Circolo Nuova Ecologia - Legambiente La Spezia

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La Spezia

Benvenuti nel sito di 
Legambiente La Spezia
 
 
::  Comunicato stampa, 04/06/2009
Legambiente ad Enel "Basta girarci intorno: confronto aperto e trasparente sull'acqua calda"
Così Legambiente interviente nella querelle che vede da una parte il mondo ambientalista e dall'altra Enel sugli effetti delle acque di scarico della Centrale.
"Esistono studi puntuali in letteratura scientifica - commenta il Circolo di Legambiente La Spezia - che indicano gli scarichi termici delle centrali termoelettriche come apportatori di impatti sull'ambiente marino circostante, ed è per questo che non accettiamo la logica secondo la quale gli scarichi dell'Enel migliorerebbero addirittura la vita di fauna e flora del golfo. Se questo non bastasse potremmo rispolverare la perizia "Finzi Contini" usata nella causa che il Comune della Spezia fece contro Enel."
Secondo l'Associazione Ambientalista è l'ora di smetterla con interpretazioni e congetture e rilancia una proposta: che i tre Comuni del golfo e la Provincia mettano in piedi un tavolo di studio condiviso da tutti che dica una volta per tutte quali sono gli impatti e quali potrebbero essere le misure urgenti da adottare, compresa la quasi dimenticata bonifica totale del Sito di Bonifica Nazionale di Pitelli. Tutto questo nell'interesse dell'ambiente, ma anche e soprattutto di chi nel golfo vive, lavora e investe.
"Sul Golfo della Spezia trovano sede numerosi enti pubblici di ricerca (Nurc, Enea, Cnr, Ingv, Arpal, Asl5 solo per citarne alcuni) - conclude Legambiente - e ci pare grottesco che non vengano finanziati studi continuativi su un sistema complesso e interessante quale è il Golfo della Spezia, già in passato oggetto di studio da parte di illustri scienziati".

il secolo xix 060609

 
::  Comunicato stampa, 23/05/2009
Demolizione Scheletrone della Palmaria a Portovenere
Legambiente "Un bel giorno per il paesaggio e la legalità" e una t-shirt con l’ecomostro abbattuto
Dossier Tutti giù per terra

Maglietta scheletrone

 
 
:: Video
I video dell'abbattimento dello Scheletrone della Palmaria
 
http://www.youtube.com/watch?v=pcYSu-IObgA&feature=channel_page
http://www.scheletrone.it/
 
 
::  Comunicato stampa, 20/05/2009
Tutti giù per terra
Venerdì 22 maggio va giù lo Scheletrone di Palmaria
Legambiente esulta e aggiunge una maglietta alla collezione anti-Ecomostri
“Abbattuto!”

Legambiente abbattiamolo

E quattro. Dopo il Fuenti, il Villaggio Coppola Pineta Mare e Punta Perotti, finalmente va giù un altro storico ecomostro della costa italiana. Venerdì 22 maggio sarà abbattuto lo scheletrone di Palamaria di fronte a Portovenere (Sp) e per l’occasione una nuova maglietta firmata Legambiente arricchirà la collezione dell’associazione ambientalista dedicata agli Ecomostri Abbattuti. La indosserà tutto il folto gruppo di volontari che saranno presenti alla demolizione e che così rivendicheranno la vittoria di una battaglia di tutta l’associazione, del circolo locale e regionale, dei numerosi blitz compiuti con Goletta Verde e di tutti coloro che hanno lottato anni perché lo scempio fosse abbattuto.
Lo Scheletrone di Palmaria fa parte della Top five degli ecomostri costieri, i cinque peggiori per cui Legambiente ha chiesto ripetutamente ogni anno d’istruire le pratiche di demolizione. Una selezione di abusi esemplari per cui chiedere l’abbattimento in corsia preferenziale che ben rappresenta lo scempio dell’abusivismo che domina interi tratti del litorale della penisola italiana. Tentativi falliti di speculazione edilizia, come questo scheletro di cemento alto 30 metri che sovrasta da più di trent’anni l’isolotto di fronte a Portovenere e che incombe sul paesaggio del Parco, un’area tra le più suggestive della Liguria. Insieme ci sono l’albergo Alimuri a Vico Equense, le palazzine sulla spiaggia di Lido Rossello ad Agrigento, il villaggio abusivo di Torre Mileto nel Foggiano e la Palafitta di Falerna sulla costa calabrese.
La vicenda dello Scheletrone inizia nel 1968 quando il Sindaco di Portovenere rilascia una concessione edilizia per la realizzazione di un albergo e di un residence di 45 appartamenti, con annessi servizi e infrastrutture. Nello stesso anno la Pretura blocca la speculazione, mette sotto sequestro il manufatto e rinvia a giudizio i titolari della società lottizzatrice, il Sindaco e l'impresa. La sentenza è poi confermata anche in appello. La Giunta comunale di Portovenere vota una delibera che rigetta definitivamente la richiesta di condono presentata dai proprietari. Il 23 maggio 2002 viene raggiunto un accordo tra la Regione Liguria, il Comune di Portovenere e la Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Liguria. Nel 2006 il sindaco di Portovenere dichiara che l’ecomostro sarà abbattuto interamente, spazzando via l’idea di tenere in piedi il primo piano. Nel dicembre dello stesso anno, il sindaco annuncia che la Regione Liguria ha stanziato 100mila euro per la demolizione. Venerdì 22 maggio 2009 la speranza diventerà realtà.
 
::  Rassegna stampa, 20/05/2009
Varrella (Legambiente): "Morgillo strumentalizza lo scheletrone a fini politici. E menomale che c'è Bondi"
Continua il botta e risposta sull'abbattimento dello scheletrone. Da una parte l'opposizione, col Pdl in testa, che accusa il sindaco Nardini di aver forzato un'operazione ai limiti della leggitimità per fini elettorali; dall'altra la risposta di chi lo scheletrone lo ha sempre contestato e finalmente ne vede ora la sua distruzione. Fra questi c'è Paolo Varrella, segretario provincia di Legambiente: "Chi vuole a tutti costi fermare un evento atteso da tutti da cosi tanti anni se ne deve assumere la responsabilita di fronte ai
cittadini. Non meno grave e' il tentativo di strumentalizzazione politica da parte di Morgillo, visto che l'operazione, con la presenza del suo campagno di partito Ministro Bondi, assume una valenza bi-partisan".
 dal sito cittadellaspezia.com
 
::  8-9 maggio -La Spezia: Giovani energie per cambiare le città
Le buone pratiche amministrative per l'infanzia e l'ambiente100 Strade per giocare
Investire sui bambini e sui giovani dovrebbe essere l'assicurazione per il futuro di ogni società. A La Spezia l'amministrazione comunale e Legambiente vogliono aprire il confrtonto tra cittadini e amministratori, tra associazioni e scuole con uno sguardo all'Europa, per non ricominciare sempre da zero.

8 MAGGIO

9,30-13,30


Coordina
Saluto
Interventi













15,00-18,00

Introduce
Interventi















9 MAGGIO

9,30-13,30

Coordina
Interventi

 


TAVOLA ROTONDA

Marco Fratodd
i - Direttore La Nuova Ecologia
Massimo Federici - Sindaco Comune della Spezia
Assessore Città dei bambini - Comune della Spezia - Puntare sui bambini
Vanessa Pallucchi - Legambiente Scuola e Formazione - Gli indicatori di buone pratiche
Paolo Veardo - Anci - Assessore comune di Genova
Lorenzo Bocchese - Pidida - La rete delle associazioni
Michiel Matthes - Alliance for Childhood - European Network Group - L’Europa che unisce
Nuria Cangros Y Alonso - Esplac Catalan - L’esperienza catalana

È stato invitato l’On. Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri


WORKSHOP TEMATICI

Luciano Ventura - Legambiente Scuola e Formazione
Ripensare la città in movimento: prima i pedoni
La mobilità vista dalla parte di chi non guida (o non vuole guidare)
Antonio De Caro - Assessore alla mobilità del Comune di Bari
Piani regolatori e piani sociali: l’urbanistica che guarda alle persone
Dai centri di aggregazione agli spazi culturali
Marzio Iotti - Sindaco Comune di Correggio
Sicurezza e benessere: la città che non fa paura
Integrazione e convivenza socio-culturale
Simonetta Salacone - Dirigente Scolastico 126° circolo didattico di Roma
In classe si fa: le buone pratiche della scuola
Come proiettare l’esperienza degli insegnanti sul territorio
Tito Vezio Viola - Bibliotecario per ragazzi




REPORT WORKSHOP, TAVOLA ROTONDA

Valter Baruzzi - Associazione Camina
Michiel Matthes - Alliance for Childhood - European Network Group
Nuria Cangros Y Alonso - Esplac Catalan
Yuri Pertichini - Arciragazzi
Rossella Muroni - Direttrice nazionale Legambiente

Seguirà dibattito

L'iniziativa è riconosciuta attività di aggiornamento per gli insegnanti ai sensi del DM 177/2000, decreto 6/10/2005.
Sarà rilasciato regolare attestato di partecipazione.

