Circolo Nuova Ecologia - Legambiente La Spezia

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:: Comunicato stampa, 07/07/2002
La Spezia: autorizzati a dragare? 
Se fosse confermata l'indiscrezione pubblicata, secondo la quale il Ministero dell'Ambiente starebbe per concedere le autorizzazioni "con prescrizioni" per il dragaggio del Golfo della Spezia, si aprirebbe una triste pagina per una serie di motivi di seguito esposti.
Innanzitutto Legambiente, come pure i Comuni del Golfo e la Provincia, hanno richiesto da tempo copia di tutti gli atti e progetti relativi all'escavo del fondale e vasca di colmata, ma l'Autorità Portuale si è sempre rifiutata di concedere copia di alcun progetto. Questo è inaccettabile visto che la popolazione ha il diritto di conoscere i particolari di una operazione che suscita così profonde preoccupazioni.
In secondo luogo il Ministero, istituendo la Conferenza dei Servizi presso il Servizio RiBo, adottò il Piano di Caratterizzazione dei fondali che rientrano nel sito inquinato di Pitelli, adottando la legge 471/99 sulle bonifiche. Si stabilì inoltre che prima di procedere all'escavo del fondale, si sarebbe atteso lo studio suddetto coordinato da Icram, e questo studio non risulta ancora essere iniziato, tantomeno concluso. Non si capirebbe quindi questa eventuale autorizzazione sub conditione.
Ulteriore considerazione: visto l'art. 21 del Collegato Ambientale alla Finanziaria, approvato in via definitiva e di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, per quanto concerne gli interventi di immersione di materiali di escavo di fondali marini all'interno di casse di colmata, di vasche di raccolta o comunque di strutture di contenimento poste in ambito costiero, l'autorità competente per l'istruttoria e il rilascio dell'autorizzazione di cui all'art. 35, comma 2, del decreto 152 del 1999, è la Regione. Ci domandiamo dunque se non sia il caso di aprire un confronto con la Regione per avere comunque un parere, visto l'imminente trasferimento di competenza.
Per quanto concerne lo smaltimento a terra dei fanghi che non potranno andare in vasca, chiediamo che la Provincia della Spezia si attivi fin da ora al fine di garantire la regolarità delle operazioni.
In ultima istanza, viste le altissime concentrazioni di Stagno Tributile, PCB e metalli pesanti nei sedimenti interessati al dragaggio nel canale navigabile (P.ta Pezzino), diffidiamo dal considerare l'operazione di escavo quale messa in sicurezza, poiché tale operazione avrebbe troppi rischi connessi alla risospensione di detti inquinanti, e quindi parrebbe in contraddizione la definizione di "messa in sicurezza di quel tratto di fondale".
Legambiente lanciando l'allarme chiama a raccolta tutti coloro che hanno a cuore la trasparenza negli atti amministrativi e soprattutto la salute dei cittadini, il rispetto dell'ambiente, e la tutela delle attività economico - sociali che vivono sul mare.
Per dovere di informazione nei confronti dei cittadini, troppo spesso tenuti all'oscuro di quanto avverrà nel Golfo, si riporta breve nota relativa alla Conferenza dei Servizi svoltasi il 12 Febbraio scorso a Roma.
All'ordine del giorno c'era la discussione del "preliminare di Progetto di caratterizzazione delle aree marine costiere ricadenti nella perimetrazione del sito".
Il direttore del servizio RiBo ha presentato il piano, diviso per fasi, che prevede una prima caratterizzazione, e successivamente lo studio delle tecniche di bonifica più idonee.
ICRAM ha esposto lo schema della rete di campionamento e carotaggi da effettuarsi secondo due metodologie:
una campionatura a maglia “larga” per tutta l'area e una più particolareggiata nelle aree prospicienti la zona di Pitelli, l'area portuale e gli specchi acquei dell'Arsenale Militare.
In relazione al futuro dragaggio e la collocazione della vasca di colmata è stato predisposto uno studio dell'area che interesserà la stessa vasca.
Gli interventi più rilevanti:
L'Istituto Superiore di Sanità ha chiesto di abbassare ulteriormente la soglia di attenzione per i contaminanti presenti nei sedimenti che andranno nella vasca di colmata.
L’Ispesl ha chiesto una caratterizzazione delle sorgive sottomarine presenti nel Golfo e una mappatura aerea dell'intera area.
Provincia e Comune della Spezia concordi col Piano.
Arpal ha chiesto l'uso di batterie biologiche per monitorare eventuale bioaccumulo negli organismi.
Comune di Lerici ha ribadito forti critiche per il dragaggio e ha chiesto che si tenga in debito conto che il dragaggio sarà un'operazione commerciale e non di bonifica. Ha chiesto inoltre che si preveda in futuro uno studio per valutare se sia più idonea l'asportazione degli inquinanti o la loro messa in sicurezza coprendoli sul fondo con materiali idonei, anche tenendo conto che in tutto il mondo la logica di intervento è questa.
Il funzionario del Ministero ha confermato il fatto che il dragaggio non è una bonifica e non ha escluso il fatto che, una volta terminati gli studi, non si reputi più idoneo confinare gli inquinanti dove sono.
Legambiente ha chiesto che le sia fornito il Progetto e che comunque esprime alcune considerazioni preliminari:
-Concordi in linea di massima sull'impostazione preliminare del progetto di caratterizzazione, concordi sull'uso di batterie biologiche come richiesto da Arpal, al fine di escludere contaminazioni secondarie in fase di bonifica ed eventuale dragaggio chiede:
-una dettagliata caratterizzazione correntometrica di tutto il Golfo;
-estensione di tutta la caratterizzazione ecotossicologica a tutto il Golfo;
-allargamento, per motivi di sicurezza, dell'area di caratterizzazione particolareggiata ricadente nelle aree sottoposte a eventuale dragaggio;
-che siano resi pubblici i progetti in itinere di dragaggio che l'Autorità Portuale fornisce al Ministero;
-che si operi al fine di evitare che si insinui il benché minimo dubbio circa la qualità dei mitili e degli altri prodotti di acquacoltura nella popolazione, al fine di tutelare il mercato e il procedimento di DOP in corso;
-che si faccia uno studio biologico di popolazione che evidenzi la ricchezza specifica, la biodiversità e fenomeni di stress in atto e pregressi;
-che si faccia, preliminarmente allo studio di caratterizzazione, un censimento storiografico di tutte le merci varie e rinfuse movimentate nel porto fino ad oggi, al fine di aumentare ed integrare la lista degli analiti da ricercare nei sedimenti.
Tutte richieste considerate dal Direttore del RiBo pertinenti e quindi accolte.
Il rappresentante Cgil ha chiesto che tutto il procedimento sia reso pubblico e consultabile via Internet.

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