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Benvenuti nel
sito di
Legambiente La Spezia
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:: Comunicato stampa, 04/06/2009 |
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Legambiente ad Enel "Basta girarci
intorno: confronto aperto e trasparente
sull'acqua calda" |
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Così Legambiente interviente nella
querelle che vede da una parte il mondo
ambientalista e dall'altra Enel sugli
effetti delle acque di scarico della
Centrale. |
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"Esistono studi puntuali in letteratura
scientifica - commenta il Circolo di
Legambiente La Spezia - che indicano gli
scarichi termici delle centrali
termoelettriche come apportatori di
impatti sull'ambiente marino
circostante, ed è per questo che non
accettiamo la logica secondo la quale
gli scarichi dell'Enel migliorerebbero
addirittura la vita di fauna e flora del
golfo. Se questo non bastasse potremmo
rispolverare la perizia "Finzi Contini"
usata nella causa che il Comune della
Spezia fece contro Enel." |
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Secondo l'Associazione Ambientalista è
l'ora di smetterla con interpretazioni e
congetture e rilancia una proposta: che
i tre Comuni del golfo e la Provincia
mettano in piedi un tavolo di studio
condiviso da tutti che dica una volta
per tutte quali sono gli impatti e quali
potrebbero essere le misure urgenti da
adottare, compresa la quasi dimenticata
bonifica totale del Sito di Bonifica
Nazionale di Pitelli. Tutto questo
nell'interesse dell'ambiente, ma anche e
soprattutto di chi nel golfo vive,
lavora e investe. |
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"Sul Golfo della Spezia trovano sede
numerosi enti pubblici di ricerca (Nurc,
Enea, Cnr, Ingv, Arpal, Asl5 solo per
citarne alcuni) - conclude Legambiente -
e ci pare grottesco che non vengano
finanziati studi continuativi su un
sistema complesso e interessante quale è
il Golfo della Spezia, già in passato
oggetto di studio da parte di illustri
scienziati". |
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:: Video |
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:: Rassegna stampa |
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:: Comunicato stampa, 20/05/2009 |
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Tutti giù per terra |
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Venerdì 22 maggio va giù lo Scheletrone
di Palmaria |
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Legambiente esulta e aggiunge una
maglietta alla collezione anti-Ecomostri |
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“Abbattuto!” |
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E quattro. Dopo il Fuenti, il Villaggio
Coppola Pineta Mare e Punta Perotti,
finalmente va giù un altro storico
ecomostro della costa italiana. Venerdì
22 maggio sarà abbattuto lo scheletrone
di Palamaria di fronte a Portovenere (Sp)
e per l’occasione una nuova maglietta
firmata Legambiente arricchirà la
collezione dell’associazione
ambientalista dedicata agli Ecomostri
Abbattuti. La indosserà tutto il folto
gruppo di volontari che saranno presenti
alla demolizione e che così
rivendicheranno la vittoria di una
battaglia di tutta l’associazione, del
circolo locale e regionale, dei numerosi
blitz compiuti con Goletta Verde e di
tutti coloro che hanno lottato anni
perché lo scempio fosse abbattuto. |
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Lo Scheletrone di Palmaria fa parte
della Top five degli ecomostri costieri,
i cinque peggiori per cui Legambiente ha
chiesto ripetutamente ogni anno
d’istruire le pratiche di demolizione.
Una selezione di abusi esemplari per cui
chiedere l’abbattimento in corsia
preferenziale che ben rappresenta lo
scempio dell’abusivismo che domina
interi tratti del litorale della
penisola italiana. Tentativi falliti di
speculazione edilizia, come questo
scheletro di cemento alto 30 metri che
sovrasta da più di trent’anni l’isolotto
di fronte a Portovenere e che incombe
sul paesaggio del Parco, un’area tra le
più suggestive della Liguria. Insieme ci
sono l’albergo Alimuri a Vico Equense,
le palazzine sulla spiaggia di Lido
Rossello ad Agrigento, il villaggio
abusivo di Torre Mileto nel Foggiano e
la Palafitta di Falerna sulla costa
calabrese. |
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La vicenda dello Scheletrone inizia nel
1968 quando il Sindaco di Portovenere
rilascia una concessione edilizia per la
realizzazione di un albergo e di un
residence di 45 appartamenti, con
annessi servizi e infrastrutture. Nello
stesso anno la Pretura blocca la
speculazione, mette sotto sequestro il
manufatto e rinvia a giudizio i titolari
della società lottizzatrice, il Sindaco
e l'impresa. La sentenza è poi
confermata anche in appello. La Giunta
comunale di Portovenere vota una
delibera che rigetta definitivamente la
richiesta di condono presentata dai
proprietari. Il 23 maggio 2002 viene
raggiunto un accordo tra la Regione
Liguria, il Comune di Portovenere e la
Sovrintendenza per i beni architettonici
e per il paesaggio della Liguria. Nel
2006 il sindaco di Portovenere dichiara
che l’ecomostro sarà abbattuto
interamente, spazzando via l’idea di
tenere in piedi il primo piano. Nel
dicembre dello stesso anno, il sindaco
annuncia che la Regione Liguria ha
stanziato 100mila euro per la
demolizione. Venerdì 22 maggio 2009 la
speranza diventerà realtà. |
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:: Rassegna stampa, 20/05/2009 |
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Varrella (Legambiente): "Morgillo
strumentalizza lo scheletrone a fini
politici. E menomale che c'è Bondi" |
Continua il botta e risposta
sull'abbattimento dello scheletrone. Da
una parte l'opposizione, col Pdl in
testa, che accusa il sindaco Nardini di
aver forzato un'operazione ai limiti
della leggitimità per fini elettorali;
dall'altra la risposta di chi lo
scheletrone lo ha sempre contestato e
finalmente ne vede ora la sua
distruzione. Fra questi c'è Paolo
Varrella, segretario provincia di
Legambiente: "Chi vuole a tutti costi
fermare un evento atteso da tutti da
cosi tanti anni se ne deve assumere la
responsabilita di fronte ai
cittadini. Non meno grave e' il
tentativo di strumentalizzazione
politica da parte di Morgillo, visto che
l'operazione, con la presenza del suo
campagno di partito Ministro Bondi,
assume una valenza bi-partisan". |
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dal sito
cittadellaspezia.com |
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:: 8-9 maggio -La Spezia: Giovani
energie per cambiare le città |
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Le buone pratiche amministrative per
l'infanzia e l'ambiente100 Strade per
giocare |
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Investire sui bambini e sui giovani
dovrebbe essere l'assicurazione per il
futuro di ogni società. A La Spezia
l'amministrazione comunale e Legambiente
vogliono aprire il confrtonto tra
cittadini e amministratori, tra
associazioni e scuole con uno sguardo
all'Europa, per non ricominciare sempre
da zero. |
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8 MAGGIO
9,30-13,30
Coordina
Saluto
Interventi
15,00-18,00
Introduce
Interventi
9 MAGGIO
9,30-13,30
Coordina
Interventi
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TAVOLA ROTONDA
Marco Fratoddi -
Direttore La Nuova Ecologia
Massimo Federici
- Sindaco Comune della
Spezia
Assessore Città dei
bambini - Comune
della Spezia - Puntare
sui bambini
Vanessa Pallucchi
- Legambiente Scuola e
Formazione - Gli
indicatori di buone pratiche
Paolo Veardo
- Anci - Assessore comune di
Genova
Lorenzo Bocchese
- Pidida - La rete delle
associazioni
Michiel Matthes
- Alliance for Childhood -
European Network Group -
L’Europa che unisce
Nuria Cangros Y
Alonso - Esplac
Catalan - L’esperienza
catalana
È stato invitato l’On. Carlo
Giovanardi, Sottosegretario
alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri
WORKSHOP TEMATICI
Luciano Ventura
- Legambiente Scuola e
Formazione
Ripensare la
città in movimento: prima i
pedoni
La mobilità vista dalla
parte di chi non guida (o
non vuole guidare)
Antonio De Caro
- Assessore alla mobilità
del Comune di Bari
Piani regolatori
e piani sociali:
l’urbanistica che guarda
alle persone
Dai centri di
aggregazione agli spazi
culturali
Marzio Iotti
- Sindaco Comune di
Correggio
Sicurezza e
benessere: la città che non
fa paura
Integrazione e
convivenza socio-culturale
Simonetta Salacone
- Dirigente Scolastico 126°
circolo didattico di Roma
In classe si fa:
le buone pratiche della
scuola
Come proiettare
l’esperienza degli
insegnanti sul territorio
Tito Vezio Viola
- Bibliotecario per ragazzi
REPORT WORKSHOP,
TAVOLA ROTONDA
Valter Baruzzi
- Associazione Camina
Michiel Matthes
- Alliance for Childhood -
European Network Group
Nuria Cangros Y
Alonso - Esplac
Catalan
Yuri Pertichini
- Arciragazzi
Rossella Muroni
- Direttrice nazionale
Legambiente
Seguirà dibattito
L'iniziativa è
riconosciuta attività di
aggiornamento per gli
insegnanti ai sensi del DM
177/2000, decreto 6/10/2005.
Sarà rilasciato regolare
attestato di partecipazione.
La
partecipazione al convegno è
gratuita.
SCHEDA DI ADESIONE
Segreteria organizzativa
Legambiente - Via Salaria
403 - 00199 Roma
tel. 06 86268352 - fax 06
86268351
ragazzi@legambiente.eu
con il patrocinio di
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Scheda di adesione |
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:: Comunicato stampa, 09/04/2009 |
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Stop della Regione Liguria al raddoppio
del rigassificatore di Panigaglia.
