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La Calabria "brucia" ma Spezia dorme
sonni tranquilli. Che qualcuno la
svegli! |
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Questo il commento di Legambiente alla
luce delle importanti novità che legano
sempre di più le navi salpate e poi
sparite nel nulla e il traffico di
rifiuti tossici e radioattivi. |
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A pochi chilometri dal litorale
cosentino dove si spiaggiò la Jolly
Rosso è stata scoperta un'area collinare
contaminata dalla radioattività. Il
fatto è stato reso noto dal settimanale
L'Espresso, secondo il quale "Sono
spuntate testimonianze che collegano
questi ritrovamenti a traffici, via
mare, di scorie pericolose. E
soprattutto, si è riscontrato nei comuni
limitrofi l'aumento dei tumori maligni,
con un pericolo a tutt'oggi incombente
sulla popolazione". E' lecito pensare
che la Rosso imbarcò il suo ultimo
carico nel porto della Spezia. |
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Nel 2005 "L'espresso ha pubblicato il
dossier di un ex boss della 'ndrangheta
che si accusò di avere affondato,
d'accordo con il clan Muto, carrette del
mare zeppe di sostanze tossiche" |
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E ora una di queste navi spunta dagli
abissi calabresi col suo lamento e le
sue lamiere che celano chissà quali
sostanze |
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"Ha senso - si chiede Legambiente - alla
luce di quello che sta emergendo, far
finta di nulla circa i possibili legami
tra i traffici di queste navi quali la
Jolly Rosso, il cui ultimo porto di
partenza fu proprio La Spezia, e la
spudorata gestione dei rifiuti nelle
discariche di Pitelli? Quando verrà
chiarito definitivamente che la Rosso e
le altre navi trasportavano materiale
tossico/radioattivo risulterà evidente
che tale materiale proveniva anche dalla
Spezia, e allora - conclude Legambiente
- andrà fatta luce sui retroscena legati
a questo triste episodio e sulle
molteplici coperture che hanno garantito
questi scandali" |