La partecipazione al convegno è gratuita.
SCHEDA DI ADESIONE


Segreteria organizzativa
Legambiente - Via Salaria 403 - 00199 Roma
tel. 06 86268352 - fax 06 86268351
ragazzi@legambiente.eu


 
con il patrocinio di

ANCI UPI lega autonomie camina
Scheda di adesione
 
::  Comunicato stampa, 09/04/2009
Stop della Regione Liguria al raddoppio del rigassificatore di Panigaglia. Legambiente: delibera che dovrebbe fare scuola
Secondo Legambiente il giudizio sulla delibera è nettamente positivo in quanto la Giunta Regionale non fa proprio il parere favorevole di VIA degli uffici regionali e non rilascia l' intesa prevista dalla legge in materia, per le ragioni che da tempo associazioni e comitati sostengono e cioè che
1. la permanenza e quindi ancor di più l'ampliamento dell'impianto è incompatibile con la pianificazione territoriale vigente
2. manca un quadro chiaro in termini di pianificazione energetica nazionale per gli impianti di rigassificazione
3. tale quadro di pianificazione energetica deve essere elaborato in cooperazione con la Regione interessata
Sulle dichiarazioni del Consigliere Morgillo sottolineiamo che l'uscita appare fuori tempo massimo. Sono oltre due anni che Legambiente sostiene la necessità di promuovere un tavolo con il governo che tenga insieme tutte le questioni energetiche ambientali del territorio (centrale ENEL, rigassificatore di Panigaglia, bonifica area IP e bonifica del golfo) per avviare un progetto serio di risanamento ambientale e sanitario che potrebbe avere significative ricadute occupazionali ben maggiori di quelle risibili previste da Gnl Italia ed Enel. Sarebbe bene che Morgillo invece di fare uscite mal scopiazzate da altri, impegnasse il partito di cui fa parte per raggiungere questo obiettivo. Ci risulta che quel partito esprime attualmente il Presidente del Consiglio.
 
::  Conferenza stampa, 26/03/2009

Presentati oggi i dati del monitoraggio ambientale del
Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato

Rumore oltre la norma
Decibel sempre oltre i limiti. Elevata rumorosità sia di giorno che di notte
Rischio PM10
in punti critici della città

"Bisogna trasferire quote di mobilità dal mezzo privato a quello pubblico"
Valori delle polveri sottili oltre la norma nel monitoraggio effettuato in via San Bartolomeo, località Fossamastra. Decibel sempre oltre i limiti.
Questo è il quadro che emerge a La Spezia dalle analisi del Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzata con il contributo di Italgest Energia Pulita, Consorzio Ecogas e Assogasliquidi, che ha lo scopo di monitorare lo stato di inquinamento acustico ed atmosferico nelle città italiane e sensibilizzare sui temi ambientali come il buon uso dell'energia grazie a una mostra interattiva, incontri e dibattiti.
I dati finali relativi alla qualità dell'aria e ai livelli di rumore sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa, alla presenza di Giorgio Zampetti, coordinatore ufficio scientifico Legambiente, Fabio Cairoli, responsabile commerciale direzione trasporti Trenitalia Liguria, Stefano Sarti, presidente Legambiente Liguria, Vittorio Valentini, responsabile laboratorio mobile dell'Istituto Sperimentale RFI, Laura Ruocco, assessore all'ambiente Comune della Spezia e Franco Palmieri, direttore Arpal La Spezia.
72 le ore di monitoraggio effettuate dal laboratorio mobile di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), posizionato in via Fiume, incrocio viale Aldo Ferrari dalle ore 22 di domenica 22 febbraio alle ore 24 di mercoledì 25 marzo.
Secondo quanto emerge dalle analisi del laboratorio mobile di RFI, i valori delle polveri sottili, altamente dannose per la salute dell'uomo, nei tre giorni di campionamento sono sempre al di sotto del limite giornaliero di 50 mg/m3: nel primo giorno si registra un valore di 41 microgrammi al metro cubo. Valore che nel secondo giorno di monitoraggio scende a 30 mg/m3, causa anche la forte pioggia che si è abbattuta sulla città nel primo pomeriggio, e risale, anche se di poco, a 35 mg/m3, nel terzo giorno di monitoraggio. Sotto controllo anche gli altri inquinanti monitorati: biossido di zolfo, biossido di azoto, monossido di carbonio, ozono e benzene.
Sebbene i risultati del monitoraggio effettuato in via Fiume dal laboratorio mobile di RFI forniscano dati entro la norma, valori meno incoraggianti emergono dai monitoraggi spot realizzati dall'equipaggio del Treno Verde, in altre due zone della città. Il primo monitoraggio effettuato in viale San Bartolomeo 689, località Fossamastra fornisce un dato pari a 74 microgrammi su metro cubo (mg/m3), superando dunque il limite giornaliero consentito dalla legge di 50 mg/m3, per concentrazione di polveri sottili. Rientra nei limiti di legge, invece, il valore del secondo monitoraggio effettuato in via San Bartolomeo 359, località Canaletto: 35 mg/m3. Bisogna comunque evidenziare, per entrambe le rilevazioni, l'esistenza di una correlazione tra concentrazione di polveri sottili e flusso del traffico veicolare. I valori più elevati, infatti, sono stati registrati nelle ore di maggior intensità veicolare.
Nei due giorni di monitoraggio di Legambiente sono state rilevate anche le concentrazioni di PM2,5, risultate nel primo giorno pari al 30% del totale delle polveri misurate e nel secondo giorno del 34%. Ricordiamo che il PM2,5, particelle con diametro decisamente minore rispetto al PM10, sono ancora più pericolose per la salute umana, proprio perché riescono a penetrare più facilmente nell'organismo. A riguardo la normativa italiana prevede l'obbligo di misura del PM2,5 ma non fissa alcun limite di riferimento, mentre a fissarlo è la direttiva europea 2008/50/CE che stabilisce come limite annuo, e non giornaliero, 25 mg/m3 al 2010.
Molto grave il quadro relativo all'inquinamento acustico. Tre giorni su tre decibel oltre la norma sia di giorno che di notte. I valori fanno registrare uno sforamento costantemente oltre il limite consentito dalla legge sia nelle ore diurne che nelle ore notturne. Secondo quanto previsto dal piano di zonizzazione della città di La Spezia, la zona delle misurazioni, Via Fiume, incrocio viale Aldo Ferrari, ricade in fascia III – "aree di tipo misto" i cui limiti acustici sono 55 dB diurni e 45 dB notturni. Esiste comunque per la zona interessata una fascia di rispetto, per la presenza della ferrovia, che porta i limiti a 70dB per le ore diurne e 60 dB per le ore notturne.
"Nonostante i dati sull'inquinamento atmosferico, nei tre giorni di monitoraggio non siano allarmanti – commenta Stefano Sarti, presidente Legambiente Liguria – esistono comunque delle forti criticità in alcune zone della Spezia, come confermano i valori oltre la norma registrati dal monitoraggio del Treno Verde. E' chiaro che il maggior imputato per queste concentrazioni di polveri oltre il limiti di legge è il traffico veicolare ed è in questa direzione che dobbiamo intervenire per non rischiare di peggiorare la qualità dell'aria della nostra città. Trasferire quote di mobilità dal mezzo privato al mezzo pubblico, non solo comporta grandi vantaggi dal punto di vista ambientale, ma rappresenta per i cittadini una soluzione vincente anche in chiave economica. E' questo il messaggio di Legambiente che continua a proporre interventi immediati ed efficaci per combattere l'inquinamento atmosferico e rendere più vivibili le città. Per questo accogliamo positivamente la notizia dell'acquisto dei nuovi filobus da parte dell'azienda del trasporto pubblico. Un passo in avanti non solo in termini di mobilità, ma anche in chiave ambientale."
Vittorio Valentini, responsabile del Laboratorio Mobile di RFI commenta così i risultati delle indagini sull'inquinamento acustico a La Spezia: "nell'arco delle tre giornate di misurazione, la componente principale che contribuisce ad aumentare i livelli di rumore, specie nelle ore notturne, è il traffico ferroviario, data la prossimità della stazione, al quale si aggiunge un traffico veicolare composto prevalentemente da mezzi leggeri. In relazione all'inquinamento atmosferico, le condizioni meteo, che generalmente sono state favorevoli alla dispersione degli inquinanti, unite alla non massiva immissione dovuta al ridotto traffico veicolare, hanno fatto si che nei tre giorni di monitoraggio non si siano registrati superamenti dei limiti imposti dalla normativa."
"L'inquinamento acustico è uno dei problemi che condiziona in negativo la qualità della vita dei cittadini – conclude Giorgio Zampetti, coordinatore scientifico Legambiente – La necessità di tutelare il benessere cittadino dallo stress dei rumori urbani è infatti regolata dalla legge, che impone a tutti i comuni di suddividere il territorio in zone, indicando per ciascuna di esse i limiti sonori tollerabili e prevedere piani di risanamento laddove necessario. Dalle analisi del Treno Verde appare evidente che, in questi termini, La Spezia non vive una situazione rassicurante sia di giorno che di notte. Secondo i dati dell'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) la rumorosità notturna è superiore alla soglia di sicurezza per la salute umana nel 98% delle aree urbane e molto spesso l'elemento che contribuisce ad incrementare i livelli di rumore è il traffico veicolare sostenuto. Per questo come Legambiente, chiediamo alle amministrazioni di non sottovalutare i danni causati dall'inquinamento acustico, invitandole a disporre di interventi efficaci per ridurre il rumore in città, con una maggiore attenzione per le aree sensibili, come scuole e ospedali"

LE ANALISI DI LEGAMBIENTE

  24/03
Viale San Bartolomeo, 689 località Fossamastra
25/03
Via San Bartolomeo, 359 località Canaletto
Limiti di legge
PM10 (media giornaliera) 74 mg/m3 35 mg/m3 Limite giornaliero: 50 mg/m3
Superamenti annui consentiti: 35 giorni
Percentuale di PM2,5  30%  34% -
* Unità di monitoraggio polveri fini DustMonit, fornita da Con.Tec

LE ANALISI DEL LABORATORIO MOBILE DELL'ISTITUTO SPERIMENTALE RFI (RETE FERROVIARIA ITALIANA )

INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Via Fiume, incrocio viale Aldo Ferrari dal 22 marzo al 25 marzo 2009

Inquinanti monitorati  23/03  24/03  25/03 Limiti di legge
Pm10**** 41 30 35  Limite giornaliero: 50
Superamenti annui consentiti: 35
Benzene ** 3,5 3,2 3,2  Limite medio annuo consentito: 6
Biossido di Zolfo**** 15 23 29  Limite max sulle 24 ore: 125
Biossido di Azoto** 155 125 104  Limite orario: 210
Monossido di Carbonio*** 1,0 1,0 1,0  Limite giornaliero su otto ore: 10
Ozono** 64 59 50  Livello di attenzione: 180
Livello di allarme: 240
LEGENDA
** microgrammi su metrocubo (µg/m3)
*** milligrammi su metrocubo (µg/m3)
**** microgrammi su metrocubo (µg/m3) — media su 24h
La normativa: i limiti di legge degli inquinanti sono fissati dal decreto ministeriale n° 60 del 2002, che prevede un percorso di avvicinamento decrescente nel tempo fino ai nuovi limiti da raggiungere tra il 2005 ed il 2010.