Legambiente: delibera che dovrebbe fare
scuola |
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Secondo Legambiente il giudizio sulla
delibera è nettamente positivo in quanto
la Giunta Regionale non fa proprio il
parere favorevole di VIA degli uffici
regionali e non rilascia l' intesa
prevista dalla legge in materia, per le
ragioni che da tempo associazioni e
comitati sostengono e cioè che |
|
1. la
permanenza e quindi ancor di più
l'ampliamento dell'impianto è
incompatibile con la pianificazione
territoriale vigente |
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2. manca un quadro chiaro in termini di
pianificazione energetica nazionale per
gli impianti di rigassificazione |
|
3. tale quadro di pianificazione
energetica deve essere elaborato in
cooperazione con la Regione interessata |
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Sulle dichiarazioni del Consigliere
Morgillo sottolineiamo che l'uscita
appare fuori tempo massimo. Sono oltre
due anni che Legambiente sostiene la
necessità di promuovere un tavolo con il
governo che tenga insieme tutte le
questioni energetiche ambientali del
territorio (centrale ENEL,
rigassificatore di Panigaglia, bonifica
area IP e bonifica del golfo) per
avviare un progetto serio di risanamento
ambientale e sanitario che potrebbe
avere significative ricadute
occupazionali ben maggiori di quelle
risibili previste da Gnl Italia ed Enel.
Sarebbe bene che Morgillo invece di fare
uscite mal scopiazzate da altri,
impegnasse il partito di cui fa parte
per raggiungere questo obiettivo. Ci
risulta che quel partito esprime
attualmente il Presidente del Consiglio. |
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:: Conferenza stampa, 26/03/2009 |
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Presentati
oggi i dati del monitoraggio ambientale
del
Treno Verde di Legambiente e Ferrovie
dello Stato |
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Rumore
oltre la norma
Decibel sempre oltre i limiti. Elevata
rumorosità sia di giorno che di notte
Rischio PM10
in punti critici della città |
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"Bisogna trasferire quote di mobilità
dal mezzo privato a quello pubblico" |
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Valori delle polveri sottili oltre la
norma nel monitoraggio effettuato in via
San Bartolomeo, località Fossamastra.
Decibel sempre oltre i limiti. |
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Questo è il quadro che emerge a La
Spezia dalle analisi del Treno Verde, la
campagna di Legambiente e Ferrovie dello
Stato, realizzata con il contributo di
Italgest Energia Pulita, Consorzio
Ecogas e Assogasliquidi, che ha lo scopo
di monitorare lo stato di inquinamento
acustico ed atmosferico nelle città
italiane e sensibilizzare sui temi
ambientali come il buon uso dell'energia
grazie a una mostra interattiva,
incontri e dibattiti. |
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I dati finali relativi alla qualità
dell'aria e ai livelli di rumore sono
stati presentati questa mattina in
conferenza stampa, alla presenza di
Giorgio Zampetti, coordinatore ufficio
scientifico Legambiente, Fabio Cairoli,
responsabile commerciale direzione
trasporti Trenitalia Liguria, Stefano
Sarti, presidente Legambiente Liguria,
Vittorio Valentini, responsabile
laboratorio mobile dell'Istituto
Sperimentale RFI, Laura Ruocco,
assessore all'ambiente Comune della
Spezia e Franco Palmieri, direttore
Arpal La Spezia. |
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72 le ore di monitoraggio effettuate dal
laboratorio mobile di RFI (Rete
Ferroviaria Italiana), posizionato in
via Fiume, incrocio viale Aldo Ferrari
dalle ore 22 di domenica 22 febbraio
alle ore 24 di mercoledì 25 marzo. |
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Secondo quanto emerge dalle analisi del
laboratorio mobile di RFI, i valori
delle polveri sottili, altamente dannose
per la salute dell'uomo, nei tre giorni
di campionamento sono sempre al di sotto
del limite giornaliero di 50 mg/m3: nel
primo giorno si registra un valore di 41
microgrammi al metro cubo. Valore che
nel secondo giorno di monitoraggio
scende a 30 mg/m3, causa anche la forte
pioggia che si è abbattuta sulla città
nel primo pomeriggio, e risale, anche se
di poco, a 35 mg/m3, nel terzo giorno di
monitoraggio. Sotto controllo anche gli
altri inquinanti monitorati: biossido di
zolfo, biossido di azoto, monossido di
carbonio, ozono e benzene. |
|
Sebbene i risultati del monitoraggio
effettuato in via Fiume dal laboratorio
mobile di RFI forniscano dati entro la
norma, valori meno incoraggianti
emergono dai monitoraggi spot realizzati
dall'equipaggio del Treno Verde, in
altre due zone della città. Il primo
monitoraggio effettuato in viale San
Bartolomeo 689, località Fossamastra
fornisce un dato pari a 74 microgrammi
su metro cubo (mg/m3), superando dunque
il limite giornaliero consentito dalla
legge di 50 mg/m3, per concentrazione di
polveri sottili. Rientra nei limiti di
legge, invece, il valore del secondo
monitoraggio effettuato in via San
Bartolomeo 359, località Canaletto: 35
mg/m3. Bisogna comunque evidenziare, per
entrambe le rilevazioni, l'esistenza di
una correlazione tra concentrazione di
polveri sottili e flusso del traffico
veicolare. I valori più elevati,
infatti, sono stati registrati nelle ore
di maggior intensità veicolare. |
|
Nei due giorni di monitoraggio di
Legambiente sono state rilevate anche le
concentrazioni di PM2,5, risultate nel
primo giorno pari al 30% del totale
delle polveri misurate e nel secondo
giorno del 34%. Ricordiamo che il PM2,5,
particelle con diametro decisamente
minore rispetto al PM10, sono ancora più
pericolose per la salute umana, proprio
perché riescono a penetrare più
facilmente nell'organismo. A riguardo la
normativa italiana prevede l'obbligo di
misura del PM2,5 ma non fissa alcun
limite di riferimento, mentre a fissarlo
è la direttiva europea 2008/50/CE che
stabilisce come limite annuo, e non
giornaliero, 25 mg/m3 al 2010. |
|
Molto grave il quadro relativo
all'inquinamento acustico. Tre giorni su
tre decibel oltre la norma sia di giorno
che di notte. I valori fanno registrare
uno sforamento costantemente oltre il
limite consentito dalla legge sia nelle
ore diurne che nelle ore notturne.
Secondo quanto previsto dal piano di
zonizzazione della città di La Spezia,
la zona delle misurazioni, Via Fiume,
incrocio viale Aldo Ferrari, ricade in
fascia III – "aree di tipo misto" i cui
limiti acustici sono 55 dB diurni e 45
dB notturni. Esiste comunque per la zona
interessata una fascia di rispetto, per
la presenza della ferrovia, che porta i
limiti a 70dB per le ore diurne e 60 dB
per le ore notturne. |
|
"Nonostante i dati sull'inquinamento
atmosferico, nei tre giorni di
monitoraggio non siano allarmanti –
commenta Stefano Sarti, presidente
Legambiente Liguria – esistono comunque
delle forti criticità in alcune zone
della Spezia, come confermano i valori
oltre la norma registrati dal
monitoraggio del Treno Verde. E' chiaro
che il maggior imputato per queste
concentrazioni di polveri oltre il
limiti di legge è il traffico veicolare
ed è in questa direzione che dobbiamo
intervenire per non rischiare di
peggiorare la qualità dell'aria della
nostra città. Trasferire quote di
mobilità dal mezzo privato al mezzo
pubblico, non solo comporta grandi
vantaggi dal punto di vista ambientale,
ma rappresenta per i cittadini una
soluzione vincente anche in chiave
economica. E' questo il messaggio di
Legambiente che continua a proporre
interventi immediati ed efficaci per
combattere l'inquinamento atmosferico e
rendere più vivibili le città. Per
questo accogliamo positivamente la
notizia dell'acquisto dei nuovi filobus
da parte dell'azienda del trasporto
pubblico. Un passo in avanti non solo in
termini di mobilità, ma anche in chiave
ambientale." |
|
Vittorio Valentini, responsabile del
Laboratorio Mobile di RFI commenta così
i risultati delle indagini
sull'inquinamento acustico a La Spezia:
"nell'arco delle tre giornate di
misurazione, la componente principale
che contribuisce ad aumentare i livelli
di rumore, specie nelle ore notturne, è
il traffico ferroviario, data la
prossimità della stazione, al quale si
aggiunge un traffico veicolare composto
prevalentemente da mezzi leggeri. In
relazione all'inquinamento atmosferico,
le condizioni meteo, che generalmente
sono state favorevoli alla dispersione
degli inquinanti, unite alla non massiva
immissione dovuta al ridotto traffico
veicolare, hanno fatto si che nei tre
giorni di monitoraggio non si siano
registrati superamenti dei limiti
imposti dalla normativa." |
|
"L'inquinamento acustico è uno dei
problemi che condiziona in negativo la
qualità della vita dei cittadini –
conclude Giorgio Zampetti, coordinatore
scientifico Legambiente – La necessità
di tutelare il benessere cittadino dallo
stress dei rumori urbani è infatti
regolata dalla legge, che impone a tutti
i comuni di suddividere il territorio in
zone, indicando per ciascuna di esse i
limiti sonori tollerabili e prevedere
piani di risanamento laddove necessario.
Dalle analisi del Treno Verde appare
evidente che, in questi termini, La
Spezia non vive una situazione
rassicurante sia di giorno che di notte.
