Circolo Nuova Ecologia - Legambiente La Spezia

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:: Comunicato stampa Mitilicoltori, ottobre 2002
Porto di La Spezia - Operazione di dragaggio, messa in sicurezza del canale navigabile e realizzazione di vasca di colmata
Nota informativa e richieste della categoria dei mitilicoltori in relazione ai lavori in oggetto, a tutela del consumatore e per la salvaguardia del loro lavoro
La soc. cooperativa scrivente, raggruppa le 86 aziende produttrici di mitili della Spezia, che operano nelle acque del golfo, in prossimità della diga foranea.

Gli allevamenti sono costituiti da vivai dove ad un telaio di tiranti in corda sostenuti da pali o galleggianti, sono appese le reste dei mitili che dalla superficie del mare si protendono verso il fondo per 5 – 6 metri.
Questi vivai sono posti molto vicini alla zona di escavazione e sono nella direttrice in uscita delle correnti marine costanti delle acque del golfo .

I molluschi qui allevati sono i mitilus galloprovincialis, appartenenti ai shellfish filtratori, che si nutrono di phitoplancton filtrando l’acqua di mare.
Il periodo di allevamento segue i tempi biologici dei molluschi, e si svolge normalmente in un periodo di 18 / 24 mesi.

Infatti ogni anno, nel periodo settembre / dicembre, con la sistemazione nei vivai di apposite corde, avviene la prima cattura del seme , e nel periodo febbraio / aprile, la seconda fase di cattura del seme, in coincidenza con il periodo biologico riproduttivo dei mitili galloprovincialis.
Il seme così prodotto, viene quindi innestato in calze di rete, e sistemato nei filari, viene lavorato ed allevato finché diviene adulto ed idoneo alla commercializzazione. L’allevamento dura circa diciotto/ ventiquattro mesi, il prodotto che inizia ad essere allevato nell’attuale autunno, sarà pronto nel 2004, mentre per il 2003 verrà commercializzato il prodotto già in avanzata fase di allevamento.

Dopo la fase allevamento inizia l’operazione di raccolta ,di stabulazione, confezionamento e vendita.
Nei mesi invernali , da novembre a febbraio, non essendo pronto e disponibile il prodotto locale che è nella fase di riproduzione, i mitilicoltori soddisfano il loro mercato con prodotto alternativo ottenuto con l’acquisto in Spagna di mitili tipo edulis (hanno un periodo riproduttivo diverso dal galloprovincialis ), che vengono immessi in mare per circa un mese, lavorati, stabulati e commercializzati con la dicitura “ Mitili Spagna stabulati a La Spezia “. 
I mitili , essendo alimenti consumati freschi, sono sottoposti a tutte le normative e controlli a tutela dei consumatori, con analisi giornaliere del prodotto da parte del laboratorio della scrivente, ed ulteriori analisi e controlli da parte della A.S.L., dell’ARPAL ed altri enti sanitari.

I mitili della Spezia sono molto noti nel mercato, e soprattutto sono esenti da biotossine e da altri agenti patogeni non eliminabili con la stabulazione.
Questa premessa per descrivere succintamente le fasi della mitilicoltura spezzina.
La scrivente visionato la documentazione fornitale dal Comune di La Spezia e dall’Autorità Portuale, dove risultano previste misure tendenti a minimizzare la diffusione di fanghi e di inquinanti, mantiene perplessità e preoccupazioni determinate dal fatto tali misure non sono comunque certe ed assolute, cioè non garantiscono di eliminare qualsiasi pericolo e che un possibile errore, incidente o eccezionale evento meteorologico, potrebbe causare diffusione di fanghi ed inquinanti con enormi danni alla mitilicoltura .
Inoltre, prevedendo il progetto che le barriere di contenimento vengano settimanalmente spostate, non è certo che le particelle in sospensione possano ricadere sul fondo in tempi così brevi, come necessario per la prosecuzione delle fasi di escavazione.
Le misure e cautele previste dai progetti non sono sufficienti, e l’incremento di controlli ed analisi, anche aumentando il numero degli esami verso i tipi di inquinanti riscontrati nel golfo, è una misura ovvia ma non sufficiente a garantire il consumatore, poiché il tempo di riscontro dei vari esami è lungo e superiore ai tempi di possibile mantenimento del prodotto fresco prima della commercializzazione . Inoltre gli esami sono condotti a campione, non su tutto il prodotto.
I consumatori, già abbastanza allarmati dal pubblico dibattito sul dragaggio, con l’inizio dei lavori dirotterebbero le loro scelte su altri prodotti con notevoli danni economici e commerciali per la categoria.

La scrivente quindi ribadisce la richiesta di adozione di ulteriori e specifici provvedimenti 
tendenti a garantire maggiormente la tutela dei vivai di coltivazione, ed in particolare vengano usati metodi tecnicamente validi ma tangibili e comprensibili da parte del consumatore, atti cioè a limitare anche il danno commerciale e di immagine.
Secondo la scrivente, senza che questo comunque costituisca manleva dalle responsabilità degli enti e soggetti preposti ed esecutori, ritiene validi e migliorativi i seguenti provvedimenti:
a – dare corso ai lavori di escavazione in periodo di bassa stagione per la vendita dei mitili.

b- realizzazione di un vivaio esterno, alla diga foranea, al fine di spostare in quel sito i mitili in coltivazione che possano essere più esposti al rischio di contaminazione e per sistemarvi tutta la produzione di novellame necessario per le coltivazioni degli anni successivi.

La diga .in questo caso fungerebbe da riparo naturale verso le operazioni di dragaggio., in aggiunta a quanto previsto dal progetto

c - sistemazione di sonde parametriche provviste di strumenti con segnalazione on line , 24 ore su 24, della situazione delle acque in prossimità dei vivai ; mezzi che permetterebbe di intervenire prontamente in caso di necessità per togliere dal mare i mitili oppure per altri interventi ritenuti idonei.

d - predisporre analisi aggiuntive dei mitili in stabulazione, ad integrazione degli esami già normalmente effettuati, utilizzando anche test rapidi.

e - sottoscrizione di un protocollo di intesa con l’Autorità Portuale e con gli Enti locali per individuare a priori i responsabili della operazione di escavazione e stabilire come affrontare l’eventualità di un danno . Quindi concordare a priori l’iter da seguire per il riconoscimento e la determinazione di eventuale danno onde evitare lungaggini e contenziosi, insopportabili per i mitilicoltori.
I costi di tali provvedimenti dovrebbero essere abbastanza contenuti e non dovrebbero superare i 500.000 euro , inferiori a quanto già speso per i carotaggi.

La mancanza di misure idonee e certe potrebbe mettere in ginocchio tutta l’attività di mitilicoltura che come già evidenziato si svolge in un arco temporale di due anni; per cui ipotizzando anche una sospensione cautelativa della attività, questa comporterebbe costi e danni molto alti, di gran lunga superiori ai 10 milioni di euro.
In passato, in assenza di specifiche norme, con ridotta conoscenza dei fenomeni ambientali e sanitari, sono stati eseguiti altri dragaggi, che comunque anche allora provocarono danni ai mitilicoltori che per questo ricordano bene il nome della draga “Pantagruele”, all’epoca utilizzata per le escavazioni.
La categoria dei mitilicoltori confida nella adozione dei provvedimenti da parte del Ministero Dell’Ambiente , del Ministero Della Salute , dell’Autorità Portuale e deli enti preposti,evitando di dover mettere in atto altrimenti inevitabili strumenti di lotta e di protesta a difesa della loro attività.

Un mondo diverso è possibile