Circolo Nuova Ecologia - Legambiente La Spezia

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:: Comunicato stampa, 07/02/2002
Il dragaggio del fondale si rende necessario per far entrare nel golfo navi porta containers di enormi dimensioni che pescano dai 14 metri in sù. Questo non è un nostro pregiudizio, dato che altri tipi di nave, quali le cruisers di Carnival e Costa Crociere pescano al massimo 10 metri. 
Legambiente non è contro qualsiasi tipo di intervento, sarebbe pura demagogia se lo fossimo, ma questa operazione suscita in noi e in migliaia di cittadini forti preoccupazioni.
Le nostre preoccupazioni riguardano la possibile risospensione delle sostanze inquinanti accumulate nei sedimenti. Per via di equilibri chimici i metalli pesanti tendono ad essere rimossi dall’acqua per essere immagazzinati nei sedimenti che vengono considerati come serbatoi di queste sostanze. Variazioni di parametri chimico-fisici o biologici possono però provocare rimozione di contaminanti dai sedimenti. 
Una tale risospensione esporrebbe ad esempio gli organismi marini e in particolare i filtratori ad un’alta concentrazione di ioni metallici e di sedimento particolato, favorendo bioaccumulo e provocando occlusione delle branchie, e questo accadrebbe non solo all’interno del golfo, ma anche lungo la riviera ligure a causa dell’andamento delle correnti. C’è da dire che la capacità della sostanza organica di chelare gli inquinanti fa sì che in una situazione di equilibrio ciò non si verifichi, e questo è avvalorato dagli alti standard di qualità raggiunti dalla molluschicoltura.
Siamo a maggior ragione preoccupati per la presenza infausta delle discariche incontrollate di Pitelli.  Arpal in uno studio sul Levante cittadino ha segnalato fenomeni di percolamenti corrosivi nella galleria POL NATO a Ruffino, e chissà per quante altre vie i percolati potrebbero arrivare alle falde acquifere e al mare.
E’ quindi negli interessi di tutti che il Ministero dell’Ambiente ha inserito i fondali del Golfo all’interno delle aree da sottoporre ad interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza, bonifica, ripristino ambientale e attività di monitoraggio (Decreto n°471 del 1999 e Decreto 10 gennaio 2000 e succ. mod.).
In sintesi la nostra proposta è quella di considerare l’eventuale dragaggio nell’ottica della bonifica, come ha fatto Livorno. Oggi esistono le competenze scientifiche e le tecnologie per operare nel rispetto di un ambiente tutelato dall’ UNESCO, dal Santuario dei Cetacei con la direttiva Habitat, da Parchi Nazionali, Regionali e Comunali.

Un mondo diverso è possibile