Secondo i dati dell'Oms (Organizzazione
mondiale della Sanità) la rumorosità
notturna è superiore alla soglia di
sicurezza per la salute umana nel 98%
delle aree urbane e molto spesso
l'elemento che contribuisce ad
incrementare i livelli di rumore è il
traffico veicolare sostenuto. Per questo
come Legambiente, chiediamo alle
amministrazioni di non sottovalutare i
danni causati dall'inquinamento
acustico, invitandole a disporre di
interventi efficaci per ridurre il
rumore in città, con una maggiore
attenzione per le aree sensibili, come
scuole e ospedali" |
|
LE
ANALISI DI LEGAMBIENTE |
| |
24/03
Viale San Bartolomeo, 689
località Fossamastra |
25/03
Via San Bartolomeo, 359
località Canaletto |
Limiti di
legge |
| PM10 (media giornaliera) |
74 mg/m3 |
35 mg/m3 |
Limite
giornaliero: 50 mg/m3
Superamenti annui
consentiti: 35 giorni |
| Percentuale di PM2,5 |
30% |
34% |
- |
|
|
* Unità di monitoraggio polveri fini
DustMonit, fornita da Con.Tec |
|
LE ANALISI
DEL LABORATORIO MOBILE DELL'ISTITUTO
SPERIMENTALE RFI (RETE FERROVIARIA
ITALIANA ) |
|
INQUINAMENTO ATMOSFERICO |
|
Via
Fiume, incrocio viale Aldo Ferrari dal
22 marzo al 25 marzo 2009 |
| Inquinanti monitorati
|
23/03 |
24/03 |
25/03 |
Limiti di
legge |
| Pm10**** |
41 |
30 |
35 |
Limite
giornaliero: 50
Superamenti annui
consentiti: 35 |
| Benzene ** |
3,5 |
3,2 |
3,2 |
Limite
medio annuo consentito: 6 |
| Biossido di Zolfo**** |
15 |
23 |
29 |
Limite
max sulle 24 ore: 125 |
| Biossido di Azoto** |
155 |
125 |
104 |
Limite
orario: 210 |
| Monossido di Carbonio***
|
1,0 |
1,0 |
1,0 |
Limite
giornaliero su otto ore: 10
|
| Ozono** |
64 |
59 |
50 |
Livello
di attenzione: 180
Livello di allarme: 240 |
|
LEGENDA
** microgrammi su metrocubo (µg/m3)
*** milligrammi su metrocubo (µg/m3)
**** microgrammi su metrocubo (µg/m3) —
media su 24h
La normativa: i limiti di legge degli
inquinanti sono fissati dal decreto
ministeriale n° 60 del 2002, che prevede
un percorso di avvicinamento decrescente
nel tempo fino ai nuovi limiti da
raggiungere tra il 2005 ed il 2010. |
|
L'INQUINAMENTO
ACUSTICO: |
| Via Fiume, incrocio
viale Aldo Ferrari |
23/03 |
24/03 |
25/03 |
| Livello equivalente
continuo diurno (6-22) dB |
72,7 |
72,2 |
70,5 |
| Livello equivalente
continuo notturno (22— 6) dB |
62,0 |
67,5 |
63 |
|
|
I limiti di legge per i livelli di
rumore sono dettati dal Dpr n.142 del
30/3/2004, che prevede un limite, per la
zona interessata, di 55 decibel nelle
ore diurne e di 45 decibel nelle ore
notturne |
|
Continua il viaggio su rotaie della
campagna di Legambiente e Ferrovie dello
Stato che questo pomeriggio lascerà il
capoluogo ligure per continuare le
analisi sulla qualità dell'aria e
sull'inquinamento acustico sostando a
Firenze già dalla mattinata del 27
Marzo. |
|
Il Treno Verde compensa le proprie
emissioni di gas serra con AzzeroCO2. |
Ufficio stampa del Treno Verde
Roberto Secci
349 6546593 |
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:: Comunicato stampa, 23/03/2009 |
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Treno Verde di Legambiente e Ferrovie
dello Stato |
Vento "debole" a favore delle
rinnovabili
In Liguria bene solo il potenziamento
degli impianti eolici, restano forti
ritardi da colmare per le altre fonti
rinnovabili |
|
Legambiente:"Investire sulle
rinnovabili , unica via per ridurre i
consumi ed educare al risparmio" |
|
Dal Treno Verde, Legambiente
ribadisce il no al raddoppio del
rigassificatore di Panigaglia |
|
In Liguria l'obiettivo di sviluppo
delle fonti rinnovabili è ancora troppo
lontano. In occasione della tappa
ligure del Treno Verde di Legambiente e
Ferrovie dello Stato, la storica
campagna realizzata con il contributo di
Italgest Energia Pulita, Consorzio
Ecogas e Assogasliquidi, l'associazione
ambientalista punta i riflettori sulle
criticità della Regione Liguria in
termini di energie rinnovabili. |
|
Bene l'eolico, ma ancora troppi
ritardi per le altre fonti rinnovabili.
Legambiente commenta positivamente il
potenziamento regionale degli impianti
eolici che da 8 Mega Watt arrivano ad
una fornitura di 120 MW. Buono, ma
purtroppo isolato passo in avanti della
regione Liguria, che rispetto ad
altre regioni italiane, deve ancora
colmare forti ritardi per il
potenziamento delle altre fonti
rinnovabili, ostacolate in alcuni casi
da vincoli previsti nei regolamenti
edilizi. |
|
La Spezia, limiti ai pannelli solari.
Anche La Spezia rischia di convivere con
vincoli che sembrano andare nella
direzione inversa rispetto al
potenziamento delle fonti di energia
rinnovabile. La bozza del regolamento
edilizio comunale prevede infatti che
solo il 30% della superficie totale dei
tetti possa essere destinato ad
eventuali impianti a pannelli solari.
Appare evidente come un limite di questo
tipo è lontano da una politica che punta
al potenziamento delle fonti
rinnovabili. |
|
Dal Treno Verde di Legambiente e
Ferrovie dello Stato interviene sulla
questione il presidente Legambiente
Liguria, Stefano Sarti: "La
regione Liguria è ancora in attesa di
uno slancio positivo e certamente non
possiamo dire che la situazione sia
positiva. In questa direzione riteniamo
che la regione debba ancora sfruttare
tutte le potenzialità che offre il
territorio, non limitandosi agli
impianti eolici. Il ritardo in termini
di utilizzo di fonti rinnovabile
purtroppo è un problema che si estende a
tutta la Liguria che soffre la scarsa
presenza di adeguate politiche di
promozione di impianti che sfruttano
energia a minor impatto ambientale." |
|
"Anche in provincia della Spezia –
continua Paolo Varrella,
presidente del circolo Legambiente Nuova
Ecologia La Spezia – assistiamo a
politiche che, relativamente allo
sviluppo di fonti rinnovabili, sembrano
andare in direzione opposta. Prima fra
tutte quella relativa al raddoppio del
rigassificatore di Panigaglia, per il
quale Legambiente ribadisce il suo no,
non solo alla luce del consumo di
territorio che comporrebbe, ma anche per
le scarsissime ricadute occupazionali.
E' importante, invece, essere
consapevoli che il solare termico e il
fotovoltaico, tecnologie immediatamente
alla portata in una regione come la
nostra, sono in grado di limitare i
consumi dei combustibili negli edifici e
risultano economicamente competitive per
la produzione di energia elettrica". |
|
Altre tematiche saranno approfondite
questo pomeriggio dalle ore 17,00 alle
ore 19:00 a bordo del Treno Verde nel
corso dell'incontro – dibattito "Energia
e Golfo: Enel, Snam e la sfida delle
rinnovabili". Parteciperanno
all'incontro Stefano Sarti,
presidente Legambiente Liguria, Paolo
Varrella, presidente Legambiente La
Spezia, Laura Ruocco, assessore
all'ambiente del comune di La Spezia,
Giulia Micheloni, assessore
all'ambiente della provincia di La
Spezia, Verusca Fedi l'assessore
all'ambiente del comune di Lerici e un
rappresentante del comune di Portovenere. |
|
Il Treno Verde compensa le proprie
emissioni di gas serra con AzzeroCO2. |
Ufficio stampa del Treno Verde
Roberto Secci
349 6546593 |
|
Il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie
dello Stato è realizzato con il
contributo di: |
Sponsor Partner tecnici
Assogasliquidi, Consorzio Ecogas e
Italgest Energia Isolando, Remedia
Partner scientifico
Con.Tec Engineering
Sponsor tecnico Media Partner
Gruppo Biasi Rds e La Nuova Ecologia |
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:: Comunicato stampa, 21/03/2009 |
 |
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|
Rigassificatore di Panigaglia: la giunta
regionale incontra comitati e
associazioni |
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Le Associazioni e i Comitati hanno
incontrato a Genova gli Assessori
Regionali Zunino, Guccinelli e Vesco,
ai quali sono state illustrate le
articolate motivazioni che sostengono
il "No al raddoppio del rigassificatore".
Il dialogo è stato molto costruttivo e
gli assessori si sono detti molto
interessati e colpiti dalle tematiche
toccate, tra le quali sono da
sottolineare le scarsissime ricadute
occupazionali attuali e future
dell'impianto. |
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Un particolare emerso durante l'incontro
è il fatto che il procedimento di
Valutazione d'Impatto Ambientale presso
il Ministero dell'Ambiente non prende in
esame alcuni aspetti fondamentali del
progetto, tra cui la prevista
escavazione dei fondali, la circolazione
delle gasiere nel Golfo e nella Rada
della Spezia e soprattutto il piano
esterno della sicurezza, tematiche che
saranno oggetto di separati procedimenti
di valutazione. |
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Secondo le Associazioni questi aspetti
sono troppo importanti e concorrono in
modo determinante nel formare un
giudizio sulla accettabilità non solo
ambientale, ma anche sociale, economica
ed occupazionale del progetto proposto,
ed è per questo che i firmatari chiedono
alla Regione di non separare la
procedura di Valutazione di Impatto
Ambientale dalla delibera di Giunta che
deve decidere se dare o no l'Intesa al
progetto di raddoppio del
rigassificatore. |
LEGAMBIENTE
VAS (VERDI AMBIENTE E SOCIETA')
COMITATO PER LA SALVAGUARDIA E LO
SVILUPPO DEL GOLFO DEI POETI
ITALIA NOSTRA
WWF
COMITATI DI SALVAGUARDIA BAIA DELLE
GRAZIE
CANTIERI DELL'URBANISTICA PARTECIPATA |
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:: Comunicato stampa, 17/03/2009 |
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Le Associazioni spezzine al
Comune: fissare le regole del tavolo sul
PRP prima che sia troppo tardi |
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Le sottoscritte associazioni, dopo la
riunione del Tavolo di concertazione
sull'attuazione del PRP della Spezia
dello scorso 20-2-09, chiedono alla
Amministrazione Comunale la convocazione
entro la fine di questo mese di una
nuova riunione del Tavolo finalizzata ad
approvare il regolamento dello stesso.
