| Lettera di Legambiente
Liguria al Ministro Altero Matteoli, La Spezia
11/07/2003 |
Egregio Sig. Ministro,
come certamente saprà la vicenda del dragaggio del porto mercantile della Spezia è ritornata di preponderante attualità nella nostra città. |
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Prima il Tar Liguria poi il Consiglio di Stato hanno sospeso l’attività di dragaggio, con delle motivazioni che è difficile per noi non condividere, e cioè essendo il Golfo della Spezia inserito nella perimetrazione del sito di bonifica nazionale della discarica di Pitelli, ogni intervento deve essere parte del più vasto disegno di bonifica del sito stesso; il Tar ligure, con la successiva conferma del Consiglio di Stato ha poi sostenuto che per quello che riguarda le scelte relative al sito di collocazione finale dei fanghi derivanti dal dragaggio, occorre realizzare la Valutazione di Impatto Ambientale secondo quanto previsto dalle normative vigenti in materia. |
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Queste ordinanze, soprattutto quella del Consiglio di Stato del giorno 8 Luglio 2003, stanno generando reazioni scomposte e difficilmente condivisibili, in primo luogo perchè non rispettose della volontà espressa dai due alti gradi della giustizia amministrativa, ma anche perché si vuole sottintendere che tali pronunciamenti costituirebbero un blocco totale della attività portuali (cosa non vera come rimarcato dalla stessa sentenza del Consiglio di Stato) e, ancora più incredibile, di tutte le attività economiche (nautica, cantieri e altro) che insistono sulla linea di costa del Golfo dei Poeti. |
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A solo titolo di esempio e per evidenziare la falsità di certi argomenti, vorrei citare il verbale della conferenza dei servizi tenuta presso il Ministero dell’Ambiente lo scorso 24 Giugno (in verità prima la decisione del Consiglio di Stato, ma comunque dopo il pronunciamento del Tar Liguria) dove si dà via libera ad una serie di lavori nel porto Lotti, un porto turistico collocato nel Golfo della Spezia e quindi in pieno sito di interesse nazionale di bonifica. |
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Il punto dolente della campagna catastrofista in atto (ma non eravamo noi ambientalisti le cassandre?) è che un’inedita alleanza che va dagli enti locali (non tutti) ai sindacati, ai politici locali (non tutti) agli imprenditori ed ad alcuni operatori economici (anche qui con alcune importanti defezioni e distinguo) stanno chiedendo al Ministero dell’Ambiente e a lei in particolare di
"chiarire" le procedure di intervento del sito di Pitelli evitando bene di sostenere in maniera trasparente il vero obbiettivo: cancellare, oppure ridimensionare fortemente il perimetro dell’area a mare individuata come sito di bonifica nazionale relativo alla discarica di
Pitelli. |
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Siamo certi che Lei, sig. Ministro che in altre occasioni ha dato modo di mettere in evidenza la sua sensibilità sui problemi connessi alla difesa del nostro Golfo, non darà spazio a questa campagna che, invece di risolvere alla radice la questione messa in luce dall’ordinanza del Tar e confermata dal Consiglio di Stato, e cioè come bonificare il Golfo, molto scorrettamente tende a rimuovere l’oggetto stesso del contendere (il presidente dell’Autorità Portuale in
un' intervista ha detto che l’inserimento del Golfo della Spezia nel sito di bonifica nazionale di Pitelli è stato
"il grave errore delle istituzioni locali di cui paghiamo le
conseguenze"). |
Lei sa bene che invece le cose non stanno proprio così: il problema del dragaggio del golfo non è nato adesso a seguito delle decisioni della giustizia amministrativa, o perchè il Golfo è nel sito di bonifica nazionale: in verità sono ben 3 anni che si discute su progetti lacunosi, privi di sostenibilità ambientale, non chiari sulle azioni preventive e successive alle attività che si pensa di svolgere, sui quali spesso proprio gli organi tecnici del Ministero dell’Ambiente stesso hanno chiesto spiegazioni, integrazioni, variazioni a quanto via via proposto.
Nessuno di noi ambientalisti è contro il porto, e ancor meno contro la nautica o altre importanti attività economiche che esistono nel Golfo. |
| Pretendiamo solo che non si ingannino i cittadini con falsi allarmismi e che non si ricerchino le scorciatoie più facili alla soluzione dei problemi: vogliamo che si decida dentro un quadro definito dalle leggi dello Stato, che non possono essere fatte e disfatte a secondo delle convenienze e delle opportunità di pochi, contro l’interesse generale ad un risanamento ed uno sviluppo in positivo del territorio e dell’ambiente in cui viviamo. |
| Certi di una Sua sensibilità in materia, e di una Sua risoluta contrarietà a cambiare le decisioni in merito al sito di bonifica della discarica di Pitelli, La salutiamo cordialmente. |
Il Presidente Regionale di Legambiente
Stefano Sarti |
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