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:: Comunicato stampa, 05/10/2007 |
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Colpo di
mano del Governo Prodi sui
rigassificatori. |
Legambiente su raddoppio
rigassificatore Panigaglia: non
accettiamo
imposizioni da nessuno!
All'indomani dell' "usuale" decreto
infilato di straforo in finanziaria, che
questa volta semplifica, per non dire
addirittura che elimina la procedura di
approvazione dei rigassificatori in
Italia, associazioni, comitati e
cittadini di Portovenere, La Spezia e
Lerici esprimono un NO compatto a
qualsiasi ipotesi di ampliamento e
condannano duramente il comportamento
arrogante del Governo Prodi, che se ne
infischia delle volontà dei cittadini ed
evidentemente anche del parere degli
enti locali. "Siamo di fronte ad una
nuova TAV", verrebbe da dire, e per di
più si minacciano gli italiani con black
out improbabili, visto che il gas
rigassificato incide sul 3% del
nazionale.
Nello specifico del decreto, non c'è più
la valutazione di conformità urbanistica
del Comune che precedeva la
autorizzazione al progetto. Il Consiglio
Comunale deve votare entro 90 giorni
l'approvazione della variante se non lo
fa la decisione della conferenza dei
servizi è automaticamente efficace, ma
anche se vota contro ottiene poco perchè
in caso di dissenso tutto passa al
Consiglio dei Ministri...alla faccia
della democrazia dal basso!
"E' singolare che un Ministro come Di
Pietro - commenta Legambiente La Spezia
- blocchi l'eolico off shore in Molise
(evidentemente suo bacino elettorale) e
svincoli da tutto e da tutti la
procedura di approvazione dei
rigassificatori. Una tale decisione
rischia di mortificare un comune,
Portovenere, che ospita già da più di 30
anni un simile impianto. A tutto questo
si aggiunge il NO della Regione Liguria
all'ampliamento".
Da tutta questa vicenda si dimostra come
il Governo non abbia rispettato i suoi
impegni presi oltre un anno fa di
costituire una cabina di regia per
stabilire: quanto gas abbisogna al
paese, quanti rigassificatori servono al
sistema Italia, quali debbano essere i
criteri di localizzazione degli stessi.
Così il Governo pensa di sostituire le
scelte di merito nell'interesse del
paese con la burocratica introduzione di
una norma che fa scempio dei poteri
ambientali e urbanistici degli enti
locali oltre che della volontà espressa
da anni da parte di tutta la comunità
locale. |
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