Solo fissando delle regole di garanzia
per tutti i partecipanti, il Tavolo
potrà avviare concretamente i suoi
lavori svolgendo la funzione per cui è
nato: far emergere le criticità
ambientali, sociali ed economiche legate
alla attuazione del PRP e trovare
soluzioni concertate ma trasparenti. |
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Come è noto l'odg del Consiglio
Regionale che prevede la costituzione
del Tavolo è stato approvato il
19/12/2006. Sono quindi trascorsi oltre
due anni senza che il Tavolo venisse
avviato nonostante che lo stesso odg
prevedesse un impegno delle istituzioni
interessate ad avviarlo entro 30 giorni
dalla sua approvazione. Non solo, ma dal
primo timido avvio con la riunione
dell'inizio autunno sono passati altri 6
mesi senza che il Tavolo venisse avviato
concretamente nei suoi lavori. L'ultima
riunione, non solo non ha prodotto
alcuna soluzione concreta, è addirittura
stata impostata in modo poco coerente
sotto il profilo di una corretta
concertazione; la relazione della
Autorità Portuale, infatti, ha avuto i
caratteri della unilateralità, della non
trasparenza e della incompletezza anche
tecnico procedurale, caratteri che nulla
hanno a che fare con i contenuti della
bozza di regolamento condivisa (da
Amministrazione Comunale, Autorità
Portuale, V Circoscrizione, sindacati e
associazioni ambientaliste) nella
riunione della Commissione Tecnica del
19/2/2009. |
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Le sottoscritte associazioni ritengono
che la riunione del tavolo successiva a
quella che approverà definitivamente il
regolamento dovrà vedere una
condivisione dell'ordine del giorno in
coerenza con quanto previsto dalla
proposta di regolamento condivisa dalla
Commissione Tecnica del 19/2/2009. |
In attesa di una sollecita risposta che
accolga le nostre sollecitazioni inviamo
Distinti Saluti, |
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Segue elenco : |
VAS (VERDI AMBIENTE E SOCIETA')
VERDI LA SPEZIA
ASSOCIAZIONE COMITATI SPEZZINI
COMITATO PER LA SALVAGUARDIA E LO
SVILUPPO DEL GOLFO DEI POETI
LEGAMBIENTE
ITALIA NOSTRA
WWF |
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:: I° CORSO PER ANIMATORI AMBIENTALI
DI LEGAMBIENTE ALLA SPEZIA |
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Da Trenoverde a Cento Strade per giocare |
Iscrizione gratuita, al termine del
corso verrà rilasciato attestato di
partecipazione.
Le lezioni si svolgeranno nei pomeriggi
delle date previste.
Per informazioni e iscrizioni telefonare
allo 010319168 o scrivere alla email
scuola@legambienteliguria.org |
24 marzo - Presentazione del
corso, patto formativo e presentazione
di
Legambiente.
Il Treno Verde, strumento di
comunicazione ed azione (visita alla
carrozza sulla
mobilità sostenibile)
Luciano Ventura, Responsabile Ragazzi e
Giovani Legambiente
Serena Carpentieri, Responsabile Treno
Verde
Santo Grammatico, Coordinatore Generale
Legambiente Liguria |
25 marzo - Il Treno Verde, il
coinvolgimento dei cittadini e l'
animazione sulle due
carrozze "pensare globalmente, agire
localmente"
A cura degli Animatori del Treno Verde |
31 marzo - Legambiente in
Liguria, cosa fa sul territorio e alla
Spezia
Stefano Sarti, Presidente di Legambiente
Liguria
Paolo Varrella, Presidente del Circolo
Legambiente di La Spezia |
7 aprile - La Spezia Ecosistema
Urbano: l'ambiente cittadino tra
problematiche e
potenzialità
Giorgio Zampetti, Ufficio Scientifico
Legambiente
Katiuscia Eroe, Ufficio Scientifico
Legambiente |
14 aprile - Legambiente la
coinvolgente: i Centri di Educazione
Ambientale, le
scuole, i festival dell'associazione.
Operare per una cittadinanza viva e
attiva.
Raoul Fiordiponti, Responsabile Centri
di Educazione Ambientale di Legambiente
Elena Dini, Responsabile settore Scuola
e Formazione Legambiente Liguria |
21 aprile - L'ambiente da fare,
nelle piazze, in circolo verso 100
strade per giocare
Luciano Ventura, Responsabile Ragazzi e
Giovani Legambiente
Santo grammatico, Coordinatore Generale
Legambiente Liguria |
28 aprile - Legambiente per
giocare, attività ludiche da animatore a
ragazzo
Luciano Ventura, Responsabile Ragazzi e
Giovani Legambiente
Alessandro De Leo, Responsabile Circolo
Legambiente "Cantiere Verde" |
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8 maggio - mattino convegno "Giovani
energie per cambiare la città"-
pomeriggio, seminari: |
1. Ripensare la città in movimento:
prima i pedoni
La mobilità vista dalla parte di chi non
guida (o non vuole guidare)
Antonio De Caro, Assessore alla mobilità
di Bari
2. Piani regolatori e piani sociali:
l'urbanistica che guarda alle persone
Dai centri di aggregazione agli spazi
culturali
Marzio Iotti, Sindaco di Correggio
3. Sicurezza e Benessere: la città
che non fa paura
Integrazione e convivenza
socio-culturale
Simonetta Salacone, Dirigente Scolastico
126° circolo di Roma
4. In classe si fa: le buone pratiche
della scuola
Come proiettare l'esperienza degli
insegnanti sul territorio
Tito Vezio Viola, Bibliotecario per
ragazzi |
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9 maggio - mattino convegno "Giovani
energie per cambiare la città"-
pomeriggio "100 strade per giocare" |
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Clicca per scaricare il depliant del
corso |
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:: Documento, 11/03/2009 |
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Risposta alla CGIL sull'ampliamento di
Panigaglia |
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Vorrei provare a ragionare con il
sindacato su alcuni dati di fatto
relativi alla vicenda del
rigassificatore di Panigaglia nella
convinzione che un sindacato che guardi
al futuro non possa non avere, in una
vicenda come questa, una visione
strategica. |
Partiamo da alcuni dati di fatto:
1. il progetto di ampliamento del
rigassificatore a fronte di ingentissimi
investimenti avrà ricadute occupazionali
risibili sul nostro territorio
2. la gestione degli introiti legati
alla fiscalità per la movimentazione del
gas finiscono tutti a Roma e sul
territorio non resta nulla, un
territorio che se utilizzato
diversamente porterebbe ben altre
ricadute fiscali, economiche e
occupazionali alla comunità locale come
dimostra peraltro la vicenda ICI del
Comune di Portovenere .
3. sotto il profilo della innovazione
tecnologica si tratta di una tecnologia,
quella della rigassificazione, che non
può avere, come hanno dimostrato questi
decenni, alcuna seria ricaduta
sull'indotto spezzino; ne d'altronde la
questione è mai stata posta seriamente
nel confronto con Governo e Snam
4. la presenza degli enti energetici nel
nostro territorio (Snam, ENI ex
raffineria area IP, Enel)
strategicamente hanno prodotto più
problemi al nostro territorio che
utilità, riducendo progressivamente la
stessa occupazione che per anni è stato
l'unico ritorno concreto per gli spezzini dalla presenza di impianti
invadenti e inquinanti
5. il progetto a fronte dei numerosi
rigassificatori approvati recentemente
non è strategico dal punto di vista dei
bisogni di gas dell'Italia, può esserlo
invece da un punto di vista aziendale
(della Snam) nell'ottica di trasformare
l'Italia in un hub per il trasporto del
gas verso il nord europa ; ma perché
regalare un business così a Snam
ottenendo in cambio le briciole di
qualche decina di posti di lavoro in più
?
6. senza l'Intesa con la Regione non è
possibile approvare il progetto come
ribadito in Conferenza dei Servizi dallo
stesso rappresentante del Ministero
dello Sviluppo Economico (vedere
verbali) |
A fianco di questi dati di fatto ci sono
una serie di domande inevase nella
istruttoria di approvazione del progetto
di ampliamento, ne cito solo alcune per
ragioni di spazio :
1. L'impianto è in contrasto con tutti
gli strumenti di pianificazione
territoriale (regionali e locali) e
visto la necessità della Intesa con la
Regione non si capisce come questa
ultima possa dare via libera ad un
progetto in contrasto con propri atti di
pianificazione (PTCP)
2. L'istruttoria ha fino ad ora
completamente sottovalutato la questione
dei rapporti tra eventuali incidenti e
il resto dell'area golfo (mancano sia un
aggiornamento del piano di emergenza
esterno , che un coordinamento tra la
presenza dell'impianto e l'effetto
domino di altre attività a rischio quali
: naviglio militare , naviglio
mercantile, naviglio passeggeri)
3. il progetto di dragaggio è
inesistente mentre andava presentato
insieme con il progetto di ampliamento |
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Allora di fronte a questi dati di fatto
e a queste domande inevase stupisce che
un sindacato serio ed attento alle
esigenze complessive del territorio ,
come la CGIL , si limiti semplicemente
ad accettare il progetto Snam come un
pacchetto tutto compreso rimuovendo
tutti i suddetti temi che sono solo in
parte ambientali come a me pare chiaro
ma riguardano invece lo sviluppo della
nostra provincia , temo che dovrebbe
essere caro al sindacato o no? |
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La cosa curiosa è che, a parte le
questioni ambientali, sulla vicenda
rigassificatori l'unica proposta
intelligente, sia pure dentro la logica
di accettazione di questi impianti, è
stata avanzata dal Governatore della
Regione Veneto che molto pragmaticamente
ha proposto di lasciare alla regione e
quindi al livello locale la quota di
accise che lo stato incassa dal metano
usato nell'impianto di Rovigo relativa
ai consumi di gas della regione Veneto
(1 miliardo circa di m3). |
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Bene i nostri sindacalisti non sono
stati capaci fino ad ora neppure di
scendere a questo pragmatismo
limitandosi ad accettare passivamente le
proposte di Snam come se fossimo ancora
agli anni 50 ed il dibattito su
federalismo e recupero a livello delle
comunità delle esternalità di impianti
come quello di Panigaglia non fossero
sempre di più all'ordine del giorno. |
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Concludo dicendo che un sindacato che
voglia davvero il bene della città e dei
lavoratori che rappresenta anche quelli
potenziali (quindi anche i giovani che
non troveranno certo un posto
nell'ammodernato impianto di Panigaglia)
avrebbe dovuto proporre, facendosi forte
dei dati di fatto e delle domande
inevase sopra elencate, a tutti gli
interlocutori istituzionali e non di
costituire un tavolo di confronto con il
Governo per realizzare un progetto
energia - ambiente - territorio che
avvii uno sviluppo alternativo della
nostra Provincia sganciandola dalla
logica dei grandi impianti ad alto
investimenti di capitali e bassa
produttività del fattore lavoro. |
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Marco Grondacci |
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:: Comunicato stampa, 14/03/2009 |
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TrenoVerde alla Spezia e Corso per
animatori ambientali di Legambiente |
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Trenoverde di Legambiente arriva a La
Spezia, e dal 23 al 26 Marzo sarà
presente presso la Stazione FS con
diverse iniziative sull'ambiente,
l'inquinamento atmosferico e lo sviluppo
sostenibile. Accompagnerà il Trenoverde
un laboratorio mobile per il
monitoraggio dell'inquinamento
atmosferico e acustico. |
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Si parlerà di Mobilità sostenibile, di
energia e dei mutamenti climatici: dalla
spiegazione dell'effetto serra ai
modellini interattivi sulla produzione
energetica da fonti rinnovabili. Sarà
presente una carrozza sul tema del
risparmio energetico e degli stili di
vita: dalle pratiche dei comuni a quelle
casalinghe e quotidiane fino alle scelte
di consumo compatibili. |
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A bordo tutte le soluzioni per
poter suggerire al visitatore piccole
azioni di risparmio energetico e scelte
di acquisto per contribuire alla lotta
ai mutamenti climatici. Ogni mattina le
scuole potranno fare visite guidate al
Trenoverde, e si ripeterà il Trofeo
Tartaruga: una gara a cronometro tra
un'automobile, un motorino, una
bicicletta, ed un cittadino che utilizza
un mezzo pubblico. La gara consiste nel
percorrere un tragitto urbano, che
consenta di dimostrare qual è il mezzo
più rapido per muoversi nel traffico
urbano. |
In più convegni e conferenze sui temi
"caldi" della città.
