Circolo Nuova Ecologia - Legambiente La Spezia

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:: Comunicato stampa, 14/03/2007
Legambiente: inaccettabile depotenziare la ferrovia
Dura presa di posizione di Legambiente La Spezia in merito alla ventilata ipotesi da parte di Trenitalia di depotenziare il servizio merci in Liguria. A seguito di un'interrogazione urgente fatta dal gruppo dei Verdi in Regione Liguria Legambiente lancia l'allarme non solo sul traffico merci, ma anche sul Piano Regolatore Portuale Spezzino.
"Già con gli scenari attuali di trasporto su ferro dei containers - commenta il Circolo Nuova Ecologia - possiamo prevedere col nuovo PRP a regime un numero di autocarri/giorno di ben 2387 unità (scenario basso del PRP) e 3144 unità (scenario alto). Figuriamoci se Trenitalia (che per il momento ha sospeso tale decisione) dovesse confermare la propria intenzione di dismissione parziale del servizio merci. A danno si aggiungerebbe danno."
Secondo gli ambientalisti quindi il Piano Regolatore Portuale, già ora altamente impattante sulla città e sul golfo della Spezia, provocherebbe il collasso della città, aggravato da questa ulteriore malaugurata ipotesi ventilata da Trenitalia.
"Le soluzioni a tutto questo ci sarebbero - continua Legambiente - invece che rincorrere i record di movimentazione dei containers (attività che gratifica solo i terminalisti) il porto deve essere impostato quale centro di lavorazione delle merci contenute nei containers senza bisogno di ulteriori interramenti a mare, garantendo molti più posti di lavoro come dimostrano i porti del Nord Europa: nel Fruitport-distripark di Rotterdam attualmente lavorano circa 8.000 addetti diretti, con un indotto in gran parte locale e anche nazionale di oltre 30.000 addetti indiretti; la creazione dei distripark ha consolidato nel porto di Rotterdam flussi molto stabili di merce ricca in sbarco, che necessita di lavorazioni finali e "perfezionamenti" per la ridistribuzione dei prodotti finiti e quindi con un alto valore aggiunto.
I dati sull'occupazione ad un singolo Districtpark di Rotterdam - conclude Legambiente - andrebbero confrontati con quelli della provincia spezzina, e poi ci si dovrebbe interrogare se non fosse il caso, a fronte di poco più di mille addetti (dati Inps), di ritirare l'attuale PRP e sottoporlo a profonda revisione per garantire sostenibilità ambientale e posti di lavoro non fittizi, ma realizzabili nel concreto".
Per chi desidera approfondire l'argomento può consultare il documento che Legambiente ha depositato in Regione Liguria e al Ministero dell'Ambiente all'indirizzo
http://www.legambientespezia.com/Doc/Elementi_per_uno_scenario_alternativo.pdf

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