| :: Comunicato stampa, 03/10/2002 |
| Progetto di messa in sicurezza di
emergenza del canale di accesso al porto
della Spezia e vasca di colmata
prospiciente il molo Garibaldi. |
| Tutti gli
aspetti ambientali connessi alle modalità
di prelievo, trasporto e smaltimento dei
sedimenti di risulta, ma soprattutto i
relativi impatti e le relative misure di
attenuazione degli stessi, non compaiono
nel suddetto progetto presentato alle
Associazioni, come non compaiono neppure
le motivazioni, gli obiettivi e le
comparazioni del caso al fine di scegliere
la miglior tecnica che garantisca il minor
impatto sull'ambiente e sulla salute. |
| Il direttore
tecnico dell'autorità portuale spezzina
si limitò, in sede di Conferenza dei
Servizi, a spiegare brevemente le modalità
di escavazione del canale di accesso al
porto tramite benna e teli in hpde a uso
di "gonne" per contenere i
sedimenti risospesi e risolubilizzati.
Addirittura si prospetta l'ipotesi di
effettuare "trasbordi" di sedime,
dalla nave escavatrice ad altro mezzo per
il trasporto dei fanghi a
terra…metodologia che ci lascia
perplessi in quanto le probabilità di
sversare in mare i fanghi sono
elevatissime. |
| Ma quali
garanzie sono date per una tale
"laboriosa operazione"? Se la
ditta appaltatrice non rispettasse le
norme di tutela ambientale e provocasse
inquinamento chi risarcirebbe la
collettività e le categorie economiche
per il danno ambientale che ne
conseguirebbe? Sarebbe interessante
visionare il contratto di appalto e
verificare le coperture finanziarie per
eventuali risarcimenti. |
Nello scorso
Luglio si è ritenuto di fare uno scoop
giornalistico dove il presidente della AP
dichiarava, non solo di avere le
autorizzazioni al dragaggio, ma anche che
le medesime autorizzazioni le concedeva
egli stesso.
Un documento preparato dalle Associazioni
e dai Comitati prima, un ordine del giorno
del Consiglio Comunale poi, e infine la
conferenza dei servizi al ministero
dell'ambiente, CONFUTAVANO INESORABILMENTE
quello che si è rivelato essere un fatto,
benevolmente parlando, non rispondente al
vero. |
Il perno sul
quale poggiò tutto lo "scoop
estivo" fu il fatto che esisterebbe
una situazione di emergenza nel canale di
accesso al porto, in altre parole il
passaggio di navi e possibili mareggiate
potrebbero risollevare le alte
concentrazioni di tossici presenti SOTTO
il fondo del mare.
E' evidente a chiunque che una mareggiata
non potrà mai provocare marosi di
intensità tale da sconvolgere un fondale
di 15 metri, a meno che non si tratti di
un evento catastrofico. E' altresì
evidente che l'unica causa della possibile
emergenza è il passaggio delle navi
portaconainers stesse le quali,
transitando a pochi centimetri dal fondo e
ad una andatura sostenuta,
determinerebbero situazioni di pericolo. |
Basterebbe
limitare velocità e pescaggio (come
peraltro è emerso alla conferenza dei
servizi del 6 Agosto) e proibire l'uso di
propulsione propria, per evitare che si
crei una situazione di
"emergenza"…sempre che non si
cerchino escamotage per dragare evitando
un'opera completa di bonifica….
Si ricorda che le esigenze di aumentare il
fondale del Golfo della Spezia sono
dettate dalle sempre maggiori dimensioni
delle navi portaconainers
"giramondo" e non da esigenze di
"sicurezza della navigazione"
per tutto il restante naviglio. |
| Concludendo
questa Associazione ritiene che, mancando
le condizioni oggettive per giustificare
una situazione di emergenza nel canale di
accesso al porto, il progetto presentato
dall'Autorità Portuale sia da rigettare a
causa del contenuto assai lacunoso ed
approssimativo dal punto di vista tecnico
ed ambientale. |
Per quanto
riguarda la progettazione e costruzione
della vasca di colmata si fa presente che
la moderna progettazione internazionale
usa le vasche di colmata per il ripristino
ambientale, e non per il conferimento dei
rifiuti (Environmental guidelines for
acquatic, nearshore and upland confined
disposal facilities for contaminated
dredged material - International
Navigation Association 2002
www.pianc-aipcn.org).
Siamo molto critici e preoccupati per
l'uso che verrà fatto di quello che sarà,
a tutti gli effetti, un "contenitore
di rifiuti": in qualità di banchina
per accosto navi potrebbe un domani subire
urti e danneggiamenti che potrebbero
provocare fuoriuscita di sedimenti
inquinati. |
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