In occasione dell'arrivo di Treno Verde
sarà presentato il I° CORSO PER
ANIMATORI AMBIENTALI DI LEGAMBIENTE A LA
SPEZIA "DAL TRENO VERDE A 100 STRADE PER
GIOCARE". L'iscrizione è gratutita, e al
termine del corso verrà rilasciato
attestato di partecipazione. Per
informazioni e iscrizioni telefonare
allo 010319168 o scrivere alla email
scuola@legambienteliguria.org |
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:: Documento, 04/02/2009 |
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:: Comunicato stampa, 27/01/2009 |
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Legambiente: Panigaglia non s'ha da fare |
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Il fronte comune degli Enti Locali sul
no all'ampliamento dell'impianto
ribadisce con forza la netta contrarietà
dell'intera comunità a qualsiasi ipotesi
di ampliamento del rigassificatore. |
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Il Governo e i Ministeri competenti
tengano conto di queste istanze e
cassino il progetto di GNL Italia,
progetto che ignora totalmente il
contesto produttivo e ambientale della
costa di ponente del Golfo della Spezia,
densamente popolato e vocato ad una
riconversione meno impattante e con
maggiori ricadute sul territorio. |
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Bene farebbe la società del gruppo ENI a
rispettare gli accordi del '94 su
occupazione (150 posti contro gli 88
attuali) e sicurezza, nonché a pagare
l'ICI 2000/2008. |
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:: Comunicato stampa, 21/01/2009 |
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Porto della Spezia: solidarietà
all'operaio vittima sul lavoro |
Legambiente esprime profondo dolore e
cordoglio ai familiari dell'operaio
morto nel Porto della Spezia.
"Quanto accaduto - commenta il Circolo
Nuova Ecologia - ci lascia sbigottiti,
perché non riusciamo ad accettare che
nel 2009 accadano ancora così gravi
incidenti a danno di chi lavora, spesso,
in situazioni di rischio estremo". |
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Legambiente, solidale con i lavoratori
del porto, ribadisce come, al di là dei
record e dei profitti, debbano
necessariamente essere messi al primo
posto l'incolumità e la salute dei
lavoratori |
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:: Sostieni Legambiente, CAMPAGNA
TESSEREMENTO 2009 |
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Legambiente,
nata nel 1980, è oggi l'associazione
ambientalista italiana più diffusa sul
territorio: oltre 1000 gruppi locali, 20
comitati regionali, più di 115.000 tra
soci e sostenitori.
Legambiente è un'associazione a tutela
dell'ambiente, del territorio, della
salute, completamente apartitica,
aperta ai cittadini di tutte le
convinzioni politiche e religiose e si
finanzia grazie ai contributi volontari
di soci e sostenitori. |
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Legambiente è una delle organizzazioni più
conosciute per le campagne di
analisi e informazione sull'inquinamento
come Goletta verde, Treno
verde, Fiuminforma, che ogni
anno "fotografano" lo stato di salute
dei mari, delle città, dei fiumi;
Mal'aria, la campagna delle lenzuola
contro lo smog; Cambio di clima,
programma di azioni per ottenere
l'applicazione in Italia del Protocollo
di Kyoto contro i mutamenti climatici e
per favorire il risparmio energetico e
lo sviluppo delle fonti rinnovabili;
Piccola grande Italia, iniziativa
per la difesa e la valorizzazione dei
piccoli comuni. |
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E ancora i grandi appuntamenti di
volontariato, gioco e turismo ambientale
per il recupero e la valorizzazione di
spiagge, parchi e giardini pubblici,
piazze, boschi (Spiagge e fondali
puliti, Puliamo il mondo, Festa
dell'albero, 100 strade per giocare, i
campi di Volontariato) |
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Si può aderire a Legambiente
come:
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* Socio junior (€ 10.00). Nati dal 1995 in
poi - riceve "Jey"
* Socio Giovane (€ 15.00). Nati dal
1984al 1994 - riceve "La Nuova Ecologia"
* Socio Ordinario (€ 30.00). Riceve "La
Nuova Ecologia"
* Socio Scuola e Formazione (€ 35.00).
Riceve "La Nuova Ecologia" e "Formazione
Ambiente"
* Socio Sostenitore (€ 80.00). Riceve
"La Nuova Ecologia" e il volume
"Ambiente Italia" (con uscita
aprile/maggio 2008)
* Tessera Collettiva (€ 50.00). Riceve
"La Nuova Ecologia"
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Per iscriversi a Legambiente
o rinnovare la tessera potete:
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Inviare una mail a: info@legambientespezia.com
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Scrivere o venirci a trovare alla nostra sede di Via XXIV Maggio 351, 19100 La Spezia
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:: Comunicato stampa, 26/12/2008 |
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Centrale Enel e Comune della Spezia
dialogano. Legambiente: va bene ma si
può fare di più |
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All'indomani delle dichiarazioni del
Comune della Spezia circa possibili
sviluppi per giungere al rinnovo delle
convenzioni tra Enel e città,
Legambiente valuta positivamente la
volontà del Comune della Spezia di farsi
parte attiva nel'interesse dei cittadini
e per questo rilancia alcune proposte. |
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"Il piano del comune ci sembra
interessante e degno di approfondimenti
- dichiara Stefano Sarti Presidente
Legambiente Liguria - e siamo
disponibili a collaborare per attuarlo e
se possibile migliorarlo, soprattutto
per quello che riguarda le energie
rinnovabili che per noi sono un punto
indispensabile ed irrinunciabile, ma
tutto questo dovrebbe tendere alla
ricontrattazione futura della presenza
almeno del gruppo a carbone ed ad un più
marcato utilizzo dei gruppi a metano." |
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Non mancano comunque le note di
perplessità relativamente a queste
aperture, che rischiano di scontrarsi
con le reali ambizioni di alcuni. |
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"In un contesto quale quello auspicato
dal Sindaco Federici - dichiara Paolo
Varrella di Legambiente La Spezia - non
riusciamo a comprendere come si possa
inserire l'opzione della combustione del
CDR in centrale, e per questo pensiamo
che tale soluzione non sia possibile,
nelle condizioni attuali, sia
tecnicamente che politicamente. La
nostra ricetta per i rifiuti è
incentrata sullo sviluppo della raccolta
differenziata porta a porta e sulla
minore produzione alla fonte, azioni che
verrebbero disincentivate in caso di
termovalorizzazione" |
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:: Comunicato stampa, 13/12/2008 |
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La Liguria nella top ten della C02 |
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Fonte: Il Secolo XIX web |
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La medaglia d'oro all'impianto
industriale più inquinante d'Italia
spetta alla centrale termoelettrica di
Brindisi Sud con 14.198.000 tonnellate
(equivalenti) di CO2 emesse nel 2007, ma
casi simili sono diffusi in tutta la
penisola e l'associazione Medici per
l'Ambiente Isde Italia, oggi a Genova in
convegno nazionale, è scesa in campo per
sensibilizzare l'opinione pubblica circa
i rischi dell'inquinamento sulla salute. |
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Medaglie d'argento e bronzo per
inquinamento industriale vanno a
Taranto, con le 10.620.000 tonnellate di
CO2 emesse nel 2007 dallo stabilimento
Ilva e le 9.502.000 tonnellate prodotte
dalla centrale termoelettrica della
città pugliese. A seguire le raffinerie
Saras di Sarroch con 6.259.000
tonnellate di CO2 esalate nell'ambiente
l'anno, le centrali termoelettriche di
Montalto di Castro e Fiumesanto,
rispettivamente 4.582.000 e 4.314.000
tonnellate e la raffineria di Gela con
3.875.000. |
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Chiudono la classifica al nono e decimo
posto le centrali termoelettriche di
Vado Ligure e La Spezia con 3.824.000 e
3.665.000 tonnelate di CO2. |
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"Malattie cardiovascolari, problemi
respiratori, allergie, tumori e varie
patologia sono riconducubili a questo
inquinamento - ha spiegato il
coordinatore nazionale-ricerca Isde
Italia Vincenzo Migaleddu - usando poi
carbone e fonti fossili per produrre
energia l'impatto sulla salute si
moltiplica". |
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Nell'immediato si tratta di arginare i
pericoli prodotti dalle sostenze
inquinanti più velenose: "Emissioni
nell'ambiente di benzene, particolato,
diossine o arsenico provocano danni
all'uomo - ha affermato il coordinatore
-. Anche la CO2 gioca un ruolo
fondamentale". L'anidride carbonica non
è invece pericolosa in sé, ma
contribuisce ad aumentare l'effetto
serra ritenuto la principale cause del
global warming. |
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Medici per l'Ambiente Isde Italia,
associazione internazionale riconosciuta
dall'Onu fondata nel 1990 dal dottor
Roberto Romizi insieme al collega
svizzero Werner Nussbaumer e presente in
35 Paesi del mondo a fine 2008, si è
proposta di sensibilizzare l'opinione
pubblica sui rischi sanitari provocati
dai grandi impianti industriali. |
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Altri temi di discussione del convegno
nazionale di Genova sono stati la
presenza di diossina negli alimenti,
l'inceneritore di Brescia e le
biotecnologie sempre più impiegate in
agricoltura. |
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:: Comunicato stampa, 06/12/2008 |
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Breve contributo alla Conferenza Stampa
presso Comitato per la Salvaguardia e lo
Sviluppo del Golfo dei Poeti |
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Causa impossibilità a partecipare
fisicamente all'incontro inviamo un
nostro contributo con preghiera di
diffusione |
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La vicenda del ricorso al TAR contro
l'impianto di produzione di CDR di
Saliceti (SP) è frutto dell'incapacità
delle amministrazioni di gestire non
solo le vertenze ambientali ma anche le
semplici scelte decisionali sul
territorio. Da sempre Legambiente
chiede, con scarso riscontro da parte
del Palazzo, la predisposizione di
appositi strumenti per rendere i
cittadini protagonisti delle scelte
fatte dalle amministrazioni. |
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Analogamente al caso Saliceti desta
preoccupazione la crescente pressione
fatta dal mondo politico per bruciare
CDR nella centrale termoelettrica dell'Enel.
