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:: Comunicato stampa, 01/07/04
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L'unico dato che emerge nella vicenda porto della Spezia è che il Piano Regolatore Portuale è completamente da riscrivere.
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"La Regione Liguria ha emesso una serie di pesanti prescrizioni al Piano Regolatore Portuale, confermando una volta ancora che il PRP votato dagli enti locali (con l'eccezione di Lerici) è un Piano fatto male, figlio della fretta e che non porterà nessun giovamento ma sicuramente danni ambientali ed economici"
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Questo è il secco giudizio espresso da Legambiente, la quale esprime l'assoluta necessità che si faccia un approfondimento tecnico in merito alle suddette prescrizioni e una profonda riflessione politica sul futuro che si vuole dare a questo territorio, che in termini ambientali "ha già dato molto".
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"Queste prescrizioni rimettono in discussione la filosofia del PRP - commenta Paolo Varrella di Legambiente - e a tutto questo hanno concorso senza ombra di dubbio le osservazioni prodotte da Legambiente e dal Comune di Lerici ed inviate a Regione e Ministero dell'Ambiente. A breve verranno resi pubblici gli approfondimenti tecnico-giuridici che proprio insieme a Lerici si stanno preparando".
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Se l'Autorità Portuale avesse costruito il PRP per scenari alternativi, come veniva chiesto dalle Associazioni e dai Comitati, avrebbe avuto qualche chance, mentre questo piano ha sposato da tempo un'unica teoria:
"Interrare, Interrare, Interrare!"
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