 L'INQUINAMENTO ACUSTICO:

Via Fiume, incrocio viale Aldo Ferrari 23/03 24/03 25/03
Livello equivalente continuo diurno (6-22) dB  72,7 72,2  70,5
Livello equivalente continuo notturno (22— 6) dB  62,0  67,5 63
I limiti di legge per i livelli di rumore sono dettati dal Dpr n.142 del 30/3/2004, che prevede un limite, per la zona interessata, di 55 decibel nelle ore diurne e di 45 decibel nelle ore notturne
Continua il viaggio su rotaie della campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato che questo pomeriggio lascerà il capoluogo ligure per continuare le analisi sulla qualità dell'aria e sull'inquinamento acustico sostando a Firenze già dalla mattinata del 27 Marzo.
Il Treno Verde compensa le proprie emissioni di gas serra con AzzeroCO2.
Ufficio stampa del Treno Verde
Roberto Secci
349 6546593

Treno verde 2009

 
 
::  Comunicato stampa, 23/03/2009
Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato
Vento "debole" a favore delle rinnovabili
In Liguria bene solo il potenziamento degli impianti eolici, restano forti ritardi da colmare per le altre fonti rinnovabili
Legambiente:"Investire sulle rinnovabili , unica via per ridurre i consumi ed educare al risparmio"
Dal Treno Verde, Legambiente ribadisce il no al raddoppio del rigassificatore di Panigaglia
In Liguria l'obiettivo di sviluppo delle fonti rinnovabili è ancora troppo lontano. In occasione della tappa ligure del Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato, la storica campagna realizzata con il contributo di Italgest Energia Pulita, Consorzio Ecogas e Assogasliquidi, l'associazione ambientalista punta i riflettori sulle criticità della Regione Liguria in termini di energie rinnovabili.
Bene l'eolico, ma ancora troppi ritardi per le altre fonti rinnovabili. Legambiente commenta positivamente il potenziamento regionale degli impianti eolici che da 8 Mega Watt arrivano ad una fornitura di 120 MW. Buono, ma purtroppo isolato passo in avanti della regione Liguria, che rispetto ad altre regioni italiane, deve ancora colmare forti ritardi per il potenziamento delle altre fonti rinnovabili, ostacolate in alcuni casi da vincoli previsti nei regolamenti edilizi.
La Spezia, limiti ai pannelli solari. Anche La Spezia rischia di convivere con vincoli che sembrano andare nella direzione inversa rispetto al potenziamento delle fonti di energia rinnovabile. La bozza del regolamento edilizio comunale prevede infatti che solo il 30% della superficie totale dei tetti possa essere destinato ad eventuali impianti a pannelli solari. Appare evidente come un limite di questo tipo è lontano da una politica che punta al potenziamento delle fonti rinnovabili.
Dal Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato interviene sulla questione il presidente Legambiente Liguria, Stefano Sarti: "La regione Liguria è ancora in attesa di uno slancio positivo e certamente non possiamo dire che la situazione sia positiva. In questa direzione riteniamo che la regione debba ancora sfruttare tutte le potenzialità che offre il territorio, non limitandosi agli impianti eolici. Il ritardo in termini di utilizzo di fonti rinnovabile purtroppo è un problema che si estende a tutta la Liguria che soffre la scarsa presenza di adeguate politiche di promozione di impianti che sfruttano energia a minor impatto ambientale."
"Anche in provincia della Spezia – continua Paolo Varrella, presidente del circolo Legambiente Nuova Ecologia La Spezia – assistiamo a politiche che, relativamente allo sviluppo di fonti rinnovabili, sembrano andare in direzione opposta. Prima fra tutte quella relativa al raddoppio del rigassificatore di Panigaglia, per il quale Legambiente ribadisce il suo no, non solo alla luce del consumo di territorio che comporrebbe, ma anche per le scarsissime ricadute occupazionali. E' importante, invece, essere consapevoli che il solare termico e il fotovoltaico, tecnologie immediatamente alla portata in una regione come la nostra, sono in grado di limitare i consumi dei combustibili negli edifici e risultano economicamente competitive per la produzione di energia elettrica".
Altre tematiche saranno approfondite questo pomeriggio dalle ore 17,00 alle ore 19:00 a bordo del Treno Verde nel corso dell'incontro – dibattito "Energia e Golfo: Enel, Snam e la sfida delle rinnovabili". Parteciperanno all'incontro Stefano Sarti, presidente Legambiente Liguria, Paolo Varrella, presidente Legambiente La Spezia, Laura Ruocco, assessore all'ambiente del comune di La Spezia, Giulia Micheloni, assessore all'ambiente della provincia di La Spezia, Verusca Fedi l'assessore all'ambiente del comune di Lerici e un rappresentante del comune di Portovenere.
Il Treno Verde compensa le proprie emissioni di gas serra con AzzeroCO2.
Ufficio stampa del Treno Verde
Roberto Secci
349 6546593
Il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato è realizzato con il contributo di:
Sponsor Partner tecnici
Assogasliquidi, Consorzio Ecogas e Italgest Energia Isolando, Remedia
Partner scientifico
Con.Tec Engineering
Sponsor tecnico Media Partner
Gruppo Biasi Rds e La Nuova Ecologia
 
::  Comunicato stampa, 21/03/2009
Rigassificatore di Panigaglia: la giunta regionale incontra comitati e associazioni
Le Associazioni e i Comitati hanno incontrato a Genova gli Assessori Regionali Zunino, Guccinelli e Vesco, ai quali sono state illustrate le articolate motivazioni che sostengono il "No al raddoppio del rigassificatore". Il dialogo è stato molto costruttivo e gli assessori si sono detti molto interessati e colpiti dalle tematiche toccate, tra le quali sono da sottolineare le scarsissime ricadute occupazionali attuali e future dell'impianto.
Un particolare emerso durante l'incontro è il fatto che il procedimento di Valutazione d'Impatto Ambientale presso il Ministero dell'Ambiente non prende in esame alcuni aspetti fondamentali del progetto, tra cui la prevista escavazione dei fondali, la circolazione delle gasiere nel Golfo e nella Rada della Spezia e soprattutto il piano esterno della sicurezza, tematiche che saranno oggetto di separati procedimenti di valutazione.
Secondo le Associazioni questi aspetti sono troppo importanti e concorrono in modo determinante nel formare un giudizio sulla accettabilità non solo ambientale, ma anche sociale, economica ed occupazionale del progetto proposto, ed è per questo che i firmatari chiedono alla Regione di non separare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale dalla delibera di Giunta che deve decidere se dare o no l'Intesa al progetto di raddoppio del rigassificatore.
LEGAMBIENTE
VAS (VERDI AMBIENTE E SOCIETA')
COMITATO PER LA SALVAGUARDIA E LO SVILUPPO DEL GOLFO DEI POETI
ITALIA NOSTRA
WWF
COMITATI DI SALVAGUARDIA BAIA DELLE GRAZIE
CANTIERI DELL'URBANISTICA PARTECIPATA
 
