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:: Comunicato stampa, 20/05/2009 |
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Tutti giù per terra |
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Venerdì 22 maggio va giù lo Scheletrone
di Palmaria |
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Legambiente esulta e aggiunge una
maglietta alla collezione anti-Ecomostri |
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"Abbattuto!" |
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E quattro. Dopo il Fuenti, il Villaggio
Coppola Pineta Mare e Punta Perotti,
finalmente va giù un altro storico
ecomostro della costa italiana. Venerdì
22 maggio sarà abbattuto lo scheletrone
di Palamaria di fronte a Portovenere (Sp)
e per l'occasione una nuova maglietta
firmata Legambiente arricchirà la
collezione dell'associazione
ambientalista dedicata agli Ecomostri
Abbattuti. La indosserà tutto il folto
gruppo di volontari che saranno presenti
alla demolizione e che così
rivendicheranno la vittoria di una
battaglia di tutta l'associazione, del
circolo locale e regionale, dei numerosi
blitz compiuti con Goletta Verde e di
tutti coloro che hanno lottato anni
perché lo scempio fosse abbattuto. |
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Lo Scheletrone di Palmaria fa parte
della Top five degli ecomostri costieri,
i cinque peggiori per cui Legambiente ha
chiesto ripetutamente ogni anno
d'istruire le pratiche di demolizione.
Una selezione di abusi esemplari per cui
chiedere l'abbattimento in corsia
preferenziale che ben rappresenta lo
scempio dell'abusivismo che domina
interi tratti del litorale della
penisola italiana. Tentativi falliti di
speculazione edilizia, come questo
scheletro di cemento alto 30 metri che
sovrasta da più di trent'anni l'isolotto
di fronte a Portovenere e che incombe
sul paesaggio del Parco, un'area tra le
più suggestive della Liguria. Insieme ci
sono l'albergo Alimuri a Vico Equense,
le palazzine sulla spiaggia di Lido
Rossello ad Agrigento, il villaggio
abusivo di Torre Mileto nel Foggiano e
la Palafitta di Falerna sulla costa
calabrese. |
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La vicenda dello Scheletrone inizia nel
1968 quando il Sindaco di Portovenere
rilascia una concessione edilizia per la
realizzazione di un albergo e di un
residence di 45 appartamenti, con
annessi servizi e infrastrutture. Nello
stesso anno la Pretura blocca la
speculazione, mette sotto sequestro il
manufatto e rinvia a giudizio i titolari
della società lottizzatrice, il Sindaco
e l'impresa. La sentenza è poi
confermata anche in appello. La Giunta
comunale di Portovenere vota una
delibera che rigetta definitivamente la
richiesta di condono presentata dai
proprietari. Il 23 maggio 2002 viene
raggiunto un accordo tra la Regione
Liguria, il Comune di Portovenere e la
Sovrintendenza per i beni architettonici
e per il paesaggio della Liguria. Nel
2006 il sindaco di Portovenere dichiara
che l'ecomostro sarà abbattuto
interamente, spazzando via l'idea di
tenere in piedi il primo piano. Nel
dicembre dello stesso anno, il sindaco
annuncia che la Regione Liguria ha
stanziato 100mila euro per la
demolizione. Venerdì 22 maggio 2009 la
speranza diventerà realtà. |
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