Legambiente è nettamente contraria a
tale soluzione per tutta una serie di
motivazioni di seguito sintetizzate: |
La combustione del CDR nella centrale
Enel, per garantire fattibilità
economica, porterà inevitabilmente
all'importazione di CDR da fuori
provincia con tutte le conseguenze che
ne deriveranno per non parlare delle
ricadute ambientali anche in
considerazione di una sempre annunciata
(ma non ancora programmata) dismissione
della centrale.
Non è prevista dall'attuale Piano
Provinciale dei Rifiuti. |
Bisogna rilanciare con forza la raccolta
differenziata, che nella Provincia della
Spezia è poco superiore al 20% ben
lontani non solo dal 35% entro il 2006
come da obbiettivi della legge Ronchi,
ma anche dai nuovi obbiettivi fissati
dalla finanziaria (il 40% entro il
31/12/2007).
Esplorare tecnologie innovative, e
questo orientamento viene non solo dalla
commissione parlamentare ma anche dal
consiglio comunale di Genova, con una
deliberazione recentemente approvata
concernente la scelta finale di
smaltimento dei rifiuti in quella città
che da anni discute se realizzare o no
un inceneritore. |
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Legambiente, come ha fatto recentemente
premiando i comuni ricicloni liguri (e
dovrebbe essere preso in considerazione
positivamente da tutti il fatto che ai
primi due posti si sono collocati due
comuni spezzini, rispettivamente Deiva
Marina e Santo Stefano Magra con il 38%
e il 36%, come dire "se c'è la volontà i
risultati vengono") non si stancherà di
ripetere che è la raccolta differenziata
il vero argomento da dibattere se
vogliamo far fare un salto di qualità
allo smaltimento dei rifiuti nella
nostra provincia. |
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:: Comunicato stampa, 13/05/2008 |
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Panigaglia non s'ha da fare! |
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Legambiente e l'Associazione Comitati
Spezzini Onlus, in occasione della
prossima Conferenza dei Servizi per
il Sito Nazionale di Bonifica di Pitelli
presso il Ministero dell'Ambiente a
Roma, hanno predisposto i loro
interventi in merito al progetto di
dragaggio presentato da Snam Rete Gas
per l'accosto di mega navi gasiere
grandi il doppio di quelle attuali,
ribadendo la loro determinata
contrarietà al progetto di raddoppio
dell'impianto di Panigaglia nel comune
di Portovenere. |
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"Riteniamo che un dragaggio di 2
milioni di metri cubi - commenta
Paolo Varrella di Legambiente -
fatto con l'esclusivo scopo di fare
accostare le nuove mega gasiere non
abbia nulla a che spartire con la
bonifica, visto e considerato che Snam
richiede di abbassare il fondale di 4
metri a prescindere dallo stato di
contaminazione dei sedimenti, il tutto a
ridosso di importanti allevamenti
animali, quali orate, branzini e mitili
e vicino a Siti di Interesse Comunitario
e Aree Marine Protette". |
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"Questa impressionante quantità di
materiale classificato come rifiuto
speciale - continua Corrado
Cucciniello dell'Associazione Comitati
Spezzini - va ad aggiungersi agli
800mila mc che l' autorità portuale
intende rimuovere nello specchio di mare
in uso agli operatori portuali. Si dovrà
trovare il modo di smaltirli, e ancora
una volta e' comprovato che le bonifiche
si fanno solo se vi e' un interesse
economico e non ambientale". |
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Secondo Associazioni e Comitati con il
raddoppio del terminal di Panigaglia ci
sarà un fardello almeno trentennale
di un' area di alto pregio ambientale,
con una mancata riconversione dell' area
e il suo mancato inserimento nel sistema
turistico. Inoltre si sottolinea l'assoluta
inutilità di realizzare l' impianto,
dato che non si prevedono mancate
forniture tramite gasdotti. Infatti tra
pochi anni saranno pronti tre nuovi
gasdotti: High Stream, Itgi, Galsi. |
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Perché allora costruire i
rigassificatori? |
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Più gas e meno lavoro. In altre parole
Gnl Italia non ha mai rispettato gli
accordi degli anni 90 che prevedevano
150 posti di lavoro. Attualmente gli
occupati sono circa una 90ina e l'
ammodernamento dell' impianto potrebbe
richiedere meno occupazione, in linea
con le nuove tecnologie. |
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:: Comunicato stampa, 18/04/2008 |
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"Il Piano Regolatore Portuale del Porto
della Spezia è nato già vecchio" |
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Questo il commento a caldo di
Legambiente La Spezia a seguito delle
dichiarazioni dell'On. Orlando |
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"Abbiamo appreso - commenta Stefano
Sarti Presidente Legambiente Liguria
- che l'On Orlando ritorna sul PRP, e
nelle sue affermazioni leggiamo una
indiretta realtà da noi sempre
sostenuta, ovvero che il Piano
Regolatore Portuale della Spezia,
approvato di recente, è nato già
vecchio, legato a scenari economici
approssimativi e non tenente conto delle
molteplici problematicità di natura
ambientale e infrastrutturale". |
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"Bene la conferenza proposta da Andrea
Orlando - commenta Paolo Varrella del
circolo spezzino di Legambiente - ma
bisogna ripartire dall'ordine del giorno
collegato all'approvazione del PRP da
parte della Regione Liguria per mettere
in piedi il tavolo tecnico per valutare
le diverse fasi di espansione del porto
e valutare la reale necessità di tombare
il mare. Potremmo anche scoprire che per
mantenere immutati livelli occupazionali
non siano necessarie le migliaia di
metri quadri di interramento previsti". |
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:: Comunicato stampa, 13/04/2008 |
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Gli alberi secolari sono una importante
risorsa ambientale, storica e culturale |
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Legambiente, alla luce delle numerose
segnalazioni di cittadini e delle
notizie apparse sui mezzi di
informazione, si domanda se non sia più
sensato cercare strade alternative
all'abbattimento di piante datate per
far spazio ad un parcheggio interrato
presso la stazione ferroviaria della
Spezia. |
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"Queste piante - commenta Legambiente La
Spezia - oltre ad essere un polmone di
verde in una zona densamente trafficata
come Via Fiume, rappresentano anche un
monumento storico e culturale al pari
delle magnolie secolari presenti in
molti orti botanici". |
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Secondo l'Associazione bene avrebbe
fatto il Comune della Spezia ad
adoperarsi per salvare questi esemplari,
ed è per questo che Legambiente chiede
pubblicamente all'Assessore Ruocco di
intervenire per ricercare in tempi brevi
soluzioni alternative al taglio. |
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:: Comunicato stampa, 01/04/2008 |
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Spiagge e fondali puliti 2008 -
Portovenere |
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È il consueto appuntamento alla vigilia
dell'estate. Migliaia di volontari di
tutt'Italia, grandi e piccoli, armati di
sacchi, guanti e rastrelli, si danno
appuntamento in diverse località
d'Italia e si cimentano nella pulizia
delle spiagge e delle scogliere. |
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I volontari sub, invece, passano al
setaccio i fondali antistanti le nostre
amate spiagge e coste recuperando
tonnellate di rifiuti dei più disparati:
dalle lavatrici ai motorini, dai
televisori a vecchie ferraglie
arrugginite. |
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In collaborazione con Parco di
Portovenere, Osservatorio Ligure Pesca e
Ambiente, Regione Liguria. |
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Chiunque voglia dare il proprio
contributo si può mettere in contatto
con il circolo locale tramite
e-mail. |
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:: Comunicato stampa 31/03/2008 |
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Povero Cormorano! Trattato come l'Untore
di Manzoniana memoria. |
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Adesso la colpa della rarefazione
della fauna ittica è sua, e s'incomincia
il "dagli all'untore" anche con lo
schivo e splendido airone: a quando il
"crucifige" della gallinella d'acqua? |
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Bando all'umorismo, bisogna essere
obbiettivi: gli studi sull'impatto del
cormorano ci sono; pochi anni fa uno
studio fu commissionato all'INFS
(Istituto Nazionale per la Fauna
