Circolo Nuova Ecologia - Legambiente La Spezia

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:: Comunicato Stampa, 01/10/04
La Spezia da sempre al centro della "rete" dei rifiuti, ma molti fanno finta di nulla.
E' stato presentato a Roma un dossier congiunto Wwf e Legambiente inviato ai presidenti e ai componenti delle commissioni parlamentari sul Ciclo dei rifiuti, sulla Criminalità organizzata, sui Servizi di informazione, sulla Morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e al procuratore nazionale Antimafia Piero Luigi Vigna, dove vengono messi in luce episodi ultraconosciuti nella nostra città: Jolly Rosso e Discariche di Pitelli.
Nel dossier le associazioni sottolineano come la preoccupazione su questo fenomeno sia attuale. Come risulta dalla risposta data dal ministro dei Rapporti con il Parlamento, il 27 luglio 2004, a un'interrogazione di Ermete Realacci. 
"Evidenti segnali di allarme si sono colti in alcune vicende giudiziarie da cui è emersa una chiara sovrapposizione tra queste attività illegali e il traffico d'armi - ha detto Giovanardi - Numerosi elementi indicavano il coinvolgimento nel suddetto traffico di soggetti istituzionali di governi europei ed extraeuropei"
Nel documento allegato si specifica come a La Spezia fosse stretta la connessione tra la malavita organizzata e il sistema dell'interramento dei rifiuti molti dei quali venivano poi instradati via mare e affondati insieme alle "navi dei veleni" cosi come riportato dal Dossier a puntate pubblicato da L'Espresso.
A La Spezia, se non fosse per le vicende giudiziarie, non si parlerebbe mai dello scandalo delle discariche e di quello che gravita tuttora intorno al fenomeno, ed e per questo che Legambiente e le altre associazioni lanciano un appello ai cittadini per mobilitarsi e per prendere coscienza del fatto che nel nostro territorio ci sono situazioni ancora oscure che vanno riportate alla luce con l'aiuto dell'opinione pubblica.
In anteprima alcuni stralci del Dossier:
Legambiente nazionale il 28 novembre 1996 redige il documento "La Spezia crocevia dei veleni" in cui si afferma che il porto di La Spezia era il centro nevralgico del malaffare ambientale italiano per le presunte attività illecite che si svolgevano in ambito portuale e per la concentrazione a corona della città di discariche tra cui quella di Pitelli, su cui da poco era iniziata l'inchiesta della magistratura. 
Nelle conclusioni del dossier viene rilevato, chiedendo un opportuno intervento dell'autorità giudiziaria, che quanto accadeva all'epoca a La Spezia è analogo a quanto avviene nelle zone più degradate del nostro Mezzogiorno: una associazione criminale è diventata in sostanza padrona del territorio. Nel documento vengono ricordati i traffici di rifiuti tossico-nocivi della fine degli anni '80 legati alle vicende delle "navi dei veleni" e al loro trasporto e all'occultamento nelle coste africane e mediorientali (dalla Guinea al Libano). Viene ricordato, tra gli altri, un episodio di importazione illegale di materiali contaminati radioattivamente, avvenuto nel 1994: le autorità sanitarie competenti accertarono la presenza di 16.700 tonnellate di rottami ferrosi radioattivi, contaminati da Cesio 137 provenienti dal Sudafrica, che dopo lo sbarco a La Spezia avrebbero dovuto essere trasferiti in Austria. Grazie alla segnalazione di Legambiente, il carico venne rifiutato dal Governo austriaco.
Il WWF Liguria e Legambiente Liguria, presentano il 15 luglio 1997 nel corso di un''audizione alla Prefettura di Genova alla Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse il dossier "Rifiuti Connection Liguria"
In particolare nel dossier si ipotizzava che nelle oltre 15 discariche autorizzate e non e nelle oltre 35 cave poste a corona dell'area di La Spezia si svolgessero attività difficilmente controllabili tali da far sospettare, come poi venne accertato nel caso della discarica consortile di Valle Scura e della discarica di Pitelli, attività di interramento o di instradamento via mare di rifiuti pericolosi e radioattivi...
Clicca per visualizzare il dossier completo sulle navi dei veleni

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