::  Comunicato stampa, 17/03/2009
 Le Associazioni spezzine al Comune: fissare le regole del tavolo sul PRP prima che sia troppo tardi
Le sottoscritte associazioni, dopo la riunione del Tavolo di concertazione sull'attuazione del PRP della Spezia dello scorso 20-2-09, chiedono alla Amministrazione Comunale la convocazione entro la fine di questo mese di una nuova riunione del Tavolo finalizzata ad approvare il regolamento dello stesso. Solo fissando delle regole di garanzia per tutti i partecipanti, il Tavolo potrà avviare concretamente i suoi lavori svolgendo la funzione per cui è nato: far emergere le criticità ambientali, sociali ed economiche legate alla attuazione del PRP e trovare soluzioni concertate ma trasparenti.
Come è noto l'odg del Consiglio Regionale che prevede la costituzione del Tavolo è stato approvato il 19/12/2006. Sono quindi trascorsi oltre due anni senza che il Tavolo venisse avviato nonostante che lo stesso odg prevedesse un impegno delle istituzioni interessate ad avviarlo entro 30 giorni dalla sua approvazione. Non solo, ma dal primo timido avvio con la riunione dell'inizio autunno sono passati altri 6 mesi senza che il Tavolo venisse avviato concretamente nei suoi lavori. L'ultima riunione, non solo non ha prodotto alcuna soluzione concreta, è addirittura stata impostata in modo poco coerente sotto il profilo di una corretta concertazione; la relazione della Autorità Portuale, infatti, ha avuto i caratteri della unilateralità, della non trasparenza e della incompletezza anche tecnico procedurale, caratteri che nulla hanno a che fare con i contenuti della bozza di regolamento condivisa (da Amministrazione Comunale, Autorità Portuale, V Circoscrizione, sindacati e associazioni ambientaliste) nella riunione della Commissione Tecnica del 19/2/2009.
Le sottoscritte associazioni ritengono che la riunione del tavolo successiva a quella che approverà definitivamente il regolamento dovrà vedere una condivisione dell'ordine del giorno in coerenza con quanto previsto dalla proposta di regolamento condivisa dalla Commissione Tecnica del 19/2/2009.
In attesa di una sollecita risposta che accolga le nostre sollecitazioni inviamo
Distinti Saluti,
Segue elenco :
VAS (VERDI AMBIENTE E SOCIETA')
VERDI LA SPEZIA
ASSOCIAZIONE COMITATI SPEZZINI
COMITATO PER LA SALVAGUARDIA E LO SVILUPPO DEL GOLFO DEI POETI
LEGAMBIENTE
ITALIA NOSTRA
WWF
 
::  I° CORSO PER ANIMATORI AMBIENTALI DI LEGAMBIENTE ALLA SPEZIA
Da Trenoverde a Cento Strade per giocare
Iscrizione gratuita, al termine del corso verrà rilasciato attestato di partecipazione.
Le lezioni si svolgeranno nei pomeriggi delle date previste.
Per informazioni e iscrizioni telefonare allo 010319168 o scrivere alla email
scuola@legambienteliguria.org
24 marzo - Presentazione del corso, patto formativo e presentazione di
Legambiente.
Il Treno Verde, strumento di comunicazione ed azione (visita alla carrozza sulla
mobilità sostenibile)
Luciano Ventura, Responsabile Ragazzi e Giovani Legambiente
Serena Carpentieri, Responsabile Treno Verde
Santo Grammatico, Coordinatore Generale Legambiente Liguria
25 marzo - Il Treno Verde, il coinvolgimento dei cittadini e l' animazione sulle due
carrozze "pensare globalmente, agire localmente"
A cura degli Animatori del Treno Verde
31 marzo - Legambiente in Liguria, cosa fa sul territorio e alla Spezia
Stefano Sarti, Presidente di Legambiente Liguria
Paolo Varrella, Presidente del Circolo Legambiente di La Spezia
7 aprile - La Spezia Ecosistema Urbano: l'ambiente cittadino tra problematiche e
potenzialità
Giorgio Zampetti, Ufficio Scientifico Legambiente
Katiuscia Eroe, Ufficio Scientifico Legambiente
14 aprile - Legambiente la coinvolgente: i Centri di Educazione Ambientale, le
scuole, i festival dell'associazione. Operare per una cittadinanza viva e attiva.
Raoul Fiordiponti, Responsabile Centri di Educazione Ambientale di Legambiente
Elena Dini, Responsabile settore Scuola e Formazione Legambiente Liguria
21 aprile - L'ambiente da fare, nelle piazze, in circolo verso 100 strade per giocare
Luciano Ventura, Responsabile Ragazzi e Giovani Legambiente
Santo grammatico, Coordinatore Generale Legambiente Liguria
28 aprile - Legambiente per giocare, attività ludiche da animatore a ragazzo
Luciano Ventura, Responsabile Ragazzi e Giovani Legambiente
Alessandro De Leo, Responsabile Circolo Legambiente "Cantiere Verde"
8 maggio - mattino convegno "Giovani energie per cambiare la città"- pomeriggio, seminari:
1. Ripensare la città in movimento: prima i pedoni
La mobilità vista dalla parte di chi non guida (o non vuole guidare)
Antonio De Caro, Assessore alla mobilità di Bari
2. Piani regolatori e piani sociali: l'urbanistica che guarda alle persone
Dai centri di aggregazione agli spazi culturali
Marzio Iotti, Sindaco di Correggio
3. Sicurezza e Benessere: la città che non fa paura
Integrazione e convivenza socio-culturale
Simonetta Salacone, Dirigente Scolastico 126° circolo di Roma
4. In classe si fa: le buone pratiche della scuola
Come proiettare l'esperienza degli insegnanti sul territorio
Tito Vezio Viola, Bibliotecario per ragazzi
9 maggio - mattino convegno "Giovani energie per cambiare la città"- pomeriggio "100 strade per giocare"
Clicca per scaricare il depliant del corso
 
::  Documento, 11/03/2009
Risposta alla CGIL sull'ampliamento di Panigaglia
Vorrei provare a ragionare con il sindacato su alcuni dati di fatto relativi alla vicenda del rigassificatore di Panigaglia nella convinzione che un sindacato che guardi al futuro non possa non avere, in una vicenda come questa, una visione strategica.
Partiamo da alcuni dati di fatto:
1. il progetto di ampliamento del rigassificatore a fronte di ingentissimi investimenti avrà ricadute occupazionali risibili sul nostro territorio
2. la gestione degli introiti legati alla fiscalità per la movimentazione del gas finiscono tutti a Roma e sul territorio non resta nulla, un territorio che se utilizzato diversamente porterebbe ben altre ricadute fiscali, economiche e occupazionali alla comunità locale come dimostra peraltro la vicenda ICI del Comune di Portovenere .
3. sotto il profilo della innovazione tecnologica si tratta di una tecnologia, quella della rigassificazione, che non può avere, come hanno dimostrato questi decenni, alcuna seria ricaduta sull'indotto spezzino; ne d'altronde la questione è mai stata posta seriamente nel confronto con Governo e Snam
4. la presenza degli enti energetici nel nostro territorio (Snam, ENI ex raffineria area IP, Enel) strategicamente hanno prodotto più problemi al nostro territorio che utilità, riducendo progressivamente la stessa occupazione che per anni è stato l'unico ritorno concreto per gli spezzini dalla presenza di impianti invadenti e inquinanti
5. il progetto a fronte dei numerosi rigassificatori approvati recentemente non è strategico dal punto di vista dei bisogni di gas dell'Italia, può esserlo invece da un punto di vista aziendale (della Snam) nell'ottica di trasformare l'Italia in un hub per il trasporto del gas verso il nord europa ; ma perché regalare un business così a Snam ottenendo in cambio le briciole di qualche decina di posti di lavoro in più ?
6. senza l'Intesa con la Regione non è possibile approvare il progetto come ribadito in Conferenza dei Servizi dallo stesso rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico (vedere verbali)
A fianco di questi dati di fatto ci sono una serie di domande inevase nella istruttoria di approvazione del progetto di ampliamento, ne cito solo alcune per ragioni di spazio :
1. L'impianto è in contrasto con tutti gli strumenti di pianificazione territoriale (regionali e locali) e visto la necessità della Intesa con la Regione non si capisce come questa ultima possa dare via libera ad un progetto in contrasto con propri atti di pianificazione (PTCP)
2. L'istruttoria ha fino ad ora completamente sottovalutato la questione dei rapporti tra eventuali incidenti e il resto dell'area golfo (mancano sia un aggiornamento del piano di emergenza esterno , che un coordinamento tra la presenza dell'impianto e l'effetto domino di altre attività a rischio quali : naviglio militare , naviglio mercantile, naviglio passeggeri)
3. il progetto di dragaggio è inesistente mentre andava presentato insieme con il progetto di ampliamento
Allora di fronte a questi dati di fatto e a queste domande inevase stupisce che un sindacato serio ed attento alle esigenze complessive del territorio , come la CGIL , si limiti semplicemente ad accettare il progetto Snam come un pacchetto tutto compreso rimuovendo tutti i suddetti temi che sono solo in parte ambientali come a me pare chiaro ma riguardano invece lo sviluppo della nostra provincia , temo che dovrebbe essere caro al sindacato o no?
La cosa curiosa è che, a parte le questioni ambientali, sulla vicenda rigassificatori l'unica proposta intelligente, sia pure dentro la logica di accettazione di questi impianti, è stata avanzata dal Governatore della Regione Veneto che molto pragmaticamente ha proposto di lasciare alla regione e quindi al livello locale la quota di accise che lo stato incassa dal metano usato nell'impianto di Rovigo relativa ai consumi di gas della regione Veneto (1 miliardo circa di m3).
Bene i nostri sindacalisti non sono stati capaci fino ad ora neppure di scendere a questo pragmatismo limitandosi ad accettare passivamente le proposte di Snam come se fossimo ancora agli anni 50 ed il dibattito su federalismo e recupero a livello delle comunità delle esternalità di impianti come quello di Panigaglia non fossero sempre di più all'ordine del giorno.
Concludo dicendo che un sindacato che voglia davvero il bene della città e dei lavoratori che rappresenta anche quelli potenziali (quindi anche i giovani che non troveranno certo un posto nell'ammodernato impianto di Panigaglia) avrebbe dovuto proporre, facendosi forte dei dati di fatto e delle domande inevase sopra elencate, a tutti gli interlocutori istituzionali e non di costituire un tavolo di confronto con il Governo per realizzare un progetto energia - ambiente - territorio che avvii uno sviluppo alternativo della nostra Provincia sganciandola dalla logica dei grandi impianti ad alto investimenti di capitali e bassa produttività del fattore lavoro.
Marco Grondacci
 
