Circolo Nuova Ecologia - Legambiente La Spezia

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::  Comunicato stampa, 14/09/2009
La Calabria "brucia" ma Spezia dorme sonni tranquilli. Che qualcuno la svegli!
 
Questo il commento di Legambiente alla luce delle importanti novità che legano sempre di più le navi salpate e poi sparite nel nulla e il traffico di rifiuti tossici e radioattivi.
A pochi chilometri dal litorale cosentino dove si spiaggiò la Jolly Rosso è stata scoperta un'area collinare contaminata dalla radioattività. Il fatto è stato reso noto dal settimanale L'Espresso, secondo il quale "Sono spuntate testimonianze che collegano questi ritrovamenti a traffici, via mare, di scorie pericolose. E soprattutto, si è riscontrato nei comuni limitrofi l'aumento dei tumori maligni, con un pericolo a tutt'oggi incombente sulla popolazione". E' lecito pensare che la Rosso imbarcò il suo ultimo carico nel porto della Spezia.
Nel 2005 "L'espresso ha pubblicato il dossier di un ex boss della 'ndrangheta che si accusò di avere affondato, d'accordo con il clan Muto, carrette del mare zeppe di sostanze tossiche"
E ora una di queste navi spunta dagli abissi calabresi col suo lamento e le sue lamiere che celano chissà quali sostanze
"Ha senso - si chiede Legambiente - alla luce di quello che sta emergendo, far finta di nulla circa i possibili legami tra i traffici di queste navi quali la Jolly Rosso, il cui ultimo porto di partenza fu proprio La Spezia, e la spudorata gestione dei rifiuti nelle discariche di Pitelli? Quando verrà chiarito definitivamente che la Rosso e le altre navi trasportavano materiale tossico/radioattivo risulterà evidente che tale materiale proveniva anche dalla Spezia, e allora - conclude Legambiente - andrà fatta luce sui retroscena legati a questo triste episodio e sulle molteplici coperture che hanno garantito questi scandali"
 

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