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:: Comunicato stampa, 01/10/2006 |
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Legambiente contraria al compromesso
tra Comune ed Enel. |
"Va liquidato il danno ambientale nei
confronti dei cittadini"
Secondo l'associazione ambientalista
l'accordo stipulato tra il Comune della
Spezia ed Enel è da ritirare in quanto
prevede entità economiche ristrette
rispetto al danno ambientale prodotto
dalle emissioni, oggetto in passato di
provvedimenti da parte della
magistratura. Inoltre l'acquisizione di
aree ad uso industriale suona come una
beffa nei confronti della cittadinanza
che si attendeva la liquidazione di un
danno ambientale e non certo l'acquisto
di aree risultate poi ancora da
bonificare come emerso in sede di
Conferenza dei Servizi al Ministero
dell'Ambiente.
"Per primi abbiamo chiesto la riapertura
del confronto con il Comune fin dal 2001
- commenta Stefano Sarti presidente
Legambiente Liguria - visto e
considerato che l'acquisizione da parte
del Comune delle aree di proprietà dell'Enel
in cambio dei soldi che l'azienda deve
versare è poca cosa rispetto al danno
ambientale quantificato. Quello voluto
dal Sindaco suona come un accordo al
ribasso che non rende giustizia alla
città".
Da una perizia commissionata dallo
stesso Comune della Spezia nel 2000 si
legge che "l'impatto sull'ecosistema
marino provocato dallo scarico termico
in mare, abbia cagionato un danno già
accertato penalmente per il quale è
stata corrisposta una provvisionale di
50 milioni; la causa di merito perciò
dovrà stabilire la restante parte del
corrispettivo monetario stimato per il
danno. Altresì risulta rafforzata la
prospettiva di richiedere all'Enel il
risarcimento in merito ai danni prodotti
dall'inquinamento atmosferico; [...]
Infine ci sono elementi scientifici e
giuridici anche per richiedere il
risarcimento danni per "impatto sulla
salute dovuto alle emissioni
atmosferiche". Da tabelle statistiche e
da relazioni mediche alcune malattie
particolari infatti sono nettamente più
alte alla Spezia che altrove".
"La perizia di parte del Comune -
continua Legambiente - aveva indicato
come danno ipotetico per la sola parte a
mare circa 200 miliardi delle vecchie
lire, dove restavano fuori i danni alla
salute nonchè da imbrattamento delle
ceneri cioè cifre che superavano di gran
lunga i 500 miliardi di lire altro che i
17 milioni di euro di cui parla il
comunicato del Comune!".
Legambiente fa appello a tutte le forze
politiche affinché, con un gesto di
grande responsabilità, vengano
ridiscussi gli accordi previsti e si
rilanci in modo inequivocabile la
dismissione pianificata dall'impianto.
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