Circolo Nuova Ecologia - Legambiente La Spezia

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:: Comunicato, 27/01/04
Dragaggio nel Golfo della Spezia
Alcune note sull'emendamento "Sblocca dragaggio" del Sen. Grillo. 
L'autore è Marco Grondacci, esperto in diritto ambientale autore delle note tecnico giuridiche relative al dragaggio che sono già pubblicate nel nostro sito. 
Vorrei ricordare a tutti i fans, vecchi e aggregati di recente, dell'emendamento dell'ON Grillo per "sbloccare il dragaggio del porto della Spezia", che l'articolo 15 del DM 471/1999 non è altro che la norma che disciplina la procedura di ordinaria di approvazione degli interventi di bonifica nell'area perimetrata nei siti di interesse nazionale. Quindi la procedura è la solita Conferenza dei Servizi presso il Ministero dell'Ambiente e rispetto delle rigorose prescrizioni tecniche degli allegati al DM 471/1999. 
Se poi l'On. Grillo voleva raggiungere l'obiettivo di effettuare bonifiche parziali non c'era bisogno di scomodare emendamenti o nuove leggi perché già l'articolo 11 (non il 15 come scrive l'ON. Grillo) del predette decreto prevede questa possibilità. Infatti, come ho avuto modo di spiegare oltre 1 anno fa in un convegno pubblico, l'articolo 11 del Decreto sulle bonifiche (DM 471/1999) prevede la possibilità che nel sito interessato dalla bonifica si possa procedere, per l'attuazione del progetto definitivo di bonifica o di bonifica con misure di sicurezza, per fasi progettuali successive anche al fine di "valutare la realizzazione di interventi per singole aree" (comma 1 articolo 11 DM 471/1999) , il tutto sempre tenendo conto delle rigide procedure dettate dal suddetto articolo 11 e dall'allegato 4 al DM 471/1999. 
Non solo ma l'articolo 9 del DM 471/1999 fornisce un ulteriore strumento proprio per i siti di bonifica più ampi e quindi con la possibilità di presenza di più soggetti interessati a realizzare interventi di bonifica; in particolare il comma 4 dell'articolo 9 suddetto recita testualmente: "Nel caso in cui ..... vi siano più soggetti interessati alla bonifica di un medesimo sito di rilevanza nazionale, i tempi e le modalità di intervento possono essere definiti, rispettivamente, con apposito accordo di programma stipulato, con ...le regioni interessate o con il Ministro dell'ambiente di concerto con i Ministri della sanità e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, d'intesa con le regioni interessate". 
Quindi il punto non sta nella legge vigente (che non ha bisogno di alcuna modifica) ma nella volontà di fare le cose con rigore e rispetto dell'ambiente, cosa che fino ad ora il Sig. Bucchioni (presidente dell'Autorità Portuale - ndr) non ha voluto fare. 
La strada seguita dall'On Grillo è quindi un pastrocchio confuso che rischia in sede di attuazione amministrativa di essere nuovamente impugnato con successivo annullamento. 
Come penso e dico da tempo il porto non ha bisogno di servi sciocchi ma di politici, amministratori e tecnici che ne garantiscano lo sviluppo nell'interesse della collettività e non di qualche personaggio da ribalta.

Un mondo diverso è possibile