi, in termini di
qualità della vita, che la Comunità deve
pagare per ottenere i benefici di ricaduta
economica che costituiscono un presupposto
altrettanto importante, ma non unico.
Manca l’analisi e l’illustrazione di
scenari alternativi con i quali comparare
quello prescelto e attraverso i quali
dimostrane la preferibilità, sotto i vari
punti di vista.
mancano i riferimenti a dati ed analisi in
base ai quali si mettono in dubbio la
tenuta e la ricaduta economica di settori
quali la nautica e la cantieristica (o non
vengono nemmeno prese in considerazioni
attività quali la mitilicoltura), mentre
non si fanno ipotesi alternative nel caso
di un minor sviluppo del settore container
si pone come elemento strategico e
prioritario di sviluppo, anche
occupazionale, il semplice aumento nella
movimentazione dei container, con il
corollario di riempimenti e di impatti,
mentre non viene progettato il Distretto
Logistico, una infrastruttura che potrebbe
aggiungere valore a quello decrescente del
container (negli ultimi dieci anni le
tariffe di imbarco/sbarco si sono ridotte
del 50% il che significa che per produrre
nello specifico la stessa ricchezza, devo
movimentare il doppio dei containers);
viene quindi da chiedersi come si possa
imporre ai cittadini un sacrificio senza
prima aver messo in esercizio i mezzi che
possano ripagarli.
5. In relazione alla mancanza degli
adeguati riferimenti di cui sopra, nonché
per la mentalità aziendale che lo guida,
il Piano risulta tecnicamente inaffidabile
almeno sui seguenti punti:
Trasporto su ferrovia: parte della
presunta sostenibilità del piano poggia
sull’assunto irrealistico che il
traffico su ferrovia per il Porto della
Spezia passi da una percentuale del 32%
del 1998 (pari a 234.000 teus) ad una del
50% nel 2010 (in base alle proiezioni
dell’A.P. corrisponderebbe a ben
1.080.000 teus). Appare invece credibile
che, a fronte dell’aumentato numero dei
teus movimentati (dati PRP: al 2010,
scenario basso 1.640.000, scenario alto
2.160.000) la percentuale su ferrovia, pur
con il previsto miglioramento
infrastrutturale ferroviario, si attesti
al massimo su circa il 32% del totale.
Trasporto su Camion: in conseguenza di
quanto detto sopra il trasporto su Camion
comporterebbe un numero di
autocarri/giorno al 2010 di ben 2387 unità
(scenario basso), 3144 unità (scenario
alto), incompatibili quindi anche con le
infrastrutture previste dal redigendo PTC.
Capacità delle infrastrutture: viene
erroneamente calcolata dal PRP come flusso
costante, mentre invece notoriamente la
saturazione viene raggiunta sui picchi di
traffico, che sono quindi il parametro su
cui tarare la capacità della rete viaria
dedicata.
Evoluzione delle sequenze operative:
mentre per la previsione dell’aumento di
traffico è stato individuato uno scenario
evolutivo, non è prevista, nè menzionata
nel piano, alcuna evoluzione delle
sequenze operative.
Ad esempio si ipotizza uno scenario
evolutivo di raddoppio dei teus in dieci
anni senza fare menzione alle possibili
riduzioni del parametro tempo derivanti
dall’innovazione tecnologica e
procedurale, per cui necessiterà meno
spazio per la movimentazione della solità
quantità di merci.
Analisi delle superfici: quelle richieste
dal PRP appaiono sovradimensionate, almeno
per queste motivazioni:
Fattore di congestione: il PRP giustifica
la necessità di spazi di banchina
quantificandoli in base a due parametri:
numero di container e fattore di
congestione, che viene calcolato
6. Il porto della Spezia ha
notoriamente lavorato in maniera molto
efficiente raggiungendo anche fattori di
congestione 4,55. Anche ragionando in
termini più prudenti (ma andrebbe tenuto
conto anche dei processi di
semplificazione che ottimizzano le
superfici) si può ragionevolmente
prevedere un fattore di congestione di
3,45, con un notevole risparmio nelle
superfici necessarie (anche mantenendo
inalterata l’ipotesi NEI di aumento dei
traffici, salvo però la sopradescritta
incompatibilità infrastrutturale.
Spazi extraportuali: PRP assume che il 25%
mancante alla superficie teorica possa
essere compensato dalle aree operative
extraportuali”, indi per cui la reale
necessità di spazi di banchina deve
essere decurtata anche di questa quota
parte. |