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:: Comunicato stampa, 10/08/04
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Il Piano Regolatore Portuale va a rilento perché è stato fatto male.
Senza mezzi termini Legambiente boccia la tesi del vicesindaco di Spezia Merlo secondo il quale il PRP è fermo perché il Ministro dell'Ambiente tituba.
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"Se qualcuno avesse avuto l'accortezza di leggersi le osservazioni che abbiamo mandato al Ministero dell'Ambiente e alla Regione Liguria - commenta Paolo Varrella di Legambiente - comprenderebbe il perché il Piano va a rilento e andrebbe addirittura respinto. Il dato certo che nessuno vuole ammettere è che il PRP è minato nei suoi presupposti, essendo stato costruito esclusivamente su uno studio di settore risalente al '99 incentrato sul traffico containers. A questo si aggiungano altri dati importanti come ad esempio l'aver redatto lo Studio di Impatto Ambientale senza rispettare, a nostro avviso, le leggi nazionali. Le prescrizioni della Regione lo dimostrano a chiare lettere."
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Per quanto riguarda il "tavolo di confronto" proposto al fine di sbloccare l'empasse creato dagli stessi che hanno scritto il piano, Legambiente chiede al vicesindaco di avere rispetto per l'intelligenza altrui, visto e considerato che tutte queste problematiche Comitati e Associazioni avrebbero voluto farle emergere al "vero tavolo", che era quello dell'Inchiesta Pubblica, mentre tale strumento partecipato e democratico fu boicottato e affossato dagli stessi enti locali, i quali non hanno mai fornito risposte e documenti a chi ne faceva richiesta.
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L'adottare Piani e Progetti e poi volerli "aggiustare" strada facendo è una cattiva abitudine che, come anche nel caso della bonifica dell' ex-IP(*), creerà più danni che benefici.
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Concludendo Legambiente ritiene che su una cosa il Vicesindaco Merlo abbia ragione: il Piano Regolatore Portuale va cambiato, ma radicalmente!
(*) L'area ex-IP è una vasta zona grande quasi un quarto della superficie cittadina, dove fino a vent'anni fa sorgeva una raffineria di petrolio. Finita l'era della raffineria sul campo (o meglio sotto..) sono stati scoperti terreni contaminati da idrocarburi per centinaia di migliaia di metri cubi nella quasi totale indifferenza di molti. Nel frattempo la bonifica non parte ma le Amministrazioni succedutesi presentano progetti di sviluppo e attivano concessioni d'area sulla zona.
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Nel mese di Agosto si decide di correre ai ripari e per accelerare le operazioni di bonifica, iniziate solo da pochi mesi e che dovrebbero durare almeno tre anni, è stato proposto di utilizzare due "FORNI MOBILI" i quali riscalderanno il terreno a circa 700°C e allontanando gli idrocarburi in atmosfera, "BONIFICANDO" il suolo.....
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