Selvatica) dal Parco Naturale Regionale
Ligure di Montemarcello - Magra, unico,
tra i nostri Parchi ad essere
eminentemente fluviale: ebbene tale
studio dimostrò che il declino di talune
specie ittiche nel Vara - Magra,
principale fiume Ligure, non dipendeva
nè dal cormorano nè da altra specie di
uccelli, ma dalle condizioni ambientali
complessive. |
La verità è che la rarefazione della
fauna ittica nei nostri fiumi e torrenti
ha altre origini e del tutto antropiche:
In primo grado l'artificializzazione di
corsi d'acqua, motivata dalla sicurezza
idraulica, quindi rettificazioni,
arginature artificiali, devegetazione,
escavazioni d'alveo conseguenti,
realizzazione di briglie trasversali in
massi per difendere poi i le basi dei
ponti e gli alvei dall'erosione e
dall'incisione provocati dagli
interventi precedenti, con ulteriore
artificializzazione. |
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Tutto ciò con il risultato non di
mettere in sicurezza ma, come dimostrato
dalla moderna scienza della
Riqualificazione Fluviale, aumentando
ancora più il rischio idraulico, perché
spariscono le golene, la vegetazione
arbustiva alveale e ripariale che frena
la violenza delle acque, e nei corsi
raddrizzati e non più sinuosi l'acqua
scende molto più velocemente: quindi
picchi di piena più rapidi e violenti. |
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Quanto all'effetto sulla fauna ittica di
tali opere è presto detto: distruzione
di campi di frega, separazione di
popolazioni che non risalgono le briglie
con conseguente impoverimento genetico e
spesso, per i migratori interni,
l'impossibilità di raggiungere i campi
di frega stessi; questo senza tenere
conto che, al di là del fattore
riproduttivo , la rettificazione e
banalizzazione dell'alveo distrugge le
nicchie ecologiche in cui pesci vivono,
nelle varie fasi della loro esistenza, e
quindi sopravvivono solo le specie più
adattabili con diminuzione della
biodiversità. |
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L'unica soluzione trovata alla
rarefazione ittica conseguente, dagli
amministratori con il beneplacito dei
pescatori affamati di prede, è il
ripopolamento: pesci di allevamento, a
volte delle stesse specie presenti nel
corso d'acqua, ma non autoctoni e non
selvatici, altre addirittura, come la
trota iridea americana, alloctoni
completi, anche se sterili nelle nostre
acque; la conseguenza è la difficoltà di
ambientamento, di pesci spaesati e
facilmente predabili, che poco
contribuiscono alla ripresa demografica,
per la quale d'altronde, come sopra
dimostrato, mancano comunque i requisiti
ambientali. |
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A me sembra strano che i pescatori tutte
queste cose non le vedano, mentre vedono
quanto è bravo a pescare un cormorano;
la verità è che, purtroppo, i pescatori
queste cose le vedono quanto noi
ambientalisti, ma la stragrande
maggioranza di loro non ha il coraggio
di ribellarsi per difendere il proprio
fiume, non attacca quella parte della
componente amministrativa a cui fà più
comodo una soluzione minimalista come la
caccia al cormorano che non un cambio
radicale di approccio della salvaguardia
idraulica e idrogeologica, come quella
proposta dalla scienza della
Riqualificazione Fluviale che vuole
rinaturalizzare fiumi e torrenti. |
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Quindi smettiamo di cercare untori e
conciliamo tutela dal rischio idraulico
e tutela ecologica dei corsi d'acqua,
che non sono competitivi, ma
complementari, e anche la fauna ittica,
per il fenomeno della resilienza,
tornerà a rifiorire. |
Alessandro Poletti
Responsabile Aree Protette e Tutela
acque di Legambiente Liguria |
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:: Rassegna stampa |
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Il
Secolo XIX 16/03/08 |
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Cronaca4
15/03/2008 |
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:: Comunicato stampa, 14/03/2008 |
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Le Navi dei Veleni |
Questo il titolo della puntata di
Ambiente Italia, lo storico
programma di Rai Tre che domani,
Sabato, andrà in onda subito dopo il
Tg3 delle 14.
Da La Spezia, che negli anni passati fu
proprio ribattezzato il Porto delle
Nebbie, si parlerà di traffico di
rifiuti, affondamenti nemmeno troppo
sospetti di navi come la Jolly Rosso e
la Rigel e altri meccanismi connessi con
lo smaltimento illegale dei rifiuti. |
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"Questa è una fin troppo realistica
fotografia della situazione - commenta
Legambiente - dove in Italia abbiamo un
illecito ambientale ogni chilometro
quadrato, e dove il sommerso del
traffico dei rifiuti rimane ancora
attuale nonostante le inchieste, come ad
esempio quella sulla Collina dei
Veleni di Pitelli." |
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:: Comunicato stampa, 22/02/2008 |
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La "torre Botta" e il Paesaggio
Sarzanese |
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Abbiamo, con notevole perplessità,
accolto le nuove notizie, con tanto di
fotomontaggi computerizzati, circa la
struttura che si vorrebbe realizzare al
posto dell'ex-mercato coperto al centro
di Sarzana, a poche centinaia di metri
dal centro storico della stessa, su
progetto dell'architetto Ticinese Mario
Botta. |
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Ciò che si intuisce dalle dimensioni,
soprattutto in altezza, dell'opera, con
la conferma dal fotomontaggio, fa
presupporre, senza ombra di dubbio, che
essa si configuri come un vero e proprio
eco-mostro nel centro di Sarzana, alto
quanto la torre di Pisa, pur senza
alcuna parentela stilistica con essa, e
in contrasto con le dimensioni storiche
degli edifici Sarzanesi più
rappresentativi. |
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Tale realizzazione, intanto altererebbe
irrimediabilmente lo skyline Sarzanese,
risaltando più di opere d'arte
monumentali d'inestimabile valore come
il campanile della Chiesa di Santa Maria
o la fortezza di Sarzanello, deturpando
quel look ricco di storia medioevale e
rinascimentale che oggi prevale alla
vista di chi proviene dalla
Genova-Rosignano, o da altre arterie di
comunicazione, poi sicuramente
contrasterebbe con quella che è la
vocazione tradizionale del centro
storico di Sarzana, che non sarebbe
quella di un centro - uffici in stile
New York, o Montecarlo; il tutto nel bel
mezzo di quella periferia Liberty
Sarzanese che, pur deturpata nel tempo
da qualche condominio anni '60-'70,
mantenne una continuità armonica con le
proporzioni, le dimensioni e lo stile
del centro storico medievale -
rinascimentale. |
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D'altronde quello a Sarzana sarebbe
l'ennesimo attentato al Paesaggio
Ligure, già minacciato dalla torre
Fuksas alla Margonara a Savona, e dalle
quattro torri di Albenga, e altre
realizzazioni, minori per impatto
visivo, ma terribili dal punto di vista
della cementificazione complessiva: non
è possibile che si vogliano far passare,
tramite grandi nomi dell'architettura
Nazionale e Internazionale, per
sostenibili da un punto di vista
Paesistico, delle opere che sono un vero
e proprio obbrobrio da un punto di vista
estetico-paesaggistico. |
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Inoltre chiediamo che si faccia una
moratoria di stop su urbanizzazione e
sventramento di via Muccini, frutto di
un PRG (Piano Regolatore Generale
secondo le Leggi Urbanistiche ante 1997)
ormai vecchio di 13 anni e prossimo ad
essere sostituito da un nuovo PUC (Piano
Urbanistico Comunale secondo la Legge
Regionale Urbanistica del 1997); non
lasciamo in eredità al suddetto PUC uno
sfregio paesistico – urbanistico che si
può ancora evitare. |
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Chiediamo quindi, cominciando dalla
torre dell'ex-mercato ortofrutticolo,
che si inizi in questa Città, in
previsione anche del prossimo PUC di
Sarzana, un approccio all'Urbanistica
che non sia nell'alveo dei desideri
edificatori delle lobby di cemento e
asfalto, ma sia rispettoso dell'assetto
esistente e dell'esigenza di spazi verdi
"reali" e defaticanti dallo stress della
vita moderna di cui soffrono i nostri
abitanti e, soprattutto, che in base
alle nuove Leggi sulla Valutazione
Ambientale Strategica il futuro PUC sia
partecipato dai Cittadini e dal mondo
Associativo della Società Civile. |
Giovanni Gabriele, Presidente di Italia
Nostra sez. della Spezia
Alessandro Poletti, Presidente Circolo "Valdimagra"
di Legambiente
Giovanni Ponzanelli, Responsabile WWF
della Spezia |
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:: Comunicato stampa, 18/02/2008 |
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Panigaglia.
