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Comunicato
Stampa, 06/04/2003 |
| PORTI IN LIGURIA: cambiano le regole e Legambiente denuncia: "La nuova legge è chiara: il PRP della Spezia va riscritto completamente!" |
| Nuove norme per l'approvazione dei piani regolatori portuali in Liguria e vengono introdotti nuovi parametri di valutazione come impone l'Europa. |
| Con l'entrata in vigore della nuova legge regionale (n. 9 del 12/3/2003 ) la sostenibilità e il bilancio ambientale assumono un ruolo centrale nella definizione dei piani regolatori portuali. In altre parole la nuova legge chiede di dichiarare fin da subito la sostenibilità o meno di un piano e si dovrà predisporre una adeguata documentazione per conoscere in anticipo le situazioni di criticità e tentare di verificare le possibili conseguenze. |
| Il fronte ambientalista, di rimando a questa importante novità, si divide su due posizioni: da un lato la soddisfazione di vedere nero su bianco una tesi sostenuta da tempo e dall'altro l'amara constatazione che un tale strumento fu proposto a suo tempo per il PRP della Spezia, quando era ancora in fase di approvazione dell'intesa da parte del Comune capoluogo, ma non fu preso in considerazione. |
| C'è da dire che la Regione Liguria non ha fatto altro che anticipare parzialmente la metodologia della valutazione ambientale strategica di Piani e Programmi che entro due anni diverrà obbligatoria per il nostro Paese per adeguamento alle direttive europee. Ora questa metodologia prevede, similmente a quello che ora dice la legge regionale ligure, che per la valutazione ambientale di strumenti di pianificazione occorre mettere a confronto le alternative di scenario nonché gli aspetti relativi allo "stato attuale" dell'ambiente e la sua evoluzione probabile. |
| Come si tradurrà tutto questo per il Piano Regolatore Portuale della Spezia è difficile a dirsi. Secondo associazioni e comitati, l'Autorità Portuale spezzina, nella Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) al Ministero dell'Ambiente, dovrà risolvere il limite di fondo dell'attuale PRP (quello votato dall'Intesa per intenderci) ovvero essere unicamente fondato, nelle sue linee urbanistiche, sullo scenario dello sviluppo del traffico containers secondo lo studio NEI. La critica maggiore da parte di molti, imprenditori compresi, è che l’Autorità Portuale ha volutamente ignorato lo studio delle potenzialità della nautica da diporto e di tutte le altre attività presenti nel Golfo della Spezia. |