Circolo Nuova Ecologia - Legambiente La Spezia

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:: Comunicato Stampa, 18/11/05
Ricorso Tar Bonifica Pitelli
Legambiente, già in occasione della precedente conferenza dei servizi del 25 luglio, aveva sollevato le incongruenze e le illegittimità del piano che era limitato a porzioni disgiunte dal complessivo ambito e che mancava il decreto ministeriale, quindi il ricorso presentato dal comitato di Salvaguardia e Sviluppo del Golfo dei Poeti, nonché da Wwf e Italianostra era ed è in anticipo sui tempi formali di approvazione. Tutto il procedimento andrà valutato appena sarà firmato l'atto di approvazione dal Ministro. Come riportato anche in allegato le note scritte da Legambiente pongono in chiaro il fatto che nessuna operazione è autorizzata in quanto l'iter è tutt'altro che concluso.
"Ci dispiace - commenta Legambiente La Spezia - che i politici spezzini confondano ancora la bonifica col dragaggio, trattandosi invece di operazioni sia progettualmente che tecnicamente completamente distinte. Da sempre siamo contrari all'approfondimento del fondale perché lo riteniamo inopportuno dal punto di vista ambientale e socialmente incompatibile, mentre invece siamo favorevoli da sempre alla bonifica del tratto a mare e dell'area a terra come misura di salvaguardia e riqualificazione ambientale del territorio spezzino".
"Ma la tecnica di bonifica - concludono gli ambientalisti citando il documento allegato - non potrà certo essere quella della benna, metodo obsoleto e del quale non si riesce a capire il perché l' Autorità Portuale si ostini tanto su tale tecnologia.
"...si indica come obsoleto e tecnicamente superato l'uso della benna confinata in un campo di panne contenitive, le quali non danno alcuna garanzia di contenimento, tanto degli inquinanti particolati risospesi dalla benna, quanto e soprattutto dei molteplici composti tossico nocivi che si presentano in forma ionica e di conseguenza facilmente disperdibili quantomeno per via osmotica. Tali tecniche, come ormai dimostrato anche da recenti progetti LIFE cofinanziati dall'UE, seppur a fronte di minori costi operativi, producono un ingente inquinamento secondario dovuto alla dispersione del sedimento su vasta scala.
A puro titolo di esempio si segnala, riservandosi il diritto di fornire particolari tecnici in un secondo tempo, che esistono in Italia le conoscenze per operare una rimozione dei sedimenti inquinati lavorando in depressione, evitando così qualsiasi dispersione nell'ambiente circostante."

Un mondo diverso è possibile