::  Comunicato stampa, 14/03/2009
TrenoVerde alla Spezia e Corso per animatori ambientali di Legambiente
Trenoverde di Legambiente arriva a La Spezia, e dal 23 al 26 Marzo sarà presente presso la Stazione FS con diverse iniziative sull'ambiente, l'inquinamento atmosferico e lo sviluppo sostenibile. Accompagnerà il Trenoverde un laboratorio mobile per il monitoraggio dell'inquinamento atmosferico e acustico.
Si parlerà di Mobilità sostenibile, di energia e dei mutamenti climatici: dalla spiegazione dell'effetto serra ai modellini interattivi sulla produzione energetica da fonti rinnovabili. Sarà presente una carrozza sul tema del risparmio energetico e degli stili di vita: dalle pratiche dei comuni a quelle casalinghe e quotidiane fino alle scelte di consumo compatibili.
 A bordo tutte le soluzioni per poter suggerire al visitatore piccole azioni di risparmio energetico e scelte di acquisto per contribuire alla lotta ai mutamenti climatici. Ogni mattina le scuole potranno fare visite guidate al Trenoverde, e si ripeterà il Trofeo Tartaruga: una gara a cronometro tra un'automobile, un motorino, una bicicletta, ed un cittadino che utilizza un mezzo pubblico. La gara consiste nel percorrere un tragitto urbano, che consenta di dimostrare qual è il mezzo più rapido per muoversi nel traffico urbano.
In più convegni e conferenze sui temi "caldi" della città.

In occasione dell'arrivo di Treno Verde sarà presentato il I° CORSO PER ANIMATORI AMBIENTALI DI LEGAMBIENTE A LA SPEZIA "DAL TRENO VERDE A 100 STRADE PER GIOCARE". L'iscrizione è gratutita, e al termine del corso verrà rilasciato attestato di partecipazione. Per informazioni e iscrizioni telefonare allo 010319168 o scrivere alla email scuola@legambienteliguria.org
 
Treno verde 2009
 
::  Documento, 04/02/2009
IL RUOLO DEL PARCO E DELL'AUTORITA' DI BACINO NEI PROGETTI CHE PREVEDONO INTERVENTI SUL TERRITORIO
Il Magra nel passato prima della creazione dei due Enti
Relazione x Convegno Chiusura Camminamare 2008, 31-01-2009
Clicca per scaricare il documento
 
::  Comunicato stampa, 27/01/2009
Legambiente: Panigaglia non s'ha da fare
Il fronte comune degli Enti Locali sul no all'ampliamento dell'impianto ribadisce con forza la netta contrarietà dell'intera comunità a qualsiasi ipotesi di ampliamento del rigassificatore.
Il Governo e i Ministeri competenti tengano conto di queste istanze e cassino il progetto di GNL Italia, progetto che ignora totalmente il contesto produttivo e ambientale della costa di ponente del Golfo della Spezia, densamente popolato e vocato ad una riconversione meno impattante e con maggiori ricadute sul territorio.
Bene farebbe la società del gruppo ENI a rispettare gli accordi del '94 su occupazione (150 posti contro gli 88 attuali) e sicurezza, nonché a pagare l'ICI 2000/2008.
 
::  Comunicato stampa, 21/01/2009
Porto della Spezia: solidarietà all'operaio vittima sul lavoro
Legambiente esprime profondo dolore e cordoglio ai familiari dell'operaio morto nel Porto della Spezia.
"Quanto accaduto - commenta il Circolo Nuova Ecologia - ci lascia sbigottiti, perché non riusciamo ad accettare che nel 2009 accadano ancora così gravi incidenti a danno di chi lavora, spesso, in situazioni di rischio estremo".
Legambiente, solidale con i lavoratori del porto, ribadisce come, al di là dei record e dei profitti, debbano necessariamente essere messi al primo posto l'incolumità e la salute dei lavoratori
 
:: Sostieni Legambiente, CAMPAGNA TESSEREMENTO 2009

Sostieni Legambiente La Spezia

Legambiente, nata nel 1980, è oggi l'associazione ambientalista italiana più diffusa sul territorio: oltre 1000 gruppi locali, 20 comitati regionali, più di 115.000 tra soci e sostenitori.
Legambiente è un'associazione a tutela dell'ambiente, del territorio, della salute, completamente apartitica, aperta ai cittadini di tutte le convinzioni politiche e religiose e si finanzia grazie ai contributi volontari di soci e sostenitori.
Legambiente è una delle organizzazioni più conosciute per le campagne di analisi e informazione sull'inquinamento come Goletta verde, Treno verde, Fiuminforma, che ogni anno "fotografano" lo stato di salute dei mari, delle città, dei fiumi; Mal'aria, la campagna delle lenzuola contro lo smog; Cambio di clima, programma di azioni per ottenere l'applicazione in Italia del Protocollo di Kyoto contro i mutamenti climatici e per favorire il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili; Piccola grande Italia, iniziativa per la difesa e la valorizzazione dei piccoli comuni.
E ancora i grandi appuntamenti di volontariato, gioco e turismo ambientale per il recupero e la valorizzazione di spiagge, parchi e giardini pubblici, piazze, boschi (Spiagge e fondali puliti, Puliamo il mondo, Festa dell'albero, 100 strade per giocare, i campi di Volontariato)
Si può aderire a Legambiente come:
* Socio junior (€ 10.00). Nati dal 1995 in poi - riceve "Jey"

* Socio Giovane (€ 15.00). Nati dal 1984al 1994 - riceve "La Nuova Ecologia"

* Socio Ordinario (€ 30.00). Riceve "La Nuova Ecologia"

* Socio Scuola e Formazione (€ 35.00). Riceve "La Nuova Ecologia" e "Formazione Ambiente"

* Socio Sostenitore (€ 80.00). Riceve "La Nuova Ecologia" e il volume "Ambiente Italia" (con uscita aprile/maggio 2008)

* Tessera Collettiva (€ 50.00). Riceve "La Nuova Ecologia"
 
Per iscriversi a Legambiente o rinnovare la tessera potete:
Inviare una mail a: info@legambientespezia.com
Scrivere o venirci a trovare alla nostra sede di Via XXIV Maggio 351, 19100 La Spezia
 
::  Comunicato stampa, 26/12/2008
Centrale Enel e Comune della Spezia dialogano. Legambiente: va bene ma si può fare di più
All'indomani delle dichiarazioni del Comune della Spezia circa possibili sviluppi per giungere al rinnovo delle convenzioni tra Enel e città, Legambiente valuta positivamente la volontà del Comune della Spezia di farsi parte attiva nel'interesse dei cittadini e per questo rilancia alcune proposte.
"Il piano del comune ci sembra interessante e degno di approfondimenti - dichiara Stefano Sarti Presidente Legambiente Liguria - e siamo disponibili a collaborare per attuarlo e se possibile migliorarlo, soprattutto per quello che riguarda le energie rinnovabili che per noi sono un punto indispensabile ed irrinunciabile, ma tutto questo dovrebbe tendere alla ricontrattazione futura della presenza almeno del gruppo a carbone ed ad un più marcato utilizzo dei gruppi a metano."
Non mancano comunque le note di perplessità relativamente a queste aperture, che rischiano di scontrarsi con le reali ambizioni di alcuni.
"In un contesto quale quello auspicato dal Sindaco Federici - dichiara Paolo Varrella di Legambiente La Spezia - non riusciamo a comprendere come si possa inserire l'opzione della combustione del CDR in centrale, e per questo pensiamo che tale soluzione non sia possibile, nelle condizioni attuali, sia tecnicamente che politicamente. La nostra ricetta per i rifiuti è incentrata sullo sviluppo della raccolta differenziata porta a porta e sulla minore produzione alla fonte, azioni che verrebbero disincentivate in caso di termovalorizzazione"
 
::  Comunicato stampa, 13/12/2008
La Liguria nella top ten della C02
Fonte: Il Secolo XIX web
La medaglia d'oro all'impianto industriale più inquinante d'Italia spetta alla centrale termoelettrica di Brindisi Sud con 14.198.000 tonnellate (equivalenti) di CO2 emesse nel 2007, ma casi simili sono diffusi in tutta la penisola e l'associazione Medici per l'Ambiente Isde Italia, oggi a Genova in convegno nazionale, è scesa in campo per sensibilizzare l'opinione pubblica circa i rischi dell'inquinamento sulla salute.
Medaglie d'argento e bronzo per inquinamento industriale vanno a Taranto, con le 10.620.000 tonnellate di CO2 emesse nel 2007 dallo stabilimento Ilva e le 9.502.000 tonnellate prodotte dalla centrale termoelettrica della città pugliese. A seguire le raffinerie Saras di Sarroch con 6.259.000 tonnellate di CO2 esalate nell'ambiente l'anno, le centrali termoelettriche di Montalto di Castro e Fiumesanto, rispettivamente 4.582.000 e 4.314.000 tonnellate e la raffineria di Gela con 3.875.000.
Chiudono la classifica al nono e decimo posto le centrali termoelettriche di Vado Ligure e La Spezia con 3.824.000 e 3.665.000 tonnelate di CO2.
"Malattie cardiovascolari, problemi respiratori, allergie, tumori e varie patologia sono riconducubili a questo inquinamento - ha spiegato il coordinatore nazionale-ricerca Isde Italia Vincenzo Migaleddu - usando poi carbone e fonti fossili per produrre energia l'impatto sulla salute si moltiplica".
Nell'immediato si tratta di arginare i pericoli prodotti dalle sostenze inquinanti più velenose: "Emissioni nell'ambiente di benzene, particolato, diossine o arsenico provocano danni all'uomo - ha affermato il coordinatore -. Anche la CO2 gioca un ruolo fondamentale". L'anidride carbonica non è invece pericolosa in sé, ma contribuisce ad aumentare l'effetto serra ritenuto la principale cause del global warming.
Medici per l'Ambiente Isde Italia, associazione internazionale riconosciuta dall'Onu fondata nel 1990 dal dottor Roberto Romizi insieme al collega svizzero Werner Nussbaumer e presente in 35 Paesi del mondo a fine 2008, si è proposta di sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi sanitari provocati dai grandi impianti industriali.
Altri temi di discussione del convegno nazionale di Genova sono stati la presenza di diossina negli alimenti, l'inceneritore di Brescia e le biotecnologie sempre più impiegate in agricoltura.
 
