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"Nessun compromesso su interramenti e dragaggio a La Spezia"
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In merito a quanto pubblicato sulla stampa locale, Legambiente ribadisce la propria posizione in merito al
PRP della Spezia, da sempre osteggiato e ritenuto dannoso per
la città.
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L'Associazione Ambientalista non ritiene assolutamente ci sia uno strappo tra le forze ambientaliste tantomeno un macigno, ma una semplice diversità di opinioni, cosa che semmai arricchisce il dibattito all'interno del fronte anti PRP.
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"Nessun nuovo riempimento finalizzato alle attività portuali nel Levante cittadino - si legge nello scenario alternativo al PRP;
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realizzazione di una fascia di rispetto nel Levante cittadino come misura di mitigazione degli impatti ambientali e, in quanto tale, non implicante compensazioni a mare rispetto alla misura delle sue dimensioni;
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realizzazione di una stazione marittima nel Levante con terminal passeggeri e traghetti, dotata di un sistema infrastrutturale con funzioni intermodali per il trasporto locale (passaggio tra auto – mezzi pubblici e traghetti per il golfo), collocabile in quel luogo per la vicinanza agli snodi autostradali cittadini;
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l'aumento del numero dei contenitori movimentati, come indicato nel protocollo d'intesa succitato, produrrà un inquinamento aggiuntivo da polveri, idrocarburi policiclici aromatici ed altri inquinanti aeriformi provenienti dai circa 700.000 TIR/anno complessivamente necessari a tale movimentazione ...".
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Inoltre, come risulta dal documento integrale del succitato scenario,
Legambiente confuta integralmente il
PRP, in quanto ad esempio realizzato in base allo studio NEI riguardante esclusivamente il traffico containers ma che ignora tutto il restante Golfo.
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Il dragaggio è un'operazione portuale con lo scopo di permettere l'entrata in porto delle meganavi portacontainers e da sempre Legambiente si oppone a questa nefasta ipotesi.
Nessun possibilismo quindi in questa
direzione.
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Altro discorso risulta invece la bonifica
del Golfo, operazione assai più complessa, essenziale e non più derogabile. "Ci sono moltissime situazioni critiche nel nostro territorio - conclude il Circolo Nuova Ecologia - a cominciare dalle colline di Pitelli venendo giù fino ai fondali del nostro mare. Da qui si deve cominciare, magari proprio creando un centro studi di eccellenza in modo da rendere più vivibile il territorio spezzino,
vilipeso e sfruttato in tutti questi anni.
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