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:: Comunicato Stampa, 25/07/05
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Monito delle Associazioni e dei Comitati
Spezzini: "La bonifica a mare deve essere contemporanea a quella a terra, altrimenti si commette un'illegittimità".
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Secondo Legambiente, Wwf, Comitato Popolare del Canaletto, Comitato Difesa Ambiente Pitelli e Associazione Ambiente Diritti Società, il Decreto che regolamenta le bonifiche traccia un percorso difficilmente eludibile: per il sito in esame deve essere presentato un unico progetto preliminare sia per la parte a terra che per quella a mare. In caso contrario si realizzerebbe un palese contrasto, e quindi una serie di illegittimità impugnabili in sede di giustizia amministrativa.
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"La norma è chiarissima - commentano gli ambientalisti - e dice che la bonifica a mare, visto il particolare sito in questione, deve essere contestuale a quella a terra, altrimenti verrebbe meno l'unicità del sito di Pitelli."
Questo è un motivo in più per chiedere da parte delle Associazioni che si operi al fine di bonificare il Golfo della Spezia per poter realizzare una svolta e non per fare pochi e mirati interventi, guarda caso coincidenti con le aree di interesse strettamente portuale.
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Sempre nello stesso documento le Associazioni contestano la vecchia modalità di intervento a mare proposta in passato, ovvero l'uso della benna e delle panne
contenitive, giudicata obsoleta e tecnicamente superata, considerando che questa tecnica non da alcuna garanzia di contenimento, tanto degli inquinanti particolati risospesi dalla benna, quanto e soprattutto dei molteplici composti tossico nocivi che si presentano in forma ionica e di conseguenza facilmente disperdibili quantomeno per via osmotica. Tali tecniche, come ormai dimostrato anche da recenti studi finanziati dall'UE, producono un ingente inquinamento secondario dovuto alla dispersione del sedimento su vasta scala.
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Al giorno d'oggi esistono tecniche di bonifica che danno sicuramente maggiori garanzie dal punto di vista ambientale, salvaguardando nella sostanza e nell'immagine le componenti paesaggistiche e turistiche che caratterizzano il comprensorio di
Tellaro, Lerici, Portovenere e Cinque Terre. In ultimo si ribadisce l'opportunità di istituire alla Spezia un centro studi d'eccellenza per l'ottimizzazione delle migliori tecniche di bonifica terrestri e marine a costi sostenibili, ivi comprese le tecnologie in situ con l'uso di batteri
detossificanti.
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