Circolo Nuova Ecologia - Legambiente La Spezia

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:: Comunicato Stampa,  31/07/03
Per carità, abbiate rispetto per gli abitanti di Canaletto e Fossamastra: l'inquinamento acustico in città è di ben altra natura!
Se nel centro storico c'è tolleranza zero per chi chiacchera la sera o per un po' di musica in strada, nei quartieri del levante cittadino non si è più mosso un dito, dal lontano 2000, anno del sequestro del porto nelle ore notturne, ad oggi.
Il D.P.C.M. 14.11.97 classifica i porti, senza alcuna distinzione, nella fascia denominata "Classe IV (aree ad intensa attività umana, con un limite di 65 dB durante il giorno e 55 dB per i rumori notturni). I criteri di zonizzazione acustica adottati dalla Regione Liguria inseriscono i porti in Classe VI (aree prettamente industriali senza nuclei abitativi, con limiti che si alzano fino a 70 dB sia per il giorno che per la notte). Questo fatto crea forti disagi ed ha un forte impatto sulla popolazione che vive a pochi metri dal porto. E nemmeno si può ancora parlare di fascia di rispetto quale misure di mitigazione, visto che il PRP naviga in alto mare.
E' da rilevare - sostiene il Circolo Nuova Ecologia - che nel 2000 la Procura della Repubblica aprì un'inchiesta presso il Tribunale della Spezia che sfociò poi in una ordinanza di sequestro delle aree portuali (ai sensi dell'art. 659 del C.P.) per disturbo della quiete pubblica nelle ore notturne". Tempo fa il Comune della Spezia fece deviare il traffico nelle ore notturne proprio per analizzare la natura dell'inquinamento acustico in quella zona. I limiti furono comunque alti, a dimostrazione che il porto è davvero rumoroso e che gli interessi sono prevalsi, e prevalgono tuttora, sulla salute degli spezzini. 
Privare la città di risorse economiche quali quelle legate alle attività turistico ricettive come bar, pub, ristoranti e manifestazioni di piazza sarebbe una sciagura. Agli inizi del secolo c'erano almeno due teatri e sei sale da ballo in città, ora si vuole il buio totale. Già Legambiente ha recentemente dimostrato che non c'è stato fino ad ora l'impegno di far arrivare le navi da crociera in città (vedi nota pubblicata e di seguito allegata), ora il pericolo è quello di indurre Spezia ad essere una città dormitorio, sempre più triste e depressa.

Un mondo diverso è possibile