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"E' una cosa assurda che rasenta la beffa - commenta il Circolo - che il Comune della Spezia riconosca l'esistenza di impatti e danni da parte del porto sui cittadini e ci si limiti a dar loro un piccolo contributo (solo il 30% sulla spesa) per finestre e condizionatori come a dire: chiudetevi in casa e non uscite fuori perché altrimenti vi ammalate..."
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In altre parole Legambiente riterrebbe molto più serio da parte di chi è responsabile della salute dei cittadini l'attuazione di una seria politica di prevenzione sugli inquinanti abbattendo le polveri e i rumori direttamente alla fonte, ovvero in porto.
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L'idea di apportare piccoli interventi posticci non altera il pessimo giudizio espresso dalle associazioni nei confronti di chi ha approvato un Piano Regolatore Portuale dove viene inserita come semplice prescrizione la necessità di definire i programmi di monitoraggio ex-post per la verifica degli effetti ambientali ed in particolare dell'inquinamento atmosferico, idrico e acustico.
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Suscita comunque interesse l'apertura data dal Vicesindaco Merlo il quale ammette l'esistenza del grave e annoso problema e le associazioni rilanciano a Merlo una proposta:"Che si stanzi come minimo la stessa cifra per elaborare studi epidemiologici su lavoratori e cittadini e per eseguire in modo trasparente e continuativo i controlli in porto sugli inquinanti dove - conclude Legambiente - lavorano e vivono persone"
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