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:: Comunicato Stampa, 20/04/04
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Dossier Rapporto sul mare Legambiente e WWF: situazione provincia della Spezia
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Metalli pesanti, idrocarburi, pesticidi e Pcb sono i veleni che minacciano la salute dei mari italiani. E' questo il quadro che emerge dall'elaborazione di Legambiente e Wwf Italia dei dati del Programma di monitoraggio dell'ambiente marino costiero del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio, effettuato negli ultimi tre anni. La questione è delicata e a questo si aggiunge il fatto che il Programma di monitoraggio è in scadenza e il ministero dell'Ambiente non ha ancora espresso l'orientamento favorevole ad un rinnovo.
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Nella riviera di Levante il dato anomalo che emerge è il punto di "bianco", ovvero il punto preso come riferimento posto a Punta Mesco nel Parco delle Cinque Terre dove sono stati superati nei sedimenti i limiti per inquinamento da cromo, nichel e piombo.
"Analizzando attentamente i dati si osservano andamenti simili degli inquinanti tra le stazioni di Punta Mesco e la Foce del Magra - commenta il Circolo Nuova Ecologia di Legambiente - e facendo una comparazione con le salinità non è da escludere l'esistenza di una influenza del Magra sulla Riviera di Levante, ovvero si può benissimo dimostrare che le acque del fiume, durante il tragitto in mare, si comportano da vettore di molte sostanze, comprese quelle inquinanti.
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Questo deve fare riflettere - continua Legambiente - sulla necessità di concentrare gli sforzi verso una politica di protezione del mare ad ampio raggio andando ad intercettare tutte quelle fonti che si ripercuotono sulla costa".
"Questo dato - conclude Paolo Varrella portavoce di Legambiente - è l'ennesima conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto anche per il dragaggio del Golfo della Spezia, ovvero che una situazione mal gestita in un punto si può ripercuotere a miglia di distanza".
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