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:: Comunicato Stampa, 02/12/04
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Piano Strategico della Spezia: l'idea è buona ma non convince le Associazioni
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Wwf, Italianostra e Legambiente plaudono a tutte le iniziative di decisione partecipata, ma non firmano il documento finale del Piano Strategico spezzino in quanto "le scelte strategiche erano già state decise a priori", mentre non è emersa la cultura della pianificazione - programmazione partecipata dal basso.
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Nella partecipazione consensuale, l'Amministrazione promuove la partecipazione solo alla scopo di costruire il consenso sulle scelte strategiche già prese nei tavoli delle istituzioni. Nella Pianificazione Progettazione Partecipata dal basso è la Comunità che si mette al lavoro e produce strategie e progetti da confrontare e su cui raggiungere la mediazione, e questa era la strada da seguire.
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La Carta d'Intenti del Nuovo Municipio, sottoscritta a Firenze nel 2002 dal Sindaco Pagano, promuove, nel senso suddetto, delle vere e proprie costituenti di processi partecipativi strutturati inserendo gli obiettivi e le modalità del processo nei propri statuti e regolamenti.
In questo contesto il Piano Strategico della Spezia si è rivelato uno strumento utile a raccogliere nella Commissione Ambiente le moltissime criticità ambientali, mentre nelle restanti commissioni si è assistito sostanzialmente ad un avvallare scelte strategiche già decise, scritte e confezionate dalle Amministrazioni e dagli Enti Pubblici: ad esempio non si è voluta compiere una vera svolta nella definizione di un progetto di golfo complessivo, limitandosi a progettare solo la (pur importante) riqualificazione della Calata Paita.
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Per tutte queste ragioni, e fintanto che non avverranno significativi segnali di apertura nelle scelte strategiche, le sottoscritte associazioni non possono legittimare un piano strategico dove più che spettatori, fino ad ora, le sottoscritte non sono state considerate.
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Il Documento Integrale
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