Legambiente è contraria a qualsiasi
ipotesi di ampliamento, compreso
l'off-shore |
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Contrariamente a quanto dichiarato da un
membro dell'Associazione Culturale
Artigliè, Legambiente non appoggia
nessun tipo di impianto, tantomeno
offshore. In un dossier pubblicato
recentemente (allegato - n.d.r.) è
ampiamente dimostrata l'inutilità dei
rigassificatori: |
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"I rigassificatori sono utili
soprattutto a chi li costruisce e a chi
li gestisce". |
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L'associazione ambientalista scoprì e
denunciò i piani di Snam Rete Gas per il
raddoppio del rigassificatore di
Panigaglia, e durante una affollata
assemblea nel Febbraio 2006 nella Sala
Consiliare a Portovenere Stefano Sarti,
Presidente Regionale di Legambiente,
rivelò i piani, portando allo scoperto i
vertici Eni presenti in sala che
dovettero ammettere l'esistenza di detti
progetti. |
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Durante la recente audizione presso la
commissione Snam alla Spezia,
Legambiente ha ribadito le proprie
posizioni: "Nessun ampliamento, semmai
riconversione turistica della baia"
(Testo dell'audizione allegato - n.d.r.). |
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Coerentemente a quanto fino ad oggi
sostenuto, Legambiente ritiene superata
la necessità dei rigassificatori,
giudicati "strumenti utili per aumentare
i margini di guadagno di chi importa gas
liquido", ma che impongono forti impatti
in termini di uso del territorio e
ridicole ricadute occupazionali. |
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"Visto il mancato rispetto degli accordi
del '96 col Comune di Portovenere -
commenta il Circolo Nuova Ecologia di
Legambiente - e visti i miseri
investimenti in termini di posti di
lavoro da parte di Eni, riteniamo più
credibile una totale riconversione della
splendida baia di Panigaglia in termini
turistico ricettivi, sicuramente più
remunerativi e con un indotto lavorativo
assai più ampio". |
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Nota: in allegato il
dossier su politica energetica e Snam
e
testo audizione |
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:: Comunicato stampa, 09/02/2008 |
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Legambiente e combustione cdr: troppa
confusione a La Spezia |
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E' irrealistico e fuorviante pensare
oggi alla combustione del CDR in
centrale, visto che non siamo in grado
di sapere se la tipologia del
combustibile creata dall'impianto di
Saliceti (che deve essere ancora
terminato!) sia compatibile con la sua
combustione in una centrale
termoelettrica. |
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Non sappiamo altresì se la evidente
vetustà del gruppo a carbone di
Vallegrande (l'unico in teoria in grado
di bruciare CDR in co - combustione),
gruppo che seppur restaurato e
ristrutturato è risalente, come
costruzione a quasi 40 anni fa non sia
poi un ulteriore impedimento a questa
scelta. |
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Terza questione: la co - combustione del
CDR nella centrale Enel non è prevista
dall'attuale Piano Provinciale dei
Rifiuti, e quindi se si vuole compiere
questa scelta bisognerà necessariamente
andare a realizzare una variante di tale
Piano, scelta anche questa molto
delicata e problematica, non solo dal
punto di vista meramente tecnico ma
anche e soprattutto politico. |
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Per questo Legambiente non può che
concordare con la posizione del
segretario della Cisl, Pierluigi
Peracchini, anche in relazione alla
necessità di orientare le scelte sui
rifiuti imponendo la giusta gerarchia
per un corretto smaltimento e
trattamento dei rifiuti. |
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Prima di qualsiasi scelta finale bisogna
rilanciare con forza la raccolta
differenziata, che nella Provincia della
Spezia è poco superiore al 20% ben
lontani non solo dal 35% entro il 2006
come da obbiettivi della legge Ronchi,
ma anche dai nuovi obbiettivi fissati
dalla finanziaria (il 40% entro il
31/12/2007). |
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Sulla scelta finale e sulla necessità di
esplorare tecnologie innovative (una è
la dissociazione molecolare ma ve ne
sono altre) questo orientamento viene
non solo dalla commissione parlamentare
ma anche dal consiglio comunale di
Genova, con una deliberazione
recentemente approvata concernente la
scelta finale di smaltimento dei rifiuti
in quella città che da anni discute se
realizzare o no un inceneritore. |
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Legambiente, come ha fatto recentemente
premiando i comuni ricicloni liguri (e
dovrebbe essere preso in considerazione
positivamente da tutti il fatto che ai
primi due posti si sono collocati due
comuni spezzini, rispettivamente Deiva
Marina e Santo Stefano Magra con il 38%
e il 36%, come dire "se c'è la volontà i
risultati vengono") non si stancherà di
ripetere che è la raccolta differenziata
il vero argomento da dibattere se
vogliamo far fare un salto di qualità
allo smaltimento dei rifiuti nella
nostra provincia. |
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:: Comunicato stampa, Roma, 6 febbraio
2008 |
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Dragaggio dei sedimenti portuali nei
SIN, Pecoraro Scanio blocca l'iter del
decreto
Soddisfatta Legambiente: 'quel testo
ignorava parametri fondamentali alla
tutela ambientale" |
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"Accogliamo positivamente la notizia che
il ministro dell'ambiente, Alfonso
Pecoraro Scanio, ha bloccato l'iter del
decreto sul dragaggio dei sedimenti
portuali nei Siti di bonifica di
interesse nazionale (SIN), finché gli
organi tecnici Icram (Istituto centrale
per la ricerca applicata al mare), Apat
(Agenzia per la protezione dell'ambiente
e per i servizi tecnici) e Iss (Istituto
superiore di sanità), non si saranno
espressi nel merito. Il decreto non
contemplava, infatti, azioni necessarie
a garantire la tutela ambientale e
innalzava i valori limite di alcune
sostanze pericolose". Così Vittorio
Cogliati Dezza, presidente nazionale di
Legambiente, riportando quanto
dichiarato dal ministro Pecoraro Scanio
in un incontro con l'associazione
ambientalista. |
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Il decreto – ricorda Legambiente -
discende dalla Legge finanziaria 2007,
che ha rivisto le competenze delle
autorità portuali in materia di dragaggi
dei fondali ricadenti nei siti di
bonifica di interesse nazionale e dato
mandato al ministero dell'Ambiente di
individuare metodologie e criteri per la
movimentazione e la successiva
collocazione dei sedimenti. |
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Per la sua redazione è stato, però,
ignorato completamente il Manuale
tecnico relativo alla movimentazione dei
sedimenti marini redatto da Icram e Apat,
i due organi tecnici di riferimento del
ministero dell'Ambiente che adesso
vengono finalmente coinvolti. |
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In questo manuale sono presenti
specifiche indicazioni tecniche per
tutte le operazioni e i parametri di
riferimento da tenere in considerazione,
che sono invece completamente ignorati
nel decreto, dove non vengono
regolamentate nel dettaglio le diverse
opzioni di gestione dei materiali
dragati, per i quali si prefigura come
preferenziale o forse unica soluzione
percorribile, la deposizione in bacini
conterminati. Nel decreto si prevedeva,
inoltre, di innalzare di centinaia di
volte i valori limite (anche per
sostanze classificate come cancerogene)
per la deposizione dei sedimenti in
casse, vasche o bacini conterminati, con
conseguenti, inevitabili impatti
ambientali. |
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"Laddove si richiede l'assoluta
necessità di rimuovere questi sedimenti
– spiega Stefano Ciafani, responsabile
scientifico di Legambiente - è
assolutamente necessario che questi
vengano prima resi innocui, adottando
prescrizioni molto dettagliate per la
tutela dell'ambiente, sia in fase di
rimozione, sia in quella di deposizione
dei materiali nelle vasche di colmata". |
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L'ufficio stampa 06 86268399 - 79 - 53 |
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:: Comunicato stampa, 16/01/2008 |
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Snam Rete Gas rinuncia all'audizione in
Consiglio Comunale alla Spezia |
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La società del gruppo Eni ha deciso
all'ultimo momento di non partecipare
all'audizione presso la commissione
consigliare spezzina. Secondo
Legambiente La Spezia questo gesto
denota la volontà di sottrarsi ad un
confronto pubblico sul progetto di
raddoppio del rigassificatore di
Panigaglia presentato ai ministeri la
scorsa estate, ma mai illustrato alla
popolazione residente, che avrebbe tutto
il diritto di conoscere le reali
intenzioni di Snam Rete Gas. |
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"Ci auguriamo che l'audizione di Snam
sia stata solo rimandata - commenta
Paolo Varrella di Legambiente - perché
altrimenti saremmo di fronte ad un
atteggiamento che rasenta l'arroganza.
L'audizione doveva essere un momento di
approfondimento, invece rimaniamo col
sospetto che i Comuni di Portovenere
prima e della Spezia poi siano stati
snobbati dal colosso Eni." |
Esiste un coordinamento tra Associazioni
e Comitati che si oppone al progetto di
raddoppio, ritenuto troppo invasivo per
il Golfo della Spezia e che non si sa
quanto possa essere in linea con i reali
fabbisogni energetici nazionali.
"In questi mesi - prosegue Legambiente -
c'è una corsa da parte di molte società
ad accaparrarsi progetti di
rigassificatori senza che la cabina di
regia per l'energia del governo abbia
mai specificato quanto gas serve e in
quale modalità, se via tubo o via nave.
Questa incertezza potrebbe innescare
fenomeni speculativi ai danni delle
comunità locali, in primis quella di
Portovenere". |
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:: Comunicato stampa, 15/01/2008 |
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Processo di Pitelli: si riparte |
Giovedì 17
gennaio alle ore 9,30 presso il
Tribunale della Spezia riprenderanno le
udienze per il processo sullo scandalo
delle discariche di Pitelli.
Legambiente è parte civile al
processo e benché Pitelli sia un
Sito di Interesse Nazionale di Bonifica,
forte è l'aspettativa per far
chiarezza su questo triste episodio
che ha investito la provincia spezzina
fino a metà degli anni '90. |
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"In questi giorni di emergenza rifiuti -
commenta Legambiente - dove si
evidenziano gravi conseguenze
sull'ambiente e sui cittadini per la
combustione nonché gestione
incontrollata della spazzatura, è
fondamentale stabilire quali
ripercussioni si siano prodotte
sulla popolazione e l'ambiente
circostante a causa dei forni
inceneritori presenti sul sito. Inoltre
- prosegue Legambiente La Spezia - è
interessante sviluppare la tematica
degli inquinanti in relazione al
processo di combustione, tenuto conto
che all'epoca del primigenio forno,
venivano bruciati rifiuti speciali". |
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:: Comunicato stampa, 05/01/2008 |
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Polveri fini e porto: non serve a niente
il monitoraggio se non si decide di
abbattere le Pm10 |
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Questo il monito di Legambiente La
Spezia che nei giorni scorsi ha
incontrato insieme ad altre associazioni
e Comitati l'Assessore Ruocco. |
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"I 122 superamenti delle polveri -
commenta Legambiente - indicano una
situazione drammatica per lavoratori
portuali e cittadini, e il Sindaco è la
massima autorità sanitaria che deve
prendere drastiche misure per evitare
malattie e decessi, che come dimostrano
gli studi epidemiologici, sono
direttamente correlate con gli aumenti
di Pm10". |
In altre parole Legambiente ritiene non
più procrastinabile l'assunzione di
responsabilità e l'adozione di misure
drastiche per abbattere le polveri. Ma
quali sono queste azioni tanto urgenti?
"Innanzi tutto - prosegue Legambiente -
bisogna evitare la formazione delle
polveri, applicando filtri anti
particolato a tutti i motori diesel di
gru e camion. Inoltre rifiutiamo la
scusa degli scavi a Pagliari, perché non
c'è nessuna relazione tra le due realtà.
Infine vorremmo sapere che fine ha fatto
l'Ordine del Giorno votato in Regione
per l'istituzione di un tavolo
partecipato che valuti i singoli impatti
del porto sulla città in relazione al
nuovo PRP" |
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Sicuramente le Associazioni e i Comitati
chiederanno e pretenderanno di
partecipare agli stati generali del
porto indetto da Federici, per apportare
critiche ma anche suggerimenti per
tutelare la salute dei cittadini e dei
lavoratori. |
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