::  Comunicato stampa, 06/12/2008
Breve contributo alla Conferenza Stampa presso Comitato per la Salvaguardia e lo Sviluppo del Golfo dei Poeti
Causa impossibilità a partecipare fisicamente all'incontro inviamo un nostro contributo con preghiera di diffusione
La vicenda del ricorso al TAR contro l'impianto di produzione di CDR di Saliceti (SP) è frutto dell'incapacità delle amministrazioni di gestire non solo le vertenze ambientali ma anche le semplici scelte decisionali sul territorio. Da sempre Legambiente chiede, con scarso riscontro da parte del Palazzo, la predisposizione di appositi strumenti per rendere i cittadini protagonisti delle scelte fatte dalle amministrazioni.
Analogamente al caso Saliceti desta preoccupazione la crescente pressione fatta dal mondo politico per bruciare CDR nella centrale termoelettrica dell'Enel. Legambiente è nettamente contraria a tale soluzione per tutta una serie di motivazioni di seguito sintetizzate:
La combustione del CDR nella centrale Enel, per garantire fattibilità economica, porterà inevitabilmente all'importazione di CDR da fuori provincia con tutte le conseguenze che ne deriveranno per non parlare delle ricadute ambientali anche in considerazione di una sempre annunciata (ma non ancora programmata) dismissione della centrale.
Non è prevista dall'attuale Piano Provinciale dei Rifiuti.
Bisogna rilanciare con forza la raccolta differenziata, che nella Provincia della Spezia è poco superiore al 20% ben lontani non solo dal 35% entro il 2006 come da obbiettivi della legge Ronchi, ma anche dai nuovi obbiettivi fissati dalla finanziaria (il 40% entro il 31/12/2007).
Esplorare tecnologie innovative, e questo orientamento viene non solo dalla commissione parlamentare ma anche dal consiglio comunale di Genova, con una deliberazione recentemente approvata concernente la scelta finale di smaltimento dei rifiuti in quella città che da anni discute se realizzare o no un inceneritore.
Legambiente, come ha fatto recentemente premiando i comuni ricicloni liguri (e dovrebbe essere preso in considerazione positivamente da tutti il fatto che ai primi due posti si sono collocati due comuni spezzini, rispettivamente Deiva Marina e Santo Stefano Magra con il 38% e il 36%, come dire "se c'è la volontà i risultati vengono") non si stancherà di ripetere che è la raccolta differenziata il vero argomento da dibattere se vogliamo far fare un salto di qualità allo smaltimento dei rifiuti nella nostra provincia.
 
:: Comunicato stampa, 13/05/2008
Panigaglia non s'ha da fare!
Legambiente e l'Associazione Comitati Spezzini Onlus, in occasione della prossima Conferenza dei Servizi per il Sito Nazionale di Bonifica di Pitelli presso il Ministero dell'Ambiente a Roma, hanno predisposto i loro interventi in merito al progetto di dragaggio presentato da Snam Rete Gas per l'accosto di mega navi gasiere grandi il doppio di quelle attuali, ribadendo la loro determinata contrarietà al progetto di raddoppio dell'impianto di Panigaglia nel comune di Portovenere.
"Riteniamo che un dragaggio di 2 milioni di metri cubi - commenta Paolo Varrella di Legambiente - fatto con l'esclusivo scopo di fare accostare le nuove mega gasiere non abbia nulla a che spartire con la bonifica, visto e considerato che Snam richiede di abbassare il fondale di 4 metri a prescindere dallo stato di contaminazione dei sedimenti, il tutto a ridosso di importanti allevamenti animali, quali orate, branzini e mitili e vicino a Siti di Interesse Comunitario e Aree Marine Protette".
"Questa impressionante quantità di materiale classificato come rifiuto speciale - continua Corrado Cucciniello dell'Associazione Comitati Spezzini - va ad aggiungersi agli 800mila mc che l' autorità portuale intende rimuovere nello specchio di mare in uso agli operatori portuali. Si dovrà trovare il modo di smaltirli, e ancora una volta e' comprovato che le bonifiche si fanno solo se vi e' un interesse economico e non ambientale".
Secondo Associazioni e Comitati con il raddoppio del terminal di Panigaglia ci sarà un fardello almeno trentennale di un' area di alto pregio ambientale, con una mancata riconversione dell' area e il suo mancato inserimento nel sistema turistico. Inoltre si sottolinea l'assoluta inutilità di realizzare l' impianto, dato che non si prevedono mancate forniture tramite gasdotti. Infatti tra pochi anni saranno pronti tre nuovi gasdotti: High Stream, Itgi, Galsi.
Perché allora costruire i rigassificatori?
Più gas e meno lavoro. In altre parole Gnl Italia non ha mai rispettato gli accordi degli anni 90 che prevedevano 150 posti di lavoro. Attualmente gli occupati sono circa una 90ina e l' ammodernamento dell' impianto potrebbe richiedere meno occupazione, in linea con le nuove tecnologie.
 
:: Comunicato stampa, 18/04/2008
"Il Piano Regolatore Portuale del Porto della Spezia è nato già vecchio"
Questo il commento a caldo di Legambiente La Spezia a seguito delle dichiarazioni dell'On. Orlando
"Abbiamo appreso - commenta Stefano Sarti Presidente Legambiente Liguria - che l'On Orlando ritorna sul PRP, e nelle sue affermazioni leggiamo una indiretta realtà da noi sempre sostenuta, ovvero che il Piano Regolatore Portuale della Spezia, approvato di recente, è nato già vecchio, legato a scenari economici approssimativi e non tenente conto delle molteplici problematicità di natura ambientale e infrastrutturale".
"Bene la conferenza proposta da Andrea Orlando - commenta Paolo Varrella del circolo spezzino di Legambiente - ma bisogna ripartire dall'ordine del giorno collegato all'approvazione del PRP da parte della Regione Liguria per mettere in piedi il tavolo tecnico per valutare le diverse fasi di espansione del porto e valutare la reale necessità di tombare il mare. Potremmo anche scoprire che per mantenere immutati livelli occupazionali non siano necessarie le migliaia di metri quadri di interramento previsti".
 
:: Comunicato stampa, 13/04/2008
Gli alberi secolari sono una importante risorsa ambientale, storica e culturale
Legambiente, alla luce delle numerose segnalazioni di cittadini e delle notizie apparse sui mezzi di informazione, si domanda se non sia più sensato cercare strade alternative all'abbattimento di piante datate per far spazio ad un parcheggio interrato presso la stazione ferroviaria della Spezia.
"Queste piante - commenta Legambiente La Spezia - oltre ad essere un polmone di verde in una zona densamente trafficata come Via Fiume, rappresentano anche un monumento storico e culturale al pari delle magnolie secolari presenti in molti orti botanici".
Secondo l'Associazione bene avrebbe fatto il Comune della Spezia ad adoperarsi per salvare questi esemplari, ed è per questo che Legambiente chiede pubblicamente all'Assessore Ruocco di intervenire per ricercare in tempi brevi soluzioni alternative al taglio.
 
:: Comunicato stampa, 01/04/2008
Spiagge e fondali puliti 2008 - Portovenere
È il consueto appuntamento alla vigilia dell'estate. Migliaia di volontari di tutt'Italia, grandi e piccoli, armati di sacchi, guanti e rastrelli, si danno appuntamento in diverse località d'Italia e si cimentano nella pulizia delle spiagge e delle scogliere.
I volontari sub, invece, passano al setaccio i fondali antistanti le nostre amate spiagge e coste recuperando tonnellate di rifiuti dei più disparati: dalle lavatrici ai motorini, dai televisori a vecchie ferraglie arrugginite.
In collaborazione con Parco di Portovenere, Osservatorio Ligure Pesca e Ambiente, Regione Liguria.
Chiunque voglia dare il  proprio contributo si può mettere in contatto con il circolo locale tramite e-mail.
 
 
:: Comunicato stampa 31/03/2008
Povero Cormorano! Trattato come l'Untore di Manzoniana memoria.

Adesso la colpa della rarefazione della fauna ittica è sua, e s'incomincia il "dagli all'untore" anche con lo schivo e splendido airone: a quando il "crucifige" della gallinella d'acqua?

Bando all'umorismo, bisogna essere obbiettivi: gli studi sull'impatto del cormorano ci sono; pochi anni fa uno studio fu commissionato all'INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) dal Parco Naturale Regionale Ligure di Montemarcello - Magra, unico, tra i nostri Parchi ad essere eminentemente fluviale: ebbene tale studio dimostrò che il declino di talune specie ittiche nel Vara - Magra, principale fiume Ligure, non dipendeva nè dal cormorano nè da altra specie di uccelli, ma dalle condizioni ambientali complessive.
La verità è che la rarefazione della fauna ittica nei nostri fiumi e torrenti ha altre origini e del tutto antropiche:
In primo grado l'artificializzazione di corsi d'acqua, motivata dalla sicurezza idraulica, quindi rettificazioni, arginature artificiali, devegetazione, escavazioni d'alveo conseguenti, realizzazione di briglie trasversali in massi per difendere poi i le basi dei ponti e gli alvei dall'erosione e dall'incisione provocati dagli interventi precedenti, con ulteriore artificializzazione.
Tutto ciò con il risultato non di mettere in sicurezza ma, come dimostrato dalla moderna scienza della Riqualificazione Fluviale, aumentando ancora più il rischio idraulico, perché spariscono le golene, la vegetazione arbustiva alveale e ripariale che frena la violenza delle acque, e nei corsi raddrizzati e non più sinuosi l'acqua scende molto più velocemente: quindi picchi di piena più rapidi e violenti.
Quanto all'effetto sulla fauna ittica di tali opere è presto detto: distruzione di campi di frega, separazione di popolazioni che non risalgono le briglie con conseguente impoverimento genetico e spesso, per i migratori interni, l'impossibilità di raggiungere i campi di frega stessi; questo senza tenere conto che, al di là del fattore riproduttivo , la rettificazione e banalizzazione dell'alveo distrugge le nicchie ecologiche in cui pesci vivono, nelle varie fasi della loro esistenza, e quindi sopravvivono solo le specie più adattabili con diminuzione della biodiversità.
L'unica soluzione trovata alla rarefazione ittica conseguente, dagli amministratori con il beneplacito dei pescatori affamati di prede, è il ripopolamento: pesci di allevamento, a volte delle stesse specie presenti nel corso d'acqua, ma non autoctoni e non selvatici, altre addirittura, come la trota iridea americana, alloctoni completi, anche se sterili nelle nostre acque; la conseguenza è la difficoltà di ambientamento, di pesci spaesati e facilmente predabili, che poco contribuiscono alla ripresa demografica, per la quale d'altronde, come sopra dimostrato, mancano comunque i requisiti ambientali.
A me sembra strano che i pescatori tutte queste cose non le vedano, mentre vedono quanto è bravo a pescare un cormorano; la verità è che, purtroppo, i pescatori queste cose le vedono quanto noi ambientalisti, ma la stragrande maggioranza di loro non ha il coraggio di ribellarsi per difendere il proprio fiume, non attacca quella parte della componente amministrativa a cui fà più comodo una soluzione minimalista come la caccia al cormorano che non un cambio radicale di approccio della salvaguardia idraulica e idrogeologica, come quella proposta dalla scienza della Riqualificazione Fluviale che vuole rinaturalizzare fiumi e torrenti.
Quindi smettiamo di cercare untori e conciliamo tutela dal rischio idraulico e tutela ecologica dei corsi d'acqua, che non sono competitivi, ma complementari, e anche la fauna ittica, per il fenomeno della resilienza, tornerà a rifiorire.
Alessandro Poletti
Responsabile Aree Protette e Tutela acque di Legambiente Liguria
 
:: Rassegna stampa
 

 Il Secolo XIX 16/03/08

 Cronaca4 15/03/2008

 
:: Comunicato stampa, 14/03/2008
Le Navi dei Veleni
Questo il titolo della puntata di Ambiente Italia, lo storico programma di Rai Tre che domani, Sabato, andrà in onda subito dopo il Tg3 delle 14.
Da La Spezia, che negli anni passati fu proprio ribattezzato il Porto delle Nebbie, si parlerà di traffico di rifiuti, affondamenti nemmeno troppo sospetti di navi come la Jolly Rosso e la Rigel e altri meccanismi connessi con lo smaltimento illegale dei rifiuti.
"Questa è una fin troppo realistica fotografia della situazione - commenta Legambiente - dove in Italia abbiamo un illecito ambientale ogni chilometro quadrato, e dove il sommerso del traffico dei rifiuti rimane ancora attuale nonostante le inchieste, come ad esempio quella sulla Collina dei Veleni di Pitelli."
 
:: Comunicato stampa, 22/02/2008
La "torre Botta" e il Paesaggio Sarzanese
Abbiamo, con notevole perplessità, accolto le nuove notizie, con tanto di fotomontaggi computerizzati, circa la struttura che si vorrebbe realizzare al posto dell'ex-mercato coperto al centro di Sarzana, a poche centinaia di metri dal centro storico della stessa, su progetto dell'architetto Ticinese Mario Botta.
Ciò che si intuisce dalle dimensioni, soprattutto in altezza, dell'opera, con la conferma dal fotomontaggio, fa presupporre, senza ombra di dubbio, che essa si configuri come un vero e proprio eco-mostro nel centro di Sarzana, alto quanto la torre di Pisa, pur senza alcuna parentela stilistica con essa, e in contrasto con le dimensioni storiche degli edifici Sarzanesi più rappresentativi.
Tale realizzazione, intanto altererebbe irrimediabilmente lo skyline Sarzanese, risaltando più di opere d'arte monumentali d'inestimabile valore come il campanile della Chiesa di Santa Maria o la fortezza di Sarzanello, deturpando quel look ricco di storia medioevale e rinascimentale che oggi prevale alla vista di chi proviene dalla Genova-Rosignano, o da altre arterie di comunicazione, poi sicuramente contrasterebbe con quella che è la vocazione tradizionale del centro storico di Sarzana, che non sarebbe quella di un centro - uffici in stile New York, o Montecarlo; il tutto nel bel mezzo di quella periferia Liberty Sarzanese che, pur deturpata nel tempo da qualche condominio anni '60-'70, mantenne una continuità armonica con le proporzioni, le dimensioni e lo stile del centro storico medievale - rinascimentale.
D'altronde quello a Sarzana sarebbe l'ennesimo attentato al Paesaggio Ligure, già minacciato dalla torre Fuksas alla Margonara a Savona, e dalle quattro torri di Albenga, e altre realizzazioni, minori per impatto visivo, ma terribili dal punto di vista della cementificazione complessiva: non è possibile che si vogliano far passare, tramite grandi nomi dell'architettura Nazionale e Internazionale, per sostenibili da un punto di vista Paesistico, delle opere che sono un vero e proprio obbrobrio da un punto di vista estetico-paesaggistico.
Inoltre chiediamo che si faccia una moratoria di stop su urbanizzazione e sventramento di via Muccini, frutto di un PRG (Piano Regolatore Generale secondo le Leggi Urbanistiche ante 1997) ormai vecchio di 13 anni e prossimo ad essere sostituito da un nuovo PUC (Piano Urbanistico Comunale secondo la Legge Regionale Urbanistica del 1997); non lasciamo in eredità al suddetto PUC uno sfregio paesistico – urbanistico che si può ancora evitare.
Chiediamo quindi, cominciando dalla torre dell'ex-mercato ortofrutticolo, che si inizi in questa Città, in previsione anche del prossimo PUC di Sarzana, un approccio all'Urbanistica che non sia nell'alveo dei desideri edificatori delle lobby di cemento e asfalto, ma sia rispettoso dell'assetto esistente e dell'esigenza di spazi verdi "reali" e defaticanti dallo stress della vita moderna di cui soffrono i nostri abitanti e, soprattutto, che in base alle nuove Leggi sulla Valutazione Ambientale Strategica il futuro PUC sia partecipato dai Cittadini e dal mondo Associativo della Società Civile.
Giovanni Gabriele, Presidente di Italia Nostra sez. della Spezia
Alessandro Poletti, Presidente Circolo "Valdimagra" di Legambiente
Giovanni Ponzanelli, Responsabile WWF della Spezia
 
:: Comunicato stampa, 18/02/2008
Panigaglia. Legambiente è contraria a qualsiasi ipotesi di ampliamento, compreso l'off-shore
Contrariamente a quanto dichiarato da un membro dell'Associazione Culturale Artigliè, Legambiente non appoggia nessun tipo di impianto, tantomeno offshore. In un dossier pubblicato recentemente (allegato - n.d.r.) è ampiamente dimostrata l'inutilità dei rigassificatori:
"I rigassificatori sono utili soprattutto a chi li costruisce e a chi li gestisce".
L'associazione ambientalista scoprì e denunciò i piani di Snam Rete Gas per il raddoppio del rigassificatore di Panigaglia, e durante una affollata assemblea nel Febbraio 2006 nella Sala Consiliare a Portovenere Stefano Sarti, Presidente Regionale di Legambiente, rivelò i piani, portando allo scoperto i vertici Eni presenti in sala che dovettero ammettere l'esistenza di detti progetti.
Durante la recente audizione presso la commissione Snam alla Spezia, Legambiente ha ribadito le proprie posizioni: "Nessun ampliamento, semmai riconversione turistica della baia" (Testo dell'audizione allegato - n.d.r.).
Coerentemente a quanto fino ad oggi sostenuto, Legambiente ritiene superata la necessità dei rigassificatori, giudicati "strumenti utili per aumentare i margini di guadagno di chi importa gas liquido", ma che impongono forti impatti in termini di uso del territorio e ridicole ricadute occupazionali.
"Visto il mancato rispetto degli accordi del '96 col Comune di Portovenere - commenta il Circolo Nuova Ecologia di Legambiente - e visti i miseri investimenti in termini di posti di lavoro da parte di Eni, riteniamo più credibile una totale riconversione della splendida baia di Panigaglia in termini turistico ricettivi, sicuramente più remunerativi e con un indotto lavorativo assai più ampio".
Nota: in allegato il dossier su politica energetica e Snam e testo audizione
 
:: Comunicato stampa, 09/02/2008
Legambiente e combustione cdr: troppa confusione a La Spezia
E' irrealistico e fuorviante pensare oggi alla combustione del CDR in centrale, visto che non siamo in grado di sapere se la tipologia del combustibile creata dall'impianto di Saliceti (che deve essere ancora terminato!) sia compatibile con la sua combustione in una centrale termoelettrica.
Non sappiamo altresì se la evidente vetustà del gruppo a carbone di Vallegrande (l'unico in teoria in grado di bruciare CDR in co - combustione), gruppo che seppur restaurato e ristrutturato è risalente, come costruzione a quasi 40 anni fa non sia poi un ulteriore impedimento a questa scelta.
Terza questione: la co - combustione del CDR nella centrale Enel non è prevista dall'attuale Piano Provinciale dei Rifiuti, e quindi se si vuole compiere questa scelta bisognerà necessariamente andare a realizzare una variante di tale Piano, scelta anche questa molto delicata e problematica, non solo dal punto di vista meramente tecnico ma anche e soprattutto politico.
Per questo Legambiente non può che concordare con la posizione del segretario della Cisl, Pierluigi Peracchini, anche in relazione alla necessità di orientare le scelte sui rifiuti imponendo la giusta gerarchia per un corretto smaltimento e trattamento dei rifiuti.
Prima di qualsiasi scelta finale bisogna rilanciare con forza la raccolta differenziata, che nella Provincia della Spezia è poco superiore al 20% ben lontani non solo dal 35% entro il 2006 come da obbiettivi della legge Ronchi, ma anche dai nuovi obbiettivi fissati dalla finanziaria (il 40% entro il 31/12/2007).
Sulla scelta finale e sulla necessità di esplorare tecnologie innovative (una è la dissociazione molecolare ma ve ne sono altre) questo orientamento viene non solo dalla commissione parlamentare ma anche dal consiglio comunale di Genova, con una deliberazione recentemente approvata concernente la scelta finale di smaltimento dei rifiuti in quella città che da anni discute se realizzare o no un inceneritore.
Legambiente, come ha fatto recentemente premiando i comuni ricicloni liguri (e dovrebbe essere preso in considerazione positivamente da tutti il fatto che ai primi due posti si sono collocati due comuni spezzini, rispettivamente Deiva Marina e Santo Stefano Magra con il 38% e il 36%, come dire "se c'è la volontà i risultati vengono") non si stancherà di ripetere che è la raccolta differenziata il vero argomento da dibattere se vogliamo far fare un salto di qualità allo smaltimento dei rifiuti nella nostra provincia.
 
:: Comunicato stampa, Roma, 6 febbraio 2008
Dragaggio dei sedimenti portuali nei SIN, Pecoraro Scanio blocca l'iter del decreto
Soddisfatta Legambiente: 'quel testo ignorava parametri fondamentali alla tutela ambientale"
"Accogliamo positivamente la notizia che il ministro dell'ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha bloccato l'iter del decreto sul dragaggio dei sedimenti portuali nei Siti di bonifica di interesse nazionale (SIN), finché gli organi tecnici Icram (Istituto centrale per la ricerca applicata al mare), Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici) e Iss (Istituto superiore di sanità), non si saranno espressi nel merito. Il decreto non contemplava, infatti, azioni necessarie a garantire la tutela ambientale e innalzava i valori limite di alcune sostanze pericolose". Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, riportando quanto dichiarato dal ministro Pecoraro Scanio in un incontro con l'associazione ambientalista.
Il decreto – ricorda Legambiente - discende dalla Legge finanziaria 2007, che ha rivisto le competenze delle autorità portuali in materia di dragaggi dei fondali ricadenti nei siti di bonifica di interesse nazionale e dato mandato al ministero dell'Ambiente di individuare metodologie e criteri per la movimentazione e la successiva collocazione dei sedimenti.
Per la sua redazione è stato, però, ignorato completamente il Manuale tecnico relativo alla movimentazione dei sedimenti marini redatto da Icram e Apat, i due organi tecnici di riferimento del ministero dell'Ambiente che adesso vengono finalmente coinvolti.
In questo manuale sono presenti specifiche indicazioni tecniche per tutte le operazioni e i parametri di riferimento da tenere in considerazione, che sono invece completamente ignorati nel decreto, dove non vengono regolamentate nel dettaglio le diverse opzioni di gestione dei materiali dragati, per i quali si prefigura come preferenziale o forse unica soluzione percorribile, la deposizione in bacini conterminati. Nel decreto si prevedeva, inoltre, di innalzare di centinaia di volte i valori limite (anche per sostanze classificate come cancerogene) per la deposizione dei sedimenti in casse, vasche o bacini conterminati, con conseguenti, inevitabili impatti ambientali.
"Laddove si richiede l'assoluta necessità di rimuovere questi sedimenti – spiega Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente - è assolutamente necessario che questi vengano prima resi innocui, adottando prescrizioni molto dettagliate per la tutela dell'ambiente, sia in fase di rimozione, sia in quella di deposizione dei materiali nelle vasche di colmata".
L'ufficio stampa 06 86268399 - 79 - 53
 
:: Comunicato stampa, 16/01/2008
Snam Rete Gas rinuncia all'audizione in Consiglio Comunale alla Spezia
La società del gruppo Eni ha deciso all'ultimo momento di non partecipare all'audizione presso la commissione consigliare spezzina. Secondo Legambiente La Spezia questo gesto denota la volontà di sottrarsi ad un confronto pubblico sul progetto di raddoppio del rigassificatore di Panigaglia presentato ai ministeri la scorsa estate, ma mai illustrato alla popolazione residente, che avrebbe tutto il diritto di conoscere le reali intenzioni di Snam Rete Gas.
"Ci auguriamo che l'audizione di Snam sia stata solo rimandata - commenta Paolo Varrella di Legambiente - perché altrimenti saremmo di fronte ad un atteggiamento che rasenta l'arroganza. L'audizione doveva essere un momento di approfondimento, invece rimaniamo col sospetto che i Comuni di Portovenere prima e della Spezia poi siano stati snobbati dal colosso Eni."
Esiste un coordinamento tra Associazioni e Comitati che si oppone al progetto di raddoppio, ritenuto troppo invasivo per il Golfo della Spezia e che non si sa quanto possa essere in linea con i reali fabbisogni energetici nazionali.
"In questi mesi - prosegue Legambiente - c'è una corsa da parte di molte società ad accaparrarsi progetti di rigassificatori senza che la cabina di regia per l'energia del governo abbia mai specificato quanto gas serve e in quale modalità, se via tubo o via nave. Questa incertezza potrebbe innescare fenomeni speculativi ai danni delle comunità locali, in primis quella di Portovenere".
 
:: Comunicato stampa, 15/01/2008
Processo di Pitelli: si riparte
Giovedì 17 gennaio alle ore 9,30 presso il Tribunale della Spezia riprenderanno le udienze per il processo sullo scandalo delle discariche di Pitelli.
Legambiente è parte civile al processo e benché Pitelli sia un Sito di Interesse Nazionale di Bonifica, forte è l'aspettativa per far chiarezza su questo triste episodio che ha investito la provincia spezzina fino a metà degli anni '90.
"In questi giorni di emergenza rifiuti - commenta Legambiente - dove si evidenziano gravi conseguenze sull'ambiente e sui cittadini per la combustione nonché gestione incontrollata della spazzatura, è fondamentale stabilire quali ripercussioni si siano prodotte sulla popolazione e l'ambiente circostante a causa dei forni inceneritori presenti sul sito. Inoltre - prosegue Legambiente La Spezia - è interessante sviluppare la tematica degli inquinanti in relazione al processo di combustione, tenuto conto che all'epoca del primigenio forno, venivano bruciati rifiuti speciali".
 
:: Comunicato stampa, 05/01/2008
Polveri fini e porto: non serve a niente il monitoraggio se non si decide di abbattere le Pm10
Questo il monito di Legambiente La Spezia che nei giorni scorsi ha incontrato insieme ad altre associazioni e Comitati l'Assessore Ruocco.
"I 122 superamenti delle polveri - commenta Legambiente - indicano una situazione drammatica per lavoratori portuali e cittadini, e il Sindaco è la massima autorità sanitaria che deve prendere drastiche misure per evitare malattie e decessi, che come dimostrano gli studi epidemiologici, sono direttamente correlate con gli aumenti di Pm10".
In altre parole Legambiente ritiene non più procrastinabile l'assunzione di responsabilità e l'adozione di misure drastiche per abbattere le polveri. Ma quali sono queste azioni tanto urgenti?
"Innanzi tutto - prosegue Legambiente - bisogna evitare la formazione delle polveri, applicando filtri anti particolato a tutti i motori diesel di gru e camion. Inoltre rifiutiamo la scusa degli scavi a Pagliari, perché non c'è nessuna relazione tra le due realtà. Infine vorremmo sapere che fine ha fatto l'Ordine del Giorno votato in Regione per l'istituzione di un tavolo partecipato che valuti i singoli impatti del porto sulla città in relazione al nuovo PRP"
Sicuramente le Associazioni e i Comitati chiederanno e pretenderanno di partecipare agli stati generali del porto indetto da Federici, per apportare critiche ma anche suggerimenti per tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori.

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No al raddoppio di Panigaglia

 
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