Circolo Nuova Ecologia - Legambiente La Spezia

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:: Risposta di Marco Grondacci all' Assessore Orsi, 09/11/03
Ho letto le dichiarazione dell' Assessore Orsi ai giornali locali e ritengo sia necessario che i cittadini sappiano alcune cose ben precise:
1. Quando fu perimetrato il sito di Pitelli comprendendo l’area a mare nessuno tra politici (di maggioranza e di opposizione), amministratori e tecnici disse una parola di contestazione, anzi tutti sostennero che era giusta una perimetrazione larga per capire il livello di dispersione degli inquinanti prodotti dalla gestione scellerata della discarica di rifiuti pericolosi situati sulle colline di Ruffino.
2. L' Assessore sostiene altresì che i giudici del TAR e del CdS hanno fatto bene a sospendere le autorizzazioni al dragaggio perchè si sono limitati ad applicare la legge sulle bonifiche. Ma l’Assessore non spiega come mai la Conferenza dei Servizi (tra i cui componenti c'è anche la Regione in sede decisionale, mentre gli enti locali partecipano solo in sede istruttoria) che approvò tale progetto non abbia applicato la suddetta legge sulle bonifiche autorizzando così un progetto in grado di superare il controllo di legittimità della magistratura amministrativa. I casi sono due o gli amministratori e tecnici regionali che parteciparono alla conferenza suddetta sono degli incompetenti oppure speravano di farla franca facendo passare un progetto illegittimo.
3. Non è vero che non si possa dragare con un previa bonifica parziale dell'area di mare interessata dal perimetro del sito di Pitelli: la legge permette questa possibilità basta andarsela a leggere e studiare come ha fatto il sottoscritto. Certo occorre seguire una procedura rigorosa ma questa possibilità c'è e chi dice il contrario o è ignorante oppure mente sapendo di mentire.
4. Non c'è quindi alcun bisogno di modificare la normativa vigente non solo per i motivi suddetti ma per uno più generale. Una modifica che togliesse l'area a mare dal sito di bonifica di Pitelli creerebbe un effetto moltiplicatore devastante per altri siti simili a quello spezzino: Porto Marghera, Golfo di Napoli, etc.
5. Non è vero che l' Inchiesta Pubblica sulla valutazione di impatto ambientale del Piano regolatore del Porto è bloccata per l’intervento del TAR e del CdS. Le ordinanze dei giudici riguardano il dragaggio e non certo il Piano regolatore nel suo complesso. Il ritardo è dovuto semplicemente al fatto che a tutt'oggi l' Autorità Portuale non ha ancora formalmente presentato lo studio di impatto ambientale come previsto dalla legge.
6. C'è invece un legame tra dragaggi e Piano Regolatore del Porto ma non è quello di cui parla l' Assessore Orsi. Il legame riguarda il fatto che i dragaggi sono la premessa per poter ampliare l'attività del porto con l' arrivo di navi a maggior capacità di trasporto e quindi maggior pescaggio. Ora è indiscutibile che dovrebbe essere la valutazione di impatto ambientale del piano regolatore del porto a decidere il livello sostenibile di ampliamento della attività del porto commerciale. Quindi se il giudizio di VIA stabilisse dei limiti all’attività portuale più restrittivi di quanto previsto nel Piano regolatore presentato dall'Autorità Portuale gli interventi di dragaggio suddetti si renderebbero inutili anche da un punto di vista di economico (perchè far venire navi più grosse se poi in banchina più di tanto non posso movimentare?). Ecco perchè la Autorità Portuale avrebbe fatto bene ad accelerare le procedure per la VIA sul piano regolatore e non quelle sui dragaggi. Ma come è noto il Dott. Bucchioni ha fatto esattamente il contrario portando avanti una logica del colpo di mano e del fatto compiuto che rischia come i fatti per ora dimostrano di produrre ritardi e quindi danni anche agli interesse portuali.
